Ci voleva un'anima semplice semplice e
a un tempo nobile, come quella dell'ormai famoso poeta vernacolare
Enotrio Macigni, per dire qualche parola di verità sulle guerre ai
musulmani di quest'ultimo quarto di secolo:
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martedì 30 agosto 2016
martedì 16 settembre 2014
Amici nemici
Gli amici dei nemici
che erano i peggiori
dei nemici
adesso sono amici
perché erano nemici
degli amici
che adesso non ci fanno più felici
perché sono
diventati arcinemici.
Ma i nemici degli
amici dei nemici
si sentono perplessi
ed infelici
perché Obama,
confuso dai suoi uffici,
li scambia per amici
dei nemici
e si chiedono:
“Perché ci maledici?
Non siamo sempre
amici
dei nemici dei
nemici degli amici?
Perché non mandi più mitragliatrici?”
giovedì 4 luglio 2013
Bivi fatali e fuoco fra le ceneri
Se questo blog non parla di politica ormai da tanti mesi,
non è certo per mancanza di cose da dire. Al contrario, semmai, è per l’eccesso
di pensieri e di emozioni suscitati dall’evolversi di una situazione politica che,
a livello nazionale e internazionale, dovrebbe indurre qualsiasi mente che non sia
distratta o ottenebrata ad oscillare fra abissi di devastata desolazione e culmini
di vertiginosa indignazione.
domenica 16 settembre 2012
L’11 settembre del 2012
Una schiera di musulmani fanatici che vedono nella violenza la via maestra per imporre la propria idea della giustizia assalta il consolato americano a Bengasi e causa la morte dell’ambasciatore Usa in Libia, proprio quel Chris Stevens che a Bengasi aveva personalmente guidato il sostegno americano alla rivolta di cui quei fanatici erano una componente cruciale, armandoli con quelle stesse armi che adesso hanno rivolto contro di lui.
sabato 19 maggio 2012
Non sia dimenticata la Libia - Che cosa ha detto Luis Moreno Ocampo
Mercoledì 16 maggio il Procuratore della Corte Penale Internazionale dell’Aia Luis Moreno Ocampo ha riferito al Consiglio di Sicurezza Onu sui crimini commessi in Libia durante e dopo la guerra.
“Il mondo ascolti cosa avrà da dire Ocampo, e lo giudichi”, avevamo scritto quel giorno, presentando su questo blog l’appello a lui rivolto da un nutrito gruppo di personalità italiane. Ebbene, il mondo non lo ha ascoltato, perché quasi tutti i media internazionali hanno steso un velo di ferreo silenzio sulla vicenda. Che invece non è del tutto priva di interesse, dato che, fra le altre cose, è la prima volta nella storia che atti di guerra della Nato rischiano di finire sotto inchiesta davanti ad un’autorità internazionale. Vediamo dunque cosa ha detto Ocampo.
martedì 15 maggio 2012
Affinché non succeda mai più: Zanotelli, Dario Fo, Moni Ovadia sullo scempio umanitario della Libia
L’intervento militare della Nato in Libia è stato definito da qualcuno “un fulgido esempio di riuscito intervento umanitario”. Solo la disinformazione che ha imperato in molti media può avvalorare un simile giudizio. In realtà l’intervento militare ha causato in Libia un’autentica catastrofe umanitaria. Le vittime seguite all’intervento si contano in parecchie migliaia, forse decine di migliaia, senza considerare i feriti, i senzatetto, i profughi, le distruzioni e le aberrazioni commesse su larga scala da entrambe le parti in lotta.
Per questo abbiamo rivolto questo appello al Procuratore della Corte Penale Internazionale dell’Aia, che il 16 maggio riferisce al Consiglio di Sicurezza sulla situazione libica. Che il mondo ascolti cosa avrà da dire Ocampo, e che lo giudichi.
domenica 13 novembre 2011
Indaga Ocampo: NATO senza scampo?
Sarà perché ci sono preoccupazioni più pressanti, ma quasi nessuno si è accorto che il procuratore del Tribunale Penale Internazionale Luis Moreno Ocampo ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che intende esaminare le accuse relative a crimini commessi in Libia dalla Nato e dalle forze legate al Cnt.
venerdì 28 ottobre 2011
Risoluzione Onu 2016 (2011) del 27 ottobre sulla Libia. Gli assassini di Gheddafi deferiti al TPI.
Nella mattinata di giovedì 27 ottobre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la sua quarta risoluzione sulla Libia, proposta congiuntamente, secondo l’Ansa, da Russia e Gran Bretagna.
martedì 25 ottobre 2011
L’Occidente ha preferito così
In risposta a questo articolo di Alfonso Sciacca, “A proposito dell’eccidio di Gheddafi”, ho scritto di getto queste parole indignate:
domenica 23 ottobre 2011
Angelo Baracca sulla Libia e tutto il resto
Ricevo da Angelo Baracca, fisico e militante antinucleare, questo commento al post precedente, che merita uno spazio a sé stante.
sabato 22 ottobre 2011
Gheddafi è morto – Che cos’è che va messo sotto accusa.
Tu che leggi, non mi biasimare se ti mostro delle immagini crudeli che non hai ancora visto e meditato.
A questo punto, le circostanze della morte di Gheddafi sono finalmente chiarissime.
giovedì 20 ottobre 2011
Gheddafi è morto: siamo tutti felici?
Gheddafi è morto. La radio ci ha appena annunciato, per bocca di quel geniaccio di Pupo, che “siamo tutti felici per questa meravigliosa notizia per tutto il popolo libico”.
Evidentemente Pupo non è tanto cristiano, poiché Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ci ha già spiegato quando morì Bin Laden che “di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai”.
sabato 15 ottobre 2011
Illegittima, ingiusta, innecessaria: un'analisi complessiva della guerra di Libia
Mentre il dramma di Sirte e di Bani Walid si trascina nell’apparente indifferenza dell’opinione pubblica italiana e mondiale, mentre c’è chi si chiede se stiamo assistendo agli ultimi lampi di una guerra già finita o all’inizio di una lunga resistenza, è giunto il momento di dare una valutazione complessiva di quanto è accaduto fino adesso in Libia.
sabato 1 ottobre 2011
Risoluzione ONU 2009 (2011) sulla Libia
Segnaliamo ai tanti che non se ne sono accorti che il 16 settembre scorso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una terza risoluzione sulla situazione libica.
mercoledì 4 maggio 2011
Accuse ottuse
E’ un po’ ironico che Frattini accusi Gheddafi di aver violato i suoi obblighi di diritto internazionale quando ha lasciato che una folla inferocita mettesse a ferro e fuoco l’ambasciata italiana a Tripoli.
martedì 3 maggio 2011
Il generale Charles Bouchard si rende degno della maledizione di Dante Alighieri
La sera di sabato scorso, una bomba alleata ha colpito una casa di Tripoli nella quale si trovava Gheddafi insieme a molti membri della sua famiglia. Il colonnello è rimasto incolume, ma sono morti il suo sesto figlio Saif al-Arab e tre suoi nipotini, che avevano tutti meno di tre anni: Saif, figlio di Mohammad, il primogenito del Qaid, aveva due anni; Carthage, figlia di Hannibal, aveva due anni anche lei; Mastoura, figlia di Aisha, aveva soltanto quattro mesi.
mercoledì 27 aprile 2011
L’Italia bombarda la Libia, il diritto e la democrazia.
Adesso l’Italia è in guerra fino in fondo. Proprio quando l’intervento internazionale in Libia sta assumendo connotati quanto mai discutibili e pericolosi, il governo Berlusconi si decide a bombardare. Il presidente Napolitano avalla la decisione e l’opposizione si limita a invocare il rispetto della risoluzione ONU. E’ una posizione saggia?
venerdì 15 aprile 2011
Guerra di Libia: quella pace improbabile, quelle libere elezioni innominabili, quella falsa comunità internazionale.
A quasi un mese dall’intervento armato, la guerra di Libia si è ormai eclissata dalle prime pagine proprio mentre i suoi sviluppi assumono aspetti sempre più inquietanti e decisivi per il futuro del Mediterraneo e dell’intero mondo arabo e musulmano.
Quando, lunedì 11 aprile, il Consiglio Nazionale di Transizione di Bengasi ha seccamente respinto il piano di pace in cinque punti proposto dall’Unione Africana e accettato da Gheddafi, si sono vanificate, forse defintivamernte, le speranze non solo di una soluzione pacifica, ma di un esito equo e autenticamente democratico di questo conflitto.
venerdì 25 marzo 2011
Per questo è destinata a tramontare
Ho sentito ieri il generale Carlo Jean, oggi divenuto professore, dichiarare per radio, a proposito dell'intervento in Libia:
lunedì 21 marzo 2011
Guerra in Libia: per una ragionevole posizione pacifista.
Il dramma che oggi sta investendo
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