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mercoledì 4 febbraio 2026

Il Manifesto di una Dittatura Planetaria: La Strategia di Sicurezza Nazionale di Trump - Parti 5 + 6

Proseguiamo l'esame in dieci puntate della Strategia di Sicurezza Nazionale americana, conservando le ripartizioni originarie del documento ufficiale. I titoli numerati in parentesi quadre sono quelli attribuiti alle nostre puntate, tutti gli altri sono nell'originale.


[5. Comandare mettendo paura]


IV. La strategia

1. Principi

La Parte Quarta del documento ufficiale, la più ampia, è dedicata all’esposizione dettagliata della strategia, la quale, si chiarisce subito, “è motivata soprattutto da ciò che funziona per l'America, o, in due parole, America First.”

Ma nessuno s’illuda che questo significhi che l’America vuole farsi i fatti suoi. La frase immediatamente successiva suona: “ Il presidente Trump ha consolidato la sua eredità come Presidente della Pace.” Infatti ha messo fine ai famosi otto conflitti in otto mesi, che vengono ricordati uno per uno, come se nessuno sapesse che queste “pacificazioni” sono in realtà largamente immaginarie.

lunedì 2 febbraio 2026

Il Manifesto di una Dittatura Planetaria: La Strategia di Sicurezza Nazionale di Trump - Parti 3 + 4

 

Proseguiamo l'esame in dieci puntate della Strategia di Sicurezza Nazionale americana, conservando le ripartizioni originarie del documento ufficiale. I titoli numerati in parentesi quadre, sono quelli attribuiti alle nostre puntate, tutti gli altri sono nell'originale.


[3. Vogliamo essere i primi del mondo]


II. Cosa dovrebbero volere gli Stati Uniti?

1. Cosa vogliamo nell’insieme?

Cosa dovrebbero volere gli Stati Uniti è presto detto: “Innanzitutto, vogliamo la sopravvivenza e la sicurezza degli Stati Uniti come repubblica indipendente e sovrana, il cui governo garantisca ai suoi cittadini i diritti naturali concessi da Dio e dia priorità al loro benessere e ai loro interessi”.

Il Manifesto di una Dittatura Planetaria: La Strategia di Sicurezza Nazionale di Trump e la Strategia di Difesa Nazionale di Hegseth - Parti 1 + 2

 

1. Un progetto altamente inquietante


Proprio nei giorni in cui l’attenzione dell’America e del mondo era concentrata sui misfatti di Minneapolis, il Dipartimento della Guerra statunitense pubblicava quasi in sordina il suo documento di “Strategia di Difesa Nazionale”.

Questa National Defense Strategy non va confusa con la più significativa National Security Strategy già pubblicata nel novembre 2025, che è invece un documento d’indirizzo presidenziale, rispetto al quale il nuovo testo del Pentagono, autografato dal “ministro della guerra” Pete Hegseth, costituisce una sorta di appendice specializzata che lo completa e lo integra, richiamandolo più volte direttamente.

L’occasione è utile per tornare ad esaminare il documento presidenziale anche alla luce di questi nuovi elementi disponibili, soprattutto perché la “Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America” uscita nel novembre scorso non aveva ricevuto l’attenzione che merita. 

domenica 25 febbraio 2024

La guerra di Gaza: la ferocia, l’inganno, la nonviolenza

 

L’11 novembre 2023 si è tenuto a Firenze un convegno organizzato da Medicina Democratica in memoria di Angelo Baracca, fisico e attivista ambientalista e pacifista, che era morto a 84 anni di età il 25 luglio dello stesso anno.
            Gli atti del convegno saranno pubblicati a breve dall’editrice Multimage. Quella che segue è una versione riveduta e corretta del mio intervento dal titolo “Angelo, uomo del passato, uomo del futuro”, dedicato alla guerra di Gaza, in corso allora da circa un mese.


lunedì 14 agosto 2023

Anthropology attempts suicide by asphyxia

If there is a science which, in these last decades so crucial for the fate of the planet, would have had the potential, and indeed the duty and obligation, to make a powerful contribution to the cause of peace on the planet and to the critique of the Powers-that-be, this science is anthropology, which had devoted itself body and soul to the formidable enterprise of deciphering and understanding cultural diversity.

L'antropologia si suicida per asfissia

 Se c'è una scienza che, in questi ultimi decenni così cruciali per il destino del pianeta, avrebbe avuto la potenzialità, anzi il compito, anzi l'obbligo, di dare un grande contributo alla causa della pace fra i popoli e alla critica del Potere costituito, questa scienza è l'antropologia, che si era dedicata anima e corpo alla formidabile impresa di decifrare e comprendere la diversità culturale.

venerdì 4 agosto 2023

Colpo d'occhio su un impero militare

Tenere traccia delle basi americane in Italia e nel mondo è tutt'altro che facile.

Uno strano velo di fitta nebbia protegge l'informazione in materia.

Ma penetrarlo non è impossibile.

sabato 29 luglio 2023

Angelo Baracca: lucido e indignato fino all'ultimo

 Venerdì 21 luglio scorso, steso sul letto di morte, Angelo Baracca, lucidissimo, sapeva che la fine era vicina: “Fai sapere ai compagni e alle compagne che non sto soffrendo, che me ne vado assolutamente sereno. So di avere fatto tutto quello che potevo fare, adesso il mio tempo è finito, so di andare incontro al buio e al nulla. Ci vado tranquillo, non ho paura”.

mercoledì 9 dicembre 2020

Andando ancora dritto ad occhi chiusi

La vignetta in assoluto più geniale che sia mai uscita dalla penna di Massimo Bucchi apparve su La Repubblica il 20 giugno 2017, a pagina 47.



Con uno sguardo di portata cosmica che comprime in un unico istante una manciata di milioni di anni,

sabato 9 giugno 2018

Ultime notizie dal Medio Oriente


“Allora Ciro, avendo compreso che Creso era uomo caro agli dei e buono, lo fece scendere dalla pira e gli chiese: 'Creso, quale degli uomini ti condusse a muovere in armi contro la mia terra e a farti mio nemico invece che mio amico?' E quello rispose: 'O re, questo io feci per la tua fortuna e per la mia disgrazia; ma colpevole di questo fu il dio degli Elleni, che mi spinse alla guerra. Poiché nessuno è tanto privo di senno da preferire la guerra alla pace: ché in questa i figli seppelliscono i genitori, in quella i genitori i figli'”
Erodoto, Storie, 1, 89, 2-4 (trad. Augusta Izzo D'Accinni, Sansoni Editore, Milano, 1993)

martedì 27 marzo 2018

L'espulsione obtorto collo dei diplomatici russi: un altro passo verso il cataclisma?


Un altro passo verso la guerra aperta, un'altra mossa verso il cataclisma.
L'espulsione di oltre cento diplomatici russi annunciata dagli Stati Uniti seguiti da altri venti paesi, quindici dei quali dell'Unione Europea, rappresenta, come ha dichiarato esultante il ministro degli Esteri inglese Boris Johnson “la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa della storia”.
E' una mossa evidentemente destinata a portare alle stelle la tensione fra Russia e Occidente. Per l'ambasciatore russo a Washington Anatolij Antonov, questo è il colpo che “distruggerà quel poco che è rimasto dei legami fra Russia e Stati Uniti”, riferisce Il Sole 24ore.

venerdì 14 ottobre 2016

In omaggio a Bob Dylan premio Nobel: il guerriero la cui forza è non combattere

Hanno dato il premio Nobel a Bob Dylan. Per la letteratura.
Nonostante il suo pessimo carattere, se lo è decisamente meritato.
Per celebrare la memorabile circostanza, presento adesso un'emozionata narrazione scritta in suo onore oltre vent'anni fa. Vale la pena di leggerla. Si chiama: “Il guerriero la cui forza è non combattere”.

martedì 30 agosto 2016

E cche nun so' cristiani come nnoi? Il fulminante paradosso di Enotrio Macigni

Ci voleva un'anima semplice semplice e a un tempo nobile, come quella dell'ormai famoso poeta vernacolare Enotrio Macigni, per dire qualche parola di verità sulle guerre ai musulmani di quest'ultimo quarto di secolo:

venerdì 19 agosto 2016

Next time I go to swim I might wear a good burkini

In the days of Berlusconi, people over here happened to feel ashamed of being Italian. These days, one may just as soon feel ashamed of being European.
Cannes, August 2016. The mayor of a world-renowned municipality comes up with the brilliant idea of forbidding women from bathing without getting half-naked, with an ordinance of such contorted wording that it almost betrays shame for its own content.

Quasi quasi mi metto un burkini

Se ai tempi di Berlusconi c'era chi si vergognava di essere italiano, di questi tempi, davanti a certi spettacoli, viene da vergognarsi di essere europei.
Cannes, agosto 2016. Il sindaco di un comune non qualunque escogita la brillante idea di vietare alle donne, con un'ordinanza dalle formule contorte che quasi tradiscono vergogna per il suo stesso contenuto, di fare il bagno senza spogliarsi. Divieto di burkini, interpretano subito i media di tutto il pianeta: dimenticando, in verità, che l'usanza di fare il bagno vestite è ancora diffusissima in ambienti tutt'altro che musulmani, come l'India, dove il sari in mare è all'ordine del giorno.

sabato 25 aprile 2015

In morte di Giovanni Lo Porto: per chi non suona la campana

Il cooperante palermitano Giovanni Lo Porto è morto fra i monti del Nord Waziristan, vittima innocente di un drone americano. Il caso è triste, questa morte ci addolora. Ma c'è qualcosa di ancora più triste e doloroso in questa storia.

martedì 16 settembre 2014

Amici nemici

Gli amici dei nemici
che erano i peggiori dei nemici
adesso sono amici
perché erano nemici degli amici
che adesso non ci fanno più felici
perché sono diventati arcinemici.

Ma i nemici degli amici dei nemici
si sentono perplessi ed infelici
perché Obama, confuso dai suoi uffici,
li scambia per amici dei nemici
e si chiedono: “Perché ci maledici?
Non siamo sempre amici
dei nemici dei nemici degli amici?
Perché non mandi più mitragliatrici?”




martedì 15 luglio 2014

Alcune cose che ho visto in Kenya

A Muthaiga, la grande casa di Nenella Tozzi, decana degli italiani di Nairobi, che ha visto passare Riccardo Bacchelli e Alberto Moravia, Vittorio Gassman e Dacia Maraini e Umberto di Savoia, le sue storie da Novecento ottocentesco,

lunedì 26 maggio 2014

lunedì 24 marzo 2014

Did Diana Johnstone copy from this blog?



I am a blogger and not a newser, therefore I never carry writings by other authors. But a couple of days ago, I received by email from a friend a text by Diana Johnstone about the crisis in Ukraine and Crimea.