mercoledì 4 maggio 2011

Accuse ottuse

E’ un po’ ironico che Frattini accusi Gheddafi di aver violato i suoi obblighi di diritto internazionale quando ha lasciato che una folla inferocita mettesse a ferro e fuoco l’ambasciata italiana a Tripoli.
Perché la prima a violare, e in modo ben più grave, la norma più sacra del diritto internazionale è stata l’Italia, quando ha trasgredito il trattato che la vincolava a non attaccare la Libia e a non consentire l’uso del suo territorio per farle guerra. Meglio sarebbe stato accusarlo di aver trasgredito le norme della buona educazione, le uniche che ci potessero obbligare, verso i franco-anglo-americani, a violare i nostri obblighi di diritto internazionale…

7 commenti:

  1. stefano pellò10 maggio 2011 14:14

    Ciao Alberto,
    non so tu, ma io sono molto, molto deluso. Devo pensare, ancora una volta, di essermi sbagliato? Credo di sì. Temo di esserci cascato come un salame. L'impero colpisce ancora, sempre più raffinato, sempre più invisibile. Lui affina le sue tattiche e le sue strategie, e noi abbiamo sempre meno spazi e mezzi per difenderci e contrastarlo. Non so assolutamente a che cosa credere in questo macello. Da Abbottabad a Deraa a Bengasi al Cairo a questo punto mi pare un Kosovo globale. Grande solitudine.
    Abbraccio
    Ste

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  2. Non c'è dubbio che la guerra di Libia ha segnato una svolta nella primavera araba. E' una guerra che ha preso la peggior piega che potesse prendere, con il solito mostro da abbattere, il solito divide et impera, le solite lacrime e sangue. Avrai notato che ha segnato anche una svolta nel discorso dei media internazionali, che adesso stanno ignorando lo Yemen, il Bahrein o l'Algeria e parlanosolo di Siria e di Libia, guarda caso gli unici due regimi che, con tutti i loro vizi impresentabili, non erano fantocci occidentali. Mi sembra che dietro le quinte, di là dall'Atlantico, si dev'essere smosso qualcosa...

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  3. Che Obama sia in difficoltà, non è certo un mistero, che gli sia servita una vittoria di consenso mediatica, come quella derivata dall'uccisione di Bin Laden è ovvio...no? O nemmeno gli Americani, siamo in grado di comprendere, noi?

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  4. Concordo con Adriana e vorrei aggiungere che mi pare che altri commenti sopra denotino una conoscenza limitata della situazione in USA. C’é un vero abisso di differenza tra il Obama, democrat, moderato e progressista, e Bush, republican, fanatico guerrafondaio, legato agli interessi dei fabbricanti di armi.... sarebbe come mettere sullo stesso livello Di Pietro/Vendola e Berlusconi !!! (Giulia)

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  5. Sì, Giulia, c'è una gran differenza, come ho scritto nel post di Bin Laden. Ma anche tu avrai notato che la politica estera di Obama non si è rivelata, per il momento, all'altezza delle aspettative dei liberals. Penso che in questo pesi molto il potentissimo condizionamento della destra, sia democratica che repubblicana.

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  6. Non so se il commento di Giulia si riferisse a quanto avevo scritto io nelle mie osservazioni amare, ma mi permetto di far osservare che la mia concezione di "impero" va ben oltre la figura del presidente americano, e contempla insieme i grandi poteri economici e di lobby multinazionali che hanno da tempo scavalcato la politica soprattutto statunitense. Nessuno ha paragonato Obama a Bush, ma anche un eccesso di fiducia nel primo mi pare un poco ingenuo - così come vedere un parallelo nella diade Berlusconi-Vendola. No, onestamente no, pochi mesi a New York mi hanno chiarito il concetto. La guerra in Kosovo, del resto, la fece Clinton - democrat, moderato e progressista - e madame Albright non era certo una dirigente della Northrop Grumman Corporation (che è "Leader in Global Security" ! anche sotto governo democrat)

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  7. Eh sì, Giulia, è difficile attribuire scarsa conoscenza degli Stati Uniti proprio a Stefano, che è appena tornato da un soggiorno di vari mesi a New York. Ma il fatto è che in America, le grandi decisioni di politica estera vengono prese tutte dietro le quinte, in base a criteri spesso molto lontani dalla narrazione che si decide di presentare al "pubblico". Sono convinto che ci sia una occulta divergenza fra Clinton e Obama in politica estera (che fu esplicita in campagna elettorale primaria) e che per il momento prevalga Clinton. Di qui l'apparente incoerenza di Obama. Potrei sbagliarmi, ma non è dietrologia fantascientifica. Le quinte esistono, e dietro le quinte succedono cose di grande rilievo.

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