martedì 22 novembre 2011

Non comprerò mai più una Fiat.

Tutta la vita ho usato macchine Fiat, e non mi sono trovato male. Ma adesso Marchionne ha davvero esagerato.

sabato 19 novembre 2011

Guerra aperta all’Italia. Draghi, Weidmann e Schäuble allo European Banking Congress di Francoforte.

Il destino finanziario dell’Italia sembra davvero ormai segnato. Ieri i banchieri di tutta Europa si sono riuniti a Francoforte per l’annuale Conferenza Bancaria. Davanti a una platea che non poteva essere più qualificata, il categorico rifiuto all’ipotesi di acquisti illimitati di titoli italiani è stato ribadito solennemente da Mario Draghi, mentre Schäuble auspicava una Unione fiscale europea con regole vincolanti dettate dal neoliberismo in salsa germanica, che condannerebbero tutta l’Europa alla schiavitù fiscale.

venerdì 18 novembre 2011

Ed ecco servito Olli Rehn – Il documento degli economisti 2011

Conforta constatare che questo blog non è il solo a sostenere che non si uscirà da questa crisi se non cambia linea la Bce. Proprio mentre scrivevo il precedente post, si raccoglievano le firme per un appello di molte dozzine di economisti italiani e di tutto il mondo, in cui si legge fra l’altro:

mercoledì 16 novembre 2011

L'oro, le armi e il fuoco dell'inferno

Ieri sera alle 22.55 sulla BBC International ho guardato in faccia la cattiveria.
Era un giovane sbarbato dal viso d’angelo che parlava da Dallas in Texas, un gestore di hedge funds il cui nome non so, perché non è stato fatto nei pochi minuti d’intervista che ho colto per caso. L’intervistatrice aveva un piglio risentito, e  lo stava mettendo sotto accusa.

martedì 15 novembre 2011

Cattiva stella

Dice Maynard, di pessimo umore: “Nasce sotto cattiva stella il governo Monti. Viene conferito a Silvio Berlusconi il potere di staccargli la spina quando vuole, cioè di scegliere lui quando andare alle elezioni. Magari, chissà, dopo che tutte le lacrime e il sangue che si prospettano non saranno servite a placare i Mercati e si potrà imputare al centro-sinistra il fallimento. Non è un’operazione intelligente.”


domenica 13 novembre 2011

Indaga Ocampo: NATO senza scampo?

Sarà perché ci sono preoccupazioni più pressanti, ma quasi nessuno si è accorto che il procuratore del Tribunale Penale Internazionale Luis Moreno Ocampo ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che intende esaminare le accuse relative a crimini commessi in Libia dalla Nato e dalle forze legate al Cnt.

sabato 12 novembre 2011

E' caduto Berlusconi! La vergogna e la parola libertà


Ore 21.05 – In questi istanti Berlusconi sta rimettendo il suo mandato di capo del governo nelle mani di Giorgio Napolitano. Il despota mancato è caduto. E’ caduto il capo di governo più odiato della storia della Repubblica, quello che ha fatto più danno al paese, quello che più di ogni altro si è coperto di vergogna e di infamia.
Finisce quest’infamia fra le urla di “Buffone! Buffone!”, “In galera! In galera!”, che salgono al cielo davanti al Quirinale. Finisce fra i cori che intonano Bella ciao, l’inno di quella Resistenza che il buffone tentò di seppellire. Finisce con Formigoni che fa le corna e leva il dito medio verso la folla di indignati che preme a palazzo Grazioli: degno sigillo dell’era di un potere volgare, arrogante, incapace e malefico.
Finiscono nella polvere e nel fango i sogni di chi pretese di fare strame della Costituzione repubblicana.
Non sappiamo ancora, adesso, che cosa seguirà, non sappiamo quali colpi di coda ci si stia apparecchiando a sferrare. Ma sappiamo che il grido più bello è quello del coro che si è levato davanti alla casa del despota fallito poco prima della sua uscita, esattamente mezz’ora fa: la parola che aveva infangato, levandola a emblema del suo inganno e della sua menzogna, la parola in cui adesso possiamo tornare a sperare, la parola di Pericle e di Alceo, di Voltaire, di Eluard e di Walt Whitman, la parola libertà.
Ore 21.42 - Arriva l’annuncio: Silvio Berlusconi si è dimesso. Un coro assordante di urla e di fischi s’innalza nella piazza del Quirinale.
Nyn chre metysthen kai tina pros bian ponen, epei de katthane Myrsilos!
Mirsilo è morto, è l'ora di brindare.

 

giovedì 10 novembre 2011

Il Financial Times a Draghi: è l’ora del proiettile d’argento. Traduzione italiana con commento dell’articolo di Alexander Friedman.

“Trichet l’ha fatta grossa per davvero”, titolava questo blog il 5 agosto scorso, dopo che l’allora capo della BCE si era apertamente rifiutato di intervenire sui titoli del debito italiano, scatenando l’ondata speculativa che portò per la prima volta lo spread sui bund a quota 400.

mercoledì 9 novembre 2011

Modello fraterno e modello paterno

In tutta la storia dell’uomo, non solo la storia dell’Occidente, ma in tutta la storia scritta e non scritta dell’intero pianeta, i sistemi politici umani hanno oscillato fra due poli opposti: il modello paterno e il modello fraterno del potere.

martedì 8 novembre 2011

Finito Berlusconi, finirà il berlusconismo?

In queste ore in cui sembra definitivamente segnato il destino politico di Silvio Berlusconi, o almeno del suo governo in carica, non sono pochi a chiedersi se il tramonto dell’uomo porterà con sé il tramonto del berlusconismo. Il problema è che, dopo due decenni segnati dall’incombenza dell’insopportabile cavaliere, che cosa sia esattamente il “berlusconismo” è tutt’altro che chiaro agli occhi dei più.

domenica 6 novembre 2011

venerdì 28 ottobre 2011

Risoluzione Onu 2016 (2011) del 27 ottobre sulla Libia. Gli assassini di Gheddafi deferiti al TPI.

Nella mattinata di giovedì 27 ottobre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la sua quarta risoluzione sulla Libia, proposta congiuntamente, secondo l’Ansa, da Russia e Gran Bretagna.

giovedì 27 ottobre 2011

Dysfunctional politics

Il New York Times di oggi: “The big problem is Italy, with its dysfunctional politics”. Traduzione italiana: “Il grosso problema è l’Italia, governata da un furfante incapace avversato da incapaci e circondato da furfanti”.

mercoledì 26 ottobre 2011

Ma il Quirinale può fare del male.

Finalmente qualcuno si accorge dei gravi rischi che questo blog aveva segnalato oltre cinque mesi fa in merito ai poteri del presidente della repubblica e al loro utilizzo contro Berlusconi. E’ Gaetano Azzariti, sul Manifesto di oggi.

martedì 25 ottobre 2011

L’Occidente ha preferito così

In risposta a questo articolo di Alfonso Sciacca, “A proposito dell’eccidio di Gheddafi”, ho scritto di getto queste parole indignate:    

Un grande incoraggiamento

Qualcuno avrà notato che questo blog non ha offerto commenti sugli scontri del 15 ottobre a Roma. Nessuno ne avrà sofferto la mancanza, presumo. Può servire, invece, un commento alla manifestazione NoTav di domenica in Val di Susa.

Ma che c'è a Singapore?

Questo blog ha compiuto da poco il suo primo anno di vita. In quest’arco di tempo, ha ricevuto 17.116 visite dall’Italia, 773 dagli Stati Uniti, 268 dalla Germania, 115 dal

domenica 23 ottobre 2011

Angelo Baracca sulla Libia e tutto il resto

Ricevo da Angelo Baracca, fisico e militante antinucleare, questo commento al post precedente, che merita uno spazio a sé stante.

sabato 22 ottobre 2011

Gheddafi è morto – Che cos’è che va messo sotto accusa.

Tu che leggi, non mi biasimare se ti mostro delle immagini crudeli che non hai ancora visto e meditato.

A questo punto, le circostanze della morte di Gheddafi sono finalmente chiarissime.

giovedì 20 ottobre 2011

Gheddafi è morto: siamo tutti felici?

Gheddafi è morto. La radio ci ha appena annunciato, per bocca di quel geniaccio di Pupo, che “siamo tutti felici per questa meravigliosa notizia per tutto il popolo libico”.
Evidentemente Pupo non è tanto cristiano, poiché Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ci ha già spiegato quando morì Bin Laden che “di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai”.

martedì 18 ottobre 2011

Cos'è Avaaz e che cosa c'è sotto?

In molti si stanno chiedendo cosa sia Avaaz e che cosa ci stia dietro, perché le sue petizioni on line, che hanno avuto spesso considerevole successo in Italia, hanno suscitato anche parecchie perplessità. Corre voce, fra le altre cose, che ci sia lo zampino di George Soros.

sabato 15 ottobre 2011

Illegittima, ingiusta, innecessaria: un'analisi complessiva della guerra di Libia

Mentre il dramma di Sirte e di Bani Walid si trascina nell’apparente indifferenza dell’opinione pubblica italiana e mondiale, mentre c’è chi si chiede se stiamo assistendo agli ultimi lampi di una guerra già finita o all’inizio di una lunga resistenza, è giunto il momento di dare una valutazione complessiva di quanto è accaduto fino adesso in Libia.

venerdì 14 ottobre 2011

Per il 4 novembre del 2011

Be afraid. Remember.
(commemorando la Grande Guerra)
          
Le guerre finiranno, è sicuro.
Apparterrà al passato, c’è poco da fare,
questo darsi un nemico da sconfiggere,
questo credersi in diritto di ammazzare.

Verrà un futuro in cui tutte le guerre
saranno favola di tempi lontani.
Ciò che ignoriamo è se in quel futuro
il tenero sguardo del sole
vedrà ancora vivi degli esseri umani.

Ricordati, uomo, ricordati, donna
le stragi che videro i padri e le madri.
Davanti a tutto quello che non dura
coltiva per sempre questa memoria.
Ricordati. Abbi paura.
              
Al poeta corrucciato Peppe Sini,
per il 4 novembre 2011.
           
                        Alberto Cacopardo
                       

martedì 11 ottobre 2011

Cosa fare per la Siria?


La sede di Padova del Movimento Internazionale per la Riconciliazione (MIR) ha inviato al Ministro degli Esteri un appello sulla situazione siriana. Lodevolissimo l'intento di richiamare l'attenzione su un episodio terribile e di "fare qualcosa" in merito. Molto discutibile la scelta di un'iniziativa come questa.



sabato 1 ottobre 2011

Risoluzione ONU 2009 (2011) sulla Libia

Segnaliamo ai tanti che non se ne sono accorti che il 16 settembre scorso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una terza risoluzione sulla situazione libica.

venerdì 5 agosto 2011

Trichet l’ha fatta grossa per davvero (con due note in più)

Non poteva fare peggio. Quando ieri alle 14.45 il presidente uscente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet ha preso la parola davanti alla stampa internazionale, era chiaro ed evidente che l’unica cosa che potesse arrestare l’alluvione di vendite speculative allo scoperto sui titoli italiani era l’annuncio dell’intento di acquistare il debito sovrano italiano e spagnolo da parte della BCE.

lunedì 1 agosto 2011

Una legge elettorale anti-casta? Ma non fateci ridere!

“Una legge elettorale anti-casta: parlamentari non più nominati, ma eletti con il sistema dei collegi uninominali a doppio turno con un recupero proporzionale”. Così, il 27 luglio scorso, un grande quotidiano italiano descriveva la proposta di legge elettorale del Partito Democratico.
Fra le tante fandonie che ci tocca leggere e sentire sui media, questa è davvero una delle più colossali.

sabato 23 luglio 2011

L’amore conta…

L’amore conta i minuti / l’amore conta i battiti nel sangue / l’amore conta i mari  / l’amore conta i sepali dei fiori / l’amore conta i posti alla sua tavola / l’amore conta i morti uno per uno…

venerdì 22 luglio 2011

A proposito di Moloch - L’abbagliante fatiscenza del marxismo

Riporto in copia/incolla un recente dialogo via e-mail sulla natura di Moloch e sull’abbagliante fatiscenza del marxismo.

Mao Valpiana dice basta con la fuffa della casta

Bravo Mao! Tutto questo mettere sotto accusa il parlamento si presta molto, contro l'intento dei più, a favorire chi del parlamento volentieri farebbe a meno, per trasferire il potere altrove: da una parte al governo e dall'altra ai potentati economico-finanziari privati che sono, come tu dici, la Vera Casta. Non è una questione secondaria.

domenica 17 luglio 2011

They broke their backs lifting Moloch to Heaven! - Un'analisi eretica sulla crisi finanziaria.

L’attacco che è in corso all’Italia e all’Europa è il più audace e massiccio mai tentato sulla scena della finanza mondiale. Non è detto che il paese ne esca salvo. Ma non è detto che ne escano salvi i Mercati. La loro attuale struttura è una forma altamente patologica dell’economia di mercato, che non è compatibile con il predicato della democrazia e con la serenità del mondo intero. Se finissero loro sotto accusa, non è escluso che si spezzino la schiena.
Ecco un’analisi eretica sulle vie d’uscita dalla crisi in corso.

giovedì 14 luglio 2011

Avaaz: quando è troppo è troppo!

Mi dispiace per Avaaz. Hanno preso diverse iniziative altamente apprezzabili ed ho sottoscritto alcune delle loro petizioni. Ma adesso è la seconda volta in pochi mesi che vengo invitato a firmare un appello che è in pratica una chiamata alle armi.

Avaaz: enough is enough!

I am sorry for Avaaz. They have taken several highly appreciable initiatives and I have subscribed a few of their petitions. But now it is the second time in a few months that I am invited to sign an appeal that is practically a call for war.

mercoledì 6 luglio 2011

Agcom: la censura è già in atto

C’erano state raccolte di firme, proteste di cittadini, reazioni dell’opposizione e una grande indignazione sul web. E ieri l’Autorità Garante per le Comunicazioni ha annunciato la marcia indietro sulla delibera 668 2010.

A time when that border will fall – On Kashmir and Way Beyond

I dream of a time when that border will fall

mercoledì 29 giugno 2011

Atene, 28 giugno 2011

Atene, 28 giugno 2011 - Il nostro albergo è a poche centinaia di metri da piazza Syntagma, popolato da molti americani in vacanza. Sono circa le nove e mezzo di sera quando scendiamo per andare a cena. Chiedo al portiere se pensa che si possa andare a piazza Syntagma. "Sì, certamente potete andare, se andate a piedi. Troverete parecchia polizia e moltissimi manifestanti. Non c'è bisogno che vi affrettiate, resteranno lì tutta la notte, perché domani il parlamento deve votare le misure di austerità e noi non siamo molto contenti. Forse troverete un po' di gas lacrimogeno. Forse la gente vi darà qualche bandiera, così potete manifestare anche voi per sostenerci."
Con questo incoraggiante viatico, ci avviamo verso piazza Syntagma, con Sofia Gianna accomodata nel passeggino.

lunedì 13 giugno 2011

Referendum del 12 giugno: i due terzi degli elettori bocciano Silvio Berlusconi

E’ inutile che il tristo La Russa affatichi la sua voce insopportabile per sputare un’ennesima raffica di inverosimili falsità.
Non c’è proprio nulla di normale nell’esito di questo referendum.

domenica 12 giugno 2011

Un altro miracolo! Dati parziali di affluenza ai precedenti referendum

12 giugno 2011. E' in corso un altro miracolo, ancora più sorprendente di quello delle amministrative. Abbiamo un 11,63% alle ore 12.00 della domenica. Alle 19.00 c'è il 30,3. Questi dati lasciano presagire un'affluenza oltre il 60%. Guardate la serie storica dei dati parziali di affluenza alle urne in tutti i referendum precedenti.

mercoledì 8 giugno 2011

Risoluzione ONU 1970 (2011) sulla Libia – Traduzione italiana integrale

Ecco finalmente, a grande richiesta, la traduzione integrale della prima risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Libia, quella del 26 febbraio scorso.
La risoluzione dispone il deferimento di Gheddafi e altri leader libici al Tribunale Penale Internazionale; l’embargo sulle armi; le restrizioni agli spostamenti personali di Gheddafi e altri leader; il congelamento dei loro beni all’estero; l’istituzione di un Comitato per le sanzioni, incaricato di sovrintendere alla loro applicazione e successivamente investito di nuove funzioni dalla risoluzione 1973; misure per l’assistenza umanitaria.

domenica 5 giugno 2011

Ritorneremo al Borro delle Falle

Qualche tempo fa, Sofia Gianna ed io abbiamo dato passaggio ad un tipo che faceva l’autostop ad una fermata dell’autobus, in un paese in riva all’Arno. Il tipo si chiamava Letizio, e aveva i capelli piuttosto lunghi, piuttosto grigi e, in verità, non molto puliti. Ci ha detto che abitava nel Borro delle Falle, dove appunto Sofia Gianna ed io eravamo stati poco tempo prima, per vedere i boschi dove abitano i folletti.

martedì 31 maggio 2011

Afghanistan: propaganda di guerra al TG1

Lunedì sera, mentre tutti i giusti d’Italia giubilavano per la rovinosa disfatta elettorale di Silvio Berlusconi, il TG1 trasmetteva, associato alla notizia dell’attacco contro gli italiani a Herat, un notevole esercizio di mala informazione, che ricorda davvero la propaganda di guerra di età mussoliniana.

sabato 28 maggio 2011

Seria riflessione

Nota di Jena sulla Stampa di oggi: "In caso di vittoria la sinistra avvierà una seria riflessione: 'Come abbiamo fatto?'"

giovedì 26 maggio 2011

Un altro parlamento di nominati?

Improvvisamente, torna al centro dell’attenzione la riforma elettorale e ancora una volta D’Alema non perde l’occasione per ribadire la sua immensa simpatia per il famoso sistema tedesco. Questa insistenza è davvero sorprendente. Forse D’Alema crede che nessuno si accorga che il sistema tedesco significa un parlamento interamente nominato dai partiti?

martedì 24 maggio 2011

Un applauso alla violenza, ovvero: perché niente bandiere per la Libia - in risposta a Giuliano Ferrara.

Sul Foglio di ieri, Giuliano Ferrara ha pubblicato una roboante “Invettiva contro le anime belle che si sono scordate di Tripoli”... ... Stia zitto Giuliano Ferrara. Le anime belle sono solo perplesse e confuse, perché i tempi sono duri da decifrare. Ma sono tutt’altro che estinte: eccoci qui... ... Noi teniamo la bandiera della pace caparbiamente levata nel vento, aspettando.

giovedì 19 maggio 2011

martedì 17 maggio 2011

Amministrative del 16 maggio: un calcio in faccia.

Formidabile batosta a Berlusconi. Vendicato il 14 dicembre. Punita la demonizzazione della magistratura. Altolà alla riforma costituzionale. Vendola si sublima e nasce il vendolismo. Il PD non è allo sbando. Bossi non giubila, Fini nemmeno e anche Grillo può servire a qualcosa.

lunedì 16 maggio 2011

Una notizia terribile

16 maggio, ore 19.17. Mentre le proiezioni sulle amministrative sfornano dati quanto mai incoraggianti su tutti i fronti e si profila una colossale batosta per il berlusconismo, dal Pakistan arriva una notizia terribile. Dopo che, appena tre giorni fa, il parlamento, solennemente riunito in presenza dei vertici militari e dei servizi, aveva espressamente invitato gli Stati Uniti a mettere fine agli attacchi dei droni, e proprio mentre è in visita nel paese l'inviato di Obama John Kerry, un ennesimo attacco ha causato dieci vittime in Waziristan. E' un gratuito atto di arroganza destinato a ipotecare gravemente il futuro dei rapporti fra i due paesi. C'è da attendersi una guerra contro il Pakistan?

domenica 15 maggio 2011

King can do no Wrong? Sui poteri del capo dello stato e i desideri del capo del governo

 E’ stato martedì scorso, al culmine della campagna elettorale per quelle elezioni amministrative il cui esito si attende in queste ore con un po’ di fiato sospeso, che Berlusconi annunciava il proposito di modificare la Costituzione anche in materia di poteri del capo dello stato, naturalmente per ridurli a favore del capo del governo. Venerdì 13, alla vigilia del voto, Ernesto Galli della Loggia interveniva sull’argomento con un fondo sul Corriere della Sera. Curiosamente, senza fare alcun riferimento all’annuncio dell’amato cavaliere.

mercoledì 4 maggio 2011

Accuse ottuse

E’ un po’ ironico che Frattini accusi Gheddafi di aver violato i suoi obblighi di diritto internazionale quando ha lasciato che una folla inferocita mettesse a ferro e fuoco l’ambasciata italiana a Tripoli.

martedì 3 maggio 2011

Il generale Charles Bouchard si rende degno della maledizione di Dante Alighieri

La sera di sabato scorso, una bomba alleata ha colpito una casa di Tripoli nella quale si trovava Gheddafi insieme a molti membri della sua famiglia. Il colonnello è rimasto incolume, ma sono morti il suo sesto figlio Saif al-Arab e tre suoi nipotini, che avevano tutti meno di tre anni: Saif, figlio di Mohammad, il primogenito del Qaid, aveva due anni; Carthage, figlia di Hannibal, aveva due anni anche lei; Mastoura, figlia di Aisha, aveva soltanto quattro mesi.

Bin Laden è morto e c’è poco da rallegrarsi

Bin Laden è morto. Non era certo un innocente. Dobbiamo scoppiare di gioia, come tutta quella gente che si è riversata per strada in America?
Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ci ha ammonito che “di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai”. E in effetti non c’è bisogno di essere cristiani per percepire qualcosa di vagamente inumano in tutta quella corale allegria.
Ma ci sono parecchie altre ragioni per non provare particolare soddisfazione.

giovedì 28 aprile 2011

Referendum del 12 giugno: quello che conta non è il quorum

Ore 16.30 del 12 giugno 2011: E' in corso un altro miracolo! Vedi qui i dati di affluenza parziale a tutti i precedenti referendum. 
E qui il commento ai risultati

Apprezzo molto i grandi sforzi di quanti si stanno dando da fare fin d'ora, con e-mail, Facebook e quant'altro, per reclutare votanti e raggiungere il quorum ai referendum del 12 giugno.
Ritengo tuttavia che sia stata una mossa molto avventata promuovere queste consultazioni. Perché, se il quorum non sarà raggiunto, la destra farà di tutto per inneggiare all'ennesima vittoria di Silvio Berlusconi. Per farci credere che "gli italiani" non sono affatto contrari al legittimo impedimento, alla privatizzazione dell'acqua ed, eventualmente, al nucleare. Sarebbe un falso: ma è proprio puntando al quorum che si offre il destro a questo inganno.
Perché la verità è che, anche se la Cassazione annullasse lo scippo del referendum sul nucleare, raggiungere quell'obiettivo è cosa praticamente impossibile.

mercoledì 27 aprile 2011

L’Italia bombarda la Libia, il diritto e la democrazia.

Adesso l’Italia è in guerra fino in fondo. Proprio quando l’intervento internazionale in Libia sta assumendo connotati quanto mai discutibili e pericolosi, il governo Berlusconi si decide a bombardare. Il presidente Napolitano avalla la decisione e l’opposizione si limita a invocare il rispetto della risoluzione ONU. E’ una posizione saggia?

venerdì 15 aprile 2011

Guerra di Libia: quella pace improbabile, quelle libere elezioni innominabili, quella falsa comunità internazionale.

A quasi un mese dall’intervento armato, la guerra di Libia si è ormai eclissata dalle prime pagine proprio mentre i suoi sviluppi assumono aspetti sempre più inquietanti e decisivi per il futuro del Mediterraneo e dell’intero mondo arabo e musulmano.
Quando, lunedì 11 aprile, il Consiglio Nazionale di Transizione di Bengasi ha seccamente respinto il piano di pace in cinque punti proposto dall’Unione Africana e accettato da Gheddafi, si sono vanificate, forse defintivamernte, le speranze non solo di una soluzione pacifica, ma di un esito equo e autenticamente democratico di questo conflitto.

venerdì 25 marzo 2011

Per questo è destinata a tramontare

Ho sentito ieri il generale Carlo Jean, oggi divenuto professore, dichiarare per radio, a proposito dell'intervento in Libia:

lunedì 21 marzo 2011

Guerra in Libia: per una ragionevole posizione pacifista.


Il dramma che oggi sta investendo la Libia impone alla coscienza di chi si ritiene pacifista, al pensiero di quanti hanno sempre rifiutato la guerra, una raffica di interrogativi cruciali. Primo fra tutti: si poteva restare a guardare mentre Gheddafi sterminava gli insorti di Bengasi, come aveva minacciato apertamente, e come era sul punto di fare?

domenica 20 marzo 2011

Identici fantasmi ci spaventano

Splende la stessa luna sul mio prato
che in questo stesso istante sta splendendo
sui deserti spietati della Libia,
sui nervi di Tripoli e Bengasi.

venerdì 18 marzo 2011

Risoluzione ONU 1973/2011 sulla Libia. Traduzione italiana dal testo inglese.

Ecco il testo integrale della risoluzione 1973 (2011) sulla Libia, approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 17 marzo 2011:

Risoluzione ONU 1973/2011: boati d’esultanza e nubi all’orizzonte

Ore 23.34, 17 marzo – Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato in questo momento la risoluzione 1973/2011 con la quale autorizza l’intervento aereo in Libia. La piazza di Bengasi gremita dalla folla degli insorti è esplosa in un boato di esultanza.

giovedì 17 marzo 2011

Eredità del Risorgimento: la peggiore minaccia non è Bossi

Il Risorgimento fu prima di tutto un formidabile atto di sovversione. Come tutte le rivoluzioni democratiche: talmente sovversive che il Potere non si è mai rassegnato e continua ancora oggi, talvolta apertamente, più spesso col sotterfugio e con l’inganno, a tentare di roversciarne le conquiste.

domenica 13 marzo 2011

La riforma Mani Sporche

Berlusconi ci ha spiegato che se ci fosse stata questa sua riforma, non ci sarebbe mai stata Mani Pulite. Benissimo, la chiameremo la riforma Mani Sporche.

Quello sbaglio nel bagaglio di Travaglio

Travaglio ha ragione. Ha ragione quando dice, nel suo editoriale sul Fatto di sabato 12 marzo, che “cascano le braccia” a sentire Bersani dichiarare che con questa riforma della giustizia “per i cittadini non cambia nulla”.

venerdì 11 marzo 2011

La “riforma della giustizia”: quello che è in gioco qui è la libertà.

Da molti mesi sto argomentando in questo blog che, contrariamente a quanto sostengono Marco Travaglio e tanti altri avversari di Silvio Berlusconi, il berlusconismo consiste in un preciso progetto politico che mira ad assoggettare al potere esecutivo tutti gli altri poteri dello stato, per costruire un sistema che funzioni a tutti gli effetti come un’autentica autocrazia.
Il 30 gennaio scorso, quando ancora non era chiaro se Berlusconi sarebbe riuscito a sopravvivere allo scandalo Ruby, scrivevo:

mercoledì 9 marzo 2011

Intervento in Libia: paralisi realista e fantasie di visionari

Mentre tanti volenterosi in America e in giro per il mondo invocano la no fly zone sulla Libia, per una volta i vertici della Nato, del governo statunitense e del suo Ministero della Difesa, mostrano una più ragionevole prudenza davanti ad un’opzione che configurerebbe una vera e propria aggressione militare. L’ultima cosa di cui si sente il bisogno in questo difficilissimo momento è un’altra aggressione militare a guida americana contro un paese musulmano.

Via politica e non giudiziaria?

Sabato scorso Franceschini è tornato a proclamare per l’ennesima volta che il Partito Democratico intende “battere Berlusconi per via politica e non per via giudiziaria”.  E’ una formula che ci sentiamo ripetere con eroica ostinazione da oltre un decennio. Sarebbe ora che qualcuno ci spiegasse che cosa esattamente vuole dire.

sabato 26 febbraio 2011

Dal Golfo Persico alle Colonne d'Ercole

Attenzione alle ultime parole del discorso con cui, ieri sera, venerdì 25 febbraio, Abdurrahman Mohamed Shalgham ha solennemente condannato Gheddafi davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

venerdì 25 febbraio 2011

venerdì 18 febbraio 2011

Benigni ci canta Fratelli d’Italia a Sanremo


Mi dispiace per Benigni, che ultimamente è così vivo e luminoso. Ma la mia Patria non è l’Italia. L’Italia è il mio paese, ho questa fortuna. Non è mio merito. La Patria è un’altra cosa. La mia patria è una cosa più vasta e più bella da amare: questo pianeta intero, questo pianeta azzurro.

martedì 15 febbraio 2011

lunedì 14 febbraio 2011

Discriminazione antislamica: peggio ancora dell’antisemitismo?

Alla faccia di Oriana Fallaci! Un episodio pressoché insignificante, una mail inoltrata da un buon amico alla lista di un gruppo nonviolento per celebrare la Giornata della Memoria, chiama in causa il rapporto fra ebrei, occidente e musulmani: un confronto dalle radici antiche i cui nodi non accennano a sciogliersi ancor oggi.

venerdì 11 febbraio 2011

Mubarak è caduto

Nyn chrè methùsthen kài tina pròs biàn ponèn epèi de kàtthane Myrsilòs. "Adesso bisogna ubriacarsi, e che ciascuno beva a tutto spiano: Mirsilo è morto!" cantava Alceo alla caduta del tiranno.
Gran bel segno dei tempi che ultimamente i tiranni non ci sia bisogno di ucciderli. Meno bello che a volte si debba patire davvero tanto per riuscire a levarseli di torno. Chi ha orecchi per intendere intenda.

Rivoluzione in corso in questo istante - 2

Una cronaca in diretta degli eventi in Egitto, la notte del 10 febbraio

Ore 21.10 - Al Jazeera sta mandando un titolo cubitale che dice THE REVOLUTION, mentre si aspetta di secondo in secondo il discorso, previsto per le nove, con cui Mubarak dovrebbe annunciare in televisione le sue dimissioni. Piazza Tahrir è scoppiata in un boato, poco tempo fa, quando è arrivata la notizia di questa prossima apparizione. Cosa dirà Mubarak, ancora non si sa.

martedì 8 febbraio 2011

Annuncia Berlusconi: "Sono idiota!" Ma ahimé non ci crede nessuno

Sostiene Machiavelli nel Principe che gli intelletti umani sono di tre specie. Ci sono quelli, la vasta maggioranza, che faticano a capire le cose anche se gliele spieghi;

A Comment on Egypt from Pakistan

"I wonder how these Arabs have borne all this for decades.We Pakistanis cannot bear military dictators more than eleven years (in the case of elected governments this period is two and a half years on the average).

venerdì 4 febbraio 2011

Trionfi di Berlusconi nel mondo

Mi giunge notizia dalla Colombia che finalmente nelle ultime settimane l’amato cavaliere è riuscito a diventare ospite fisso di un programma satirico domenicale fatto di pupazzi che rappresentano i politici più in vista nel paese e nel mondo. Ognuno ha il suo soprannome. Qual è il suo?

Un che di misterioso in Tunisia

C’è qualcosa di misterioso nella vicenda che ha portata alla caduta di Ben Ali in Tunisia. Qualcosa che riguarda anche l’Egitto. Non si tratta delle cause immediate dell’insurrezione, che sono tutt’altro che oscure. Ciò che mi appare misterioso ha a che fare invece con la rappresentazione mediatica della vicenda: è la straordinaria evidenza con cui è stata trattata sui media di tutto il mondo.

domenica 30 gennaio 2011

Conoscenza

Le erbe
si conoscono
estirpandole.

Si estirpano
le erbe
conoscendole!

Rivoluzione in corso in quest'istante

There's a battle outside and t's raging
I'll soon shake your windows an' rattle your walls
Bob Dylan

In quest'istante c'è Piazza Tahrir, al Cairo, affollata da migliaia di persone che sfidano il coprifuoco nel cuore della capitale d'Egitto. Poco fa, aerei da guerra sfrecciavano sopra la piazza a bassissima quota, assordando le corrispondenze televisive, mentre al-Jaazirah denunciava il tentativo di metterla a tacere, frenetiche manovre si intrecciavano tra governo e vertici militari, e el-Baradei parlava alla folla con un megafono. Non è una rivolta, non è una ribellione. Questa è un'autentica rivoluzione. Di più: è una rivoluzione democratica.

Se lo faranno, Berlusconi è perduto - un'analisi della transizione italiana

Mentre infuria la seconda ondata del caso Ruby e le elezioni tornano ad affacciarsi al prossimo orizzonte, è ora finalmente di adempiere alla promessa dell’ultimo post e ricapitolare l’argomentazione fin qui svolta sulla natura del berlusconismo e le indicazioni che possiamo derivare da questa analisi in merito alle scelte che si prospettano all’opposizione. Siamo ad un crocevia senza ritorno e c'è da scegliere la strada giusta.
Ho sostenuto (nei post del 17 e 24 ottobre) che Berlusconi coltiva un progetto neo-autoritario di concentrazione del potere, che non è compatibile con la democrazia in quanto tale. Ritengo che abbia coltivato questo progetto fin da quando è asceso in politica, anzi da ancor prima di allora.
Il contenuto di questo disegno è sintetizzabile in poche parole (vedi post dell’8 gennaio): assoggettare al controllo del governo tutti i centri di potere, istituzionali ed extra-istituzionali, che siano in grado di limitare la potestà d’imperio dell’esecutivo, potere giudiziario e potere mediatico in primo luogo.
Ho argomentato che la parabola del berlusconismo non è il frutto occasionale di una vicenda personale vissuta ai limiti della legalità, ma di un disegno strategico ispirato ad una precisa concezione del potere e dotato di una precisa linea politica.
Questa linea politica non è di centro, ma profondamente di destra (v. post 24.11). E’ di destra non tanto per le scelte in campo economico o nelle altre sfere dell’attività politica corrente, che, considerato l’attuale quadro internazionale, rientrano per lo più nella norma dei governi conservatori. E’ di destra, anzi di estrema destra, per il suo orientamento in campo istituzionale, indirizzato verso l’autoritarismo e l’autocrazia in modi che non hanno uguali in Occidente e nelle democrazie in generale. Su questo piano il berlusconismo non è una peculiare forma di conservatorismo, ma una nuova forma di estremismo (post 18.12). Una estrema destra post-industriale che non ostenta il volto maschio e implacabile delle autocrazie del primo Novecento, ma quello seducente e un po’ femmineo della fascinazione televisiva.
Se la propaganda fascista era tutta orientata verso il versante maschile della mente, coltivava la violenza e misurava il suo successo dalla capacità di arruolare uomini, quella berlusconiana privilegia piuttosto il versante femminile, pretende di condannare la violenza e conta fra i suoi imperativi quello di sedurre le donne (già…), che nel frattempo sono diventate elettrici.

sabato 8 gennaio 2011

Sull'estremismo di Silvio Berlusconi: un passo indietro al 2003

Dopo questa lunga interruzione, riprendiamo l’analisi che siamo andati sviluppando in questo blog sul berlusconismo e l’attuale situazione politica italiana.
Nel prossimo post presenteremo una ricapitolazione sistematica dell’argomentazione svolta finora e delle conclusioni  a cui questa conduce in merito alle scelte sul prossimo futuro.
Come premessa a questa ricapitolazione, ripropongo qui sotto il breve documento “Dieci tesi in materia di giustizia, libertà e democrazia” che lo scrivente fece circolare nel 2003 all’interno del Laboratorio per la Democrazia, il gruppo dei “professori di Firenze” animato all’epoca da Paul Ginsborg e Pancho Pardi. Il contenuto di questo documento è in massima parte ancor oggi valido, rilevante e, purtroppo, tutt’altro che scontato.

martedì 4 gennaio 2011

Il blog è entrato in lutto - per Pablo Stagge, 1989-2010

Il blog è entrato in lutto, e non ne è uscito per settimane.
E’ entrato in lutto perché è morto Pablo,
che aveva appena fatto ventun’anni.
Pablo è figlio di Achim e di Silva,
due spiriti gitani che fanno parte del mito
di un mitico borgo dell’Alta Maremma.

E’ morto in modo avventuroso e raro,
per un sentiero in Himachal Padresh,
precipitando a picco in un burrone.