<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293</id><updated>2012-03-04T10:09:09.627+01:00</updated><category term='Poetry'/><category term='Peace'/><category term='Politics'/><title type='text'>Politics, poetry and peace - Alberto Cacopardo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>138</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4416514233150744071</id><published>2012-03-01T22:59:00.002+01:00</published><updated>2012-03-01T23:28:35.988+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Due Italie in Val di Susa? Una bravura da non buttar via.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il ragazzo ventottenne di Giaveno in val Sangone che si è messo a insultare quel carabiniere e dirgli varie cose molto odiose ha commesso un reato penale, ha fatto una cattiveria e ha dimostrato una certa misura di&amp;nbsp;idiozia. Il carabiniere è stato abbastanza bravo: “uso a obbedir tacendo”, ha rispettato gli ordini e ha taciuto. Anche gli ordini erano savi: non reagire a provocazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Meno savi sono stati certi commenti che si vanno sentendo in giro su questo piccolo episodio. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Per esempio i richiami a Pasolini: dato che Marco Bruno non è certo un figlio di papà, né quel bravo carabiniere un soggetto più bisognoso di lui. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Meno savia ancora quella favola, somministrata alla grande dai media, delle due Italie che si fronteggiano, una quella rappresentata dai carabinieri, buoni e bravi per definizione, l’altra quella dei “violenti”, brutti e cattivi per vocazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quest'ultimo è&amp;nbsp;un discorso poco savio per due ragioni. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Primo perché non è savio questo uso indiscriminato del concetto di “violenza” che oggi è così diffuso tanto a destra quanto a sinistra. Non condivido la ben intenzionata retorica di chi mette sullo stesso piano la “violenza” economica dei mercati finanziari, delle imprese che licenziano o mettono i bambini a lavorare, e la violenza fisica dei signori della guerra che uccidono a migliaia gli esseri umani. Come non condivido quell’altra retorica che mette sullo stesso piano il manifestante che grida insulti e l’altro che lancia la molotov o la pietra da due chili e mezzo sullo schieramento della polizia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La violenza fisica è l’oltraggio ultimo, perché è oltraggio alla vita, è oltraggio a quel sacro tempio della vita che è il corpo di ogni essere umano. Chi crede davvero nella nonviolenza deve adoperarsi perché la specie umana compia finalmente quel primo grande passo verso una nuova condizione evolutiva che è opporre un inviolabile tabù contro qualsiasi forma di aggressione al corpo umano. Tutto il resto viene dopo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque quel ragazzo di Giaveno in Val Sangone non ha commesso, almeno in questa occasione, un atto di autentica violenza. Ha commesso una cattiveria e un’idiozia, che sono due cose diverse. La cattiveria è una colpa, e qualsiasi movimento popolare che aspiri a essere giusto deve essere capace di purificarsi dalla cattiveria. E’ una cattiveria gratuita insultare un carabiniere che non può reagire e che non è colpevole di fare quel mestiere, dato che, in qualsiasi società umana, ci vuole, purtroppo, qualcuno che lo faccia. L’idiozia invece non è una colpa, ma un limite naturale, solitamente incolpevole. Qualunque movimento popolare che aspiri ad essere efficace dovrebbe liberarsi dall’idiozia. Dunque, per esempio, è un’idiozia andare a bloccare un’autostrada facendo arrabbiare a morte tutti quelli che devono passare e che bisognerebbe invece guadagnare alla propria causa. Mentre non è un’idiozia andare a bloccare i treni carichi di armi dirette in Iraq che viaggiano di notte su linee secondarie, come fu fatto nel 2003. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La cattiveria è una cosa, l’idiozia un’altra cosa, e la violenza è un’altra cosa ancora. Qualsiasi movimento popolare che voglia essere giusto ed efficace le dovrebbe rifuggire tutte e tre, ma soprattutto dovrebbe aborrire la violenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma c’è dell’altro. Quell’altisonante discorso delle due Italie è poco savio per un’altra ragione: perché fa presumere, infondatamente, che quell’Italia brava e buona, l’Italia in divisa, non sia mai per definizione responsabile né di cattiverie, né di idiozie, né di violenze contrarie alla legge.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo, purtroppo, non è vero. Tutti sanno o dovrebbero sapere, per esempio, che la pratica di picchiare persone in stato di fermo o di arresto non è rarissima fra le “forze dell’ordine” di questo paese, pur essendo solennemente vietata dalla legge e dalla Costituzione, che al quinto comma dell’art. 13 categoricamente afferma: “E’ punita ogni violenza fisica o morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Tutti dovrebbero sapere che ogni tanto qualcuno muore di botte per mano di questa o quella polizia, mentre nessuno sa quante persone in stato di arresto o di fermo subiscano “violenze morali” non dissimili da quella inflitta da Marco Bruno a quel bravo carabiniere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Io stesso posso testimoniare di aver assistito, un bel giorno alle otto di mattina, alle prodezze di un poliziotto di guardia davanti ad una Questura, che imprecava esclamando “Dio albanese!”, davanti a una folla di innocui cittadini di paesi più o meno lontani, colpevoli solo di accalcarsi davanti all’ingresso dopo aver aspettato anche due ore, al freddo e al gelo, nella fila davanti all’edificio. E io ho sentito con le mie orecchie quel poliziotto non tanto bravo dire a quei cittadini di altri paesi: “Che animali che siete!” &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La cosa è piuttosto grave, perché non è capitata una volta in un’occasionale incontro fra un tipo un po’ seccato e un servitore dello stato, ma capita, ahimé, tutti i giorni in tanti uffici dello stato italiano, ad opera di tanti servitori dello stato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque non ci sono due Italie, una di carabinieri buoni e bravi e un’altra di manifestanti cattivi e un poco scemi. C’è un’Italia che non è né violenta, né cattiva e nemmeno tanto idiota, che vorrebbe uno Stato che si adoperi davvero per proteggerci contro la cattiveria e la violenza, anche, e forse soprattutto, quando capita che la covi nel suo seno. Se c’è un’altra Italia, non è la migliore. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Confidiamo che quest’ultima non si abbia ad esercitare contro Marco Bruno, ora che è “sottoposto a restrizioni di libertà”. Dovesse capitare, tutta la bravura di quel carabiniere venticinquenne di Oristano sarebbe stata buttata via.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4416514233150744071?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4416514233150744071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/03/due-italie-in-val-di-susa-una-bravura.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4416514233150744071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4416514233150744071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/03/due-italie-in-val-di-susa-una-bravura.html' title='Due Italie in Val di Susa? Una bravura da non buttar via.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7327305023583212801</id><published>2012-03-01T15:52:00.000+01:00</published><updated>2012-03-01T15:52:01.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Lucio Dalla si avvia verso l'ignoto, cantando</title><content type='html'>E' morto un poeta grande, Lucio Dalla.&lt;br /&gt;Mi piace pensarlo acceso di gioia mentre esce leggero dal suo corpo cantando: "Ma sì è la vita che finisce, ma lui non ci pensò poi tanto, anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto... ..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7327305023583212801?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7327305023583212801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/03/lucio-dalla-si-avvia-verso-lignoto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7327305023583212801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7327305023583212801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/03/lucio-dalla-si-avvia-verso-lignoto.html' title='Lucio Dalla si avvia verso l&apos;ignoto, cantando'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-6575152984021509090</id><published>2012-02-14T03:13:00.002+01:00</published><updated>2012-02-14T11:40:28.351+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Il rapporto sulla missione in Siria degli osservatori della Lega Araba in traduzione italiana</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La situazione siriana sta rapidamente degenerando in direzione di una guerra aperta con il serio rischio di un intervento internazionale senza autorizzazione dell’Onu. Se questo blog ha taciuto finora su questo scottantissimo argomento, è stato per l’estrema difficoltà di farsi un’idea chiara su quanto stava accadendo all’interno del paese, in presenza di poche informazioni di fonte attendibile e di una evidente operazione di guerra psicologica in atto, sostenuta e guidata dall’estero.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In attesa di poter fornire un’analisi equilibrata e fondata dell’intera, pericolossissima vicenda, urge segnalare che è adesso disponibile il dettagliato rapporto sulla missione condotta in Siria dagli osservatori della Lega Araba fra dicembre e gennaio scorsi. Il rapporto è stato praticamente censurato dai media internazionali, poiché l’immagine che ne risulta non coincide con quella gradita alle potenze occidentali e ai loro alleati arabi. Gli osservatori hanno chiesto di poter tornare in Siria, &lt;personname productid="la Siria" w:st="on"&gt;la Siria&lt;/personname&gt; ha chiesto di accoglierli, ma la richiesta è stata rifiutata dalla Lega Araba. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Giudichi il lettore se l’attività della missione meritava le denigrazioni di cui è stata oggetto. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La versione integrale italiana, tradotta da Peacelink, è accessibile qui:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/conflitti/a/35517.html"&gt;Relazione del capo della Missione degli Osservatori della Lega degli Stati Arabi in Siria per il periodo dal 24 Dicembre 2011 al 18 gennaio 2012&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qui la traduzione inglese dall’originale arabo sulla quale si basa la versione italiana:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;&lt;a href="http://www.innercitypress.com/LASomSyria.pdf"&gt;Report of the Head of the League of Arab States Observer &lt;city w:st="on"&gt;Mission&lt;/city&gt; to &lt;country-region w:st="on"&gt;&lt;place w:st="on"&gt;Syria&lt;/place&gt;&lt;/country-region&gt; for the period from 24 December 2011 to 18 January 2012&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: x-small; mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;[tags: rapporto osservatori Lega Araba in Siria, testo integrale&amp;nbsp;italiano, traduzione integrale, testo inglese]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-6575152984021509090?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/6575152984021509090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/02/il-rapporto-sulla-missione-in-siria.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6575152984021509090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6575152984021509090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/02/il-rapporto-sulla-missione-in-siria.html' title='Il rapporto sulla missione in Siria degli osservatori della Lega Araba in traduzione italiana'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1152610226024669001</id><published>2012-02-10T04:09:00.002+01:00</published><updated>2012-02-10T04:15:21.512+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Un misfatto che grida vendetta: chi ha deciso la rovina della Grecia</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La cattiveria che si sta esercitando verso &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt; è uno scandalo che grida vendetta davanti al cielo e alla coscienza delle future generazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le facce di pietra che hanno deciso di ridurre in miseria un intero paese, che pretendono di imporre la riduzione di un quinto a salari e pensioni minime che sono già da disperazione e da fame, che lo fanno sapendo benissimo che questo servirà solo ad aggravare il disastro, che si rifiutano caparbiamente di prendere le decisioni che potrebbero evitarlo al solo scopo di imporre all’Europa intera e al mondo una linea politica iniqua e malefica, quelle facce di pietra si rendono responsabili di un crimine che non resterà nel futuro mascherato dietro i veli d’inganno che oggi lo occultano agli occhi dei più. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Quelle facce di pietra, in questo frangente, hanno il volto scoperto: si chiamano Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Commissione dell’Unione Europea.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci pensino gli illusi e gli insipienti che credono di trovare la salvezza conferendo a quelle facce di pietra tutto il potere su questo continente, facendosi beffa della sovranità del popolo che aveva costruito il suo benessere, quel popolo d’Europa dalle molte lingue e dalle molte fedi a cui si chiede oggi di consegnare in queste mani le chiavi della sua libertà. Ci pensino gl’illusi che tirano un sospiro di sollievo mentre si compra la salvezza dell’Italia con la rovina della Grecia: quello che si sta compiendo non è solo un oltraggio alla giustizia, è un oltraggio alla libertà. Ci pensino, perché è solo questione di tempo: verrà il giorno che questo misfatto, che oggi si compie impunito, sarà disvelato agli occhi del mondo e sarà riscattato. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nota bene: FMI, BCE e Commissione avevano chiesto alla Grecia nei giorni scorsi nuovi interventi di austerity comprendenti fra l’altro il licenziamento di 150.000 dipendenti pubblici entro tre anni, il taglio del salario minimo da &lt;metricconverter productid="751 a" w:st="on"&gt;751 a&lt;/metricconverter&gt; 586 euro al mese e quello delle pensioni minime da meno di &lt;metricconverter productid="600 a" w:st="on"&gt;600 a circa 380&lt;/metricconverter&gt;&amp;nbsp;euro al mese. Giovedì 9 febbraio, &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt; annunciava di accettare tutte le misure, tranne il taglio alle pensioni minime. La sera dello stesso giorno, in concomitanza con la riunione d’urgenza dei ministri finanziari della zona Euro (l’Eurogruppo), i potenti d’Europa annunciavano in coro che le misure “non sono sufficienti” e gli aiuti di 140 miliardi in discussione per &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt;, non saranno ancora deliberati. Le facce di pietra mandate avanti in questa occasione, sono state quelle di Angela Merkel, cancelliera tedesca, di Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco e dell’ineffabile Olli Rehn, Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1152610226024669001?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1152610226024669001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/02/un-misfatto-che-grida-vendetta-chi-ha.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1152610226024669001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1152610226024669001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/02/un-misfatto-che-grida-vendetta-chi-ha.html' title='Un misfatto che grida vendetta: chi ha deciso la rovina della Grecia'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1597161075967710662</id><published>2012-02-08T23:50:00.003+01:00</published><updated>2012-02-14T03:25:01.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Negozianti preoccupanti: Bersani contratta con Berlusconi il destino della Costituzione</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Veramente preoccupanti le prospettive che si aprono con l'incontro di ieri fra PD e PDL in tema di riforme elettorali e costituzionali. Bersani si dichiara pronto ad aprire un negoziato con Berlusconi su tre temi: riforma elettorale; riforma costituzionale del parlamento, con abbandono del bicameralismo perfetto e riduzione del numero dei parlamentari; rafforzamento dei poteri dell'esecutivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;In fatto di riforma elettorale, è piuttosto preoccupante che il PD insista a rifiutare il voto di preferenza e a tentare di far passare l’uninominale, come già fece Parisi col referendum mancato, per un meccanismo che restituisca agli elettori il potere di scegliere gli eletti, quando si tratta in realtà dell’esatto contrario, ossia un sistema che affida ai partiti la nomina dell’intero parlamento. Ma su questo si può ancora sperare che dalla trattativa, che è comunque inevitabile, emergano infine risultati migliori delle intenzioni di entrambe le parti in questione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Più preoccupante è il negoziato sulla riforma del parlamento. E non per i contenuti annunciati, che sono semmai relativamente insignificanti, ma per il fatto che il PD si dichiari disposto a negoziare una revisione della Costituzione con chi ha fatto di tutto per stravolgerla, calpestarla e minare alla base i principi che ne stanno a fondamento. L’unica posizione seria in fatto di riforme costituzionali dovrebbe essere: se ne riparli quando si sarà tolto di mezzo il despota fallito che per quasi vent’anni ha minacciato la separazione dei poteri, la supremazia della legge, lo stato di diritto e gli altri cardini dell’ordinamento costituzionale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E invece no: non solo ci si dichiara disposti a contrattare &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt;, ma addirittura si mette all’ordine del giorno il rafforzamento dell’esecutivo! Dimostrando di non aver proprio capito quale sia stata la vera natura del progetto neo-autoritario di Silvio Berlusconi, che per quasi vent’anni non ha fatto altro che tentare di concentrare tutto il potere nelle mani del governo, di innalzare l’esecutivo al di sopra di qualsiasi vincolo e qualsiasi controllo, ripercorrendo in senso perfettamente inverso il cammino di democratizzazione delle rivoluzioni liberali e del costituzionalismo moderno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le costituzioni democratiche sono nate con il preciso proposito di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;indebolire&lt;/i&gt; il potere esecutivo, di sottrarre potenza al potere, di assoggettarlo ai limiti, ai vincoli e ai controlli che impediscano l’abuso di chi ha in mano le leve del comando. Berlusconi ha dimostrato mille volte di non tollerare quei limiti e quei vincoli, e non, come crede ancora Travaglio, solo per “fare il suo interesse”, ma perché crede in un potere che sia libero dalle ingombranti pastoie della democrazia quanto quello che voleva Mussolini: ed ha dimostrato ampiamente quali abusi un simile potere può commettere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che un partito che si dice democratico, dopo avere per quasi vent’anni assistito a tutto questo, si dichiari pronto a negoziare con un simile figuro i poteri costituzionali del governo, è cosa veramente stupefacente. “Se son rose fioriranno”, ha detto Bersani. Dato che rose di certo non sono, questo ci lascia qualche speranza: se sono pere marce, marciranno. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. B. Per chi non conoscesse le precedenti analisi di questo blog sul progetto politico neo-autoritario di Silvio Berlusconi, rimando al post &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/finito-berlusconi-finira-il.html#more"&gt;Finito Berlusconi, finirà il berlusconismo?&lt;/a&gt; e a quelli precedenti ivi richiamati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1597161075967710662?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1597161075967710662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/02/negozianti-preoccupanti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1597161075967710662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1597161075967710662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/02/negozianti-preoccupanti.html' title='Negozianti preoccupanti: Bersani contratta con Berlusconi il destino della Costituzione'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-3134992368122510086</id><published>2012-01-26T19:19:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T19:19:16.239+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Vendola, Hollande e la speranza di uscire dal buio.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Il potere del capitale finanziario è il mio nemico e lo combatterò con tutte le mie forze.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Queste parole riportate da un GR mi hanno fatto sobbalzare sul sedile nell’attimo in cui accendevo la radio, verso le sette di domenica mattina.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi poteva averle dette? Vendola? Impossibile. Ferrero? Improbabile. Grillo?&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi stavo ancora interrogando invano, quando l’enigma si è sciolto. Non era Grillo il feroce sovversivo: era François Hollande, candidato socialista alle prossime presidenziali francesi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi stavo appunto accingendo a partire per Roma, in un insano impulso di turismo politico, per andare ad assistere all’assemblea nazionale di Sinistra, Ecologia e Libertà, il partito di Nichi Vendola.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ho provato a immaginare che cosa succederebbe in Italia ad un politico, per esempio Vendola stesso, che avesse il fegato di pronunciare parole come quelle. Non è difficile indovinare: sarebbe immediatamente bollato di estremismo sovversivo ed emarginato per sempre dall’arena politica nazionale. In Francia, invece, le può pronunciare tranquillamente, e con la certezza di riscuotere molto consenso, il capo della forza che il PD italiano considera il suo naturale alleato nell’area “socialista e democratica” del Parlamento europeo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;C’è qualcosa di preoccupante in tutto questo. Perché il potere della finanza internazionale è proprio il principale problema che incombe di questi tempi sull’Italia: ma non è affatto il principale oggetto del dibattito politico corrente, che preferisce invece concentrarsi su problemi apparentemente più immediati, ma di fatto assai meno decisivi, come il destino dei tassisti o la guerra sull’articolo 18.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Valeva dunque la pena di andare a vedere se Vendola avesse qualcosa da dire in materia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ce l’aveva. Tutta la prima parte del suo lungo intervento di apertura, l’ha dedicata proprio a questo tema. Partendo dalla critica alla “tecnocrazia che stempera il calore della democrazia”, ha accusato “il sapere specialistico della finanza” di essere una forma di “sapere metafisico” che pretende di imporre se stesso alla guida del mondo, “la malattia proposta come se fosse la medicina”. E’ vero: l’apparato normativo delirante conferito dal neoliberismo alla finanza è la vera malattia, ma l’unico rimedio che viene proposto è l’applicazione di quell’apparato normativo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E sono vere anche parecchie altre cose che ha detto: che questa globalizzazione è “una rivoluzione reazionaria” che viene presentata “alla stregua di un fenomeno naturale”, ma mira in realtà a “una sorta di nuovo Ottocento”, in cui siano messi sotto scacco non solo i diritti sociali novecenteschi, ma gli stessi diritti civili fondati dal liberalismo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché, si è chiesto, “i signori delle banche e delle multinazionali” non vengono mai “chiamati a rispondere dalla politica”? Perché “la politica” accetta di stare rinchiusa “dentro il recinto deciso da quattro banchieri”? Qui si impone un’obiezione: contrapporre la “politica” alla “finanza” o alle “banche”, come spesso si usa fare ultimamente, può essere altamente fuorviante. La politica è la sfera delle decisioni che riguardano tutti. Il problema è che ci sono decisioni che riguardano tutti che vengono prese da centri globali di potere politico che sfuggono a qualsiasi forma di controllo democratico. E sono le più importanti decisioni politiche, perché riguardano, in ultima istanza, tutti i paesi del mondo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il problema è che, con una contrattazione largamente occulta fra pochi governi e pochi grandissimi potentati privati, è stato costruito un grandioso sistema di regole che organizza la circolazione di tutto il denaro del mondo e di tutte le risorse del mondo in un gigantesco meccanismo che è stato messo in grado di imporre a chiunque le proprie discutibili scelte politiche. Non c’è una contrapposizione fra “politica” e finanza. C’è un confronto in corso fra poteri politici temperatamente democratici, quali quelli degli stati nazionali, e poteri politici radicalmente extra-democratici come quelli che sono all’opera nei mercati finanziari. E il punto è che, mentre gli stati democratici hanno linee politiche instabili, mutevoli, rese fluide e contestabili da quel benefico “calore della democrazia”, questi poteri extra-democratici hanno una linea di politica economica stabile, gelida, graniticamente coerente, che maschera dietro la veste di una pretesa necessità tecnica il suo orientamento ideologico di estrema destra, antiegualitario ed antidemocratico, tutto teso alla protezione del privilegio e alla concentrazione forsennata della ricchezza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutto questo, in verità, non sfugge a Vendola, che infatti ha proseguito il suo discorso chiedendosi: ma “questo capitalismo finanziario è compatibile con la democrazia ?” Poco, purtroppo. Per Vendola, c’è una “destra planetaria”, un “club dell’austerity” che sta provando appunto a “regolare i conti con la democrazia”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questa inquietante constatazione è quella che dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi analisi. Ciò che è sotto attacco in questo frangente storico non è il comunismo, non è il socialismo, non sono nemmeno soltanto i “diritti sociali”, ma sono, proprio come aveva argomentato Vendola, i grandi principi delle rivoluzioni liberali, quali furono portati ad un provvisorio compimento nella seconda metà del Novecento. Non è dunque il sovversivo, non è l’estremista, ma è semplicemente chi crede in quel sogno modesto e possibile, che deve levare la sua bandiera contro questa formidabile minaccia. Donde la virulenza di Hollande.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma che fare, dunque? “C’è posto per un pensiero alternativo?” si è chiesto a questo punto Nichi Vendola. E’ qui, naturalmente, che la sua risposta ha lasciato parecchio a desiderare. Ha sostenuto, giustamente, che la politica” (leggi: i governi) può “tagliare gli artigli alla speculazione”; si è chiesto, giustamente, perché non si parli di “regole ai mercati finanziari”; ma l’unica nota concreta in materia è stata la condanna della recente “scandalosa” elargizione di liquidità alle banche da parte della BCE, che in realtà avrebbe in sé poco di scandaloso, se non si accompagnasse al rifiuto di intervenire direttamente sui tassi d’interesse a carico degli stati indebitati acquistandone i titoli, una scelta cruciale che Vendola ha del tutto ignorato. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto è che indicare la strada concreta per tagliare quegli artigli e dare un nuovo assetto ai mercati finanziari è tanto urgente ed essenziale quanto è arduo e diabolicamente complicato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non basta certo “lavorare alla trama dell’Euromediterraneo”, non basta additare il fallimento della balbettante “terza via” a suo tempo vagheggiata da D’Alema, non basta nemmeno indicare la fragile meta di “un mondo multipolare”. Bisogna sì, per restare sulle parole di Vendola, “ripensare il mondo”, bisogna “alzare la bandiera del cosmopolitismo”, bisogna “alzare la bandiera della fraternità”. Ma c’è da indicare cose più concrete. Se è vero che l’assetto neoliberista della finanza mondiale mette in pericolo la nostra prosperità, allora ne consegue, per esempio, che forse bisogna, piuttosto che inneggiare ad una pericolosissima “unione fiscale”, riconsiderare in prospettiva i principi stessi su cui si sono fondati a suo tempo i trattati dell’Unione Europea da Maastricht a Lisbona. Bisogna pure che qualcuno abbia il coraggio di dichiararlo. Non per disfare l’Europa, ma per ricostituirla su basi più ragionevoli e più solide. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se è vero che l’ordinamento planetario dei mercati mette in pericolo i fondamenti della democrazia, allora ne consegue che chiunque si ritenga democratico dovrebbe mettere al primo posto la preoccupazione di rivedere da cima a fondo quell’ordinamento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ed è qui che diventa cruciale la posizione del PD. Abbia almeno il coraggio di Hollande. Abbia la forza e la lucidità di riconoscere che le vere radici della crisi, al di là del malgoverno italiano, vanno ricercate in quel che è accaduto a livello planetario e nelle proiezioni a livello europeo dell’indirizzo politico illiberale e antidemocratico che ha spadroneggiato nell’ultimo ventennio. Non c’è bisogno di alcuna conversione: si tratta solo di essere fedeli ai principi dichiarati a parole e troppo spesso calpestati nei fatti. Senza un simile aggiustamento di rotta da parte del Partito Democratico, sarà molto difficile impostare a livello europeo le condizioni perché venga maturando quel tramonto definitivo del neoliberismo che è ormai nella natura delle cose.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quanto a Vendola, il suo discorso è solo un punto di partenza, quale sarà la strada resta ancora tutto da vedere. La sue ultime parole sono state: “La nostra identità è il viaggio”. C’è da evitare di viaggiare a vuoto. Ma intanto c’è un punto di partenza, una buona partenza, tutto sommato, che non ha nulla di estremista o biecamente sovversivo e che fissa almeno alcuni punti fermi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fra questi è rimasto forse troppo implicito il concetto che dobbiamo smetterla di additare nel fantasma del “capitalismo” il responsabile di tutti i nostri mali. Il neoliberismo non è affatto la forma necessaria del capitalismo: è una sua spaventosa degenerazione, che sta rischiando di portare il mondo intero alla rovina. Ed è questa degenerazione che dobbiamo combattere, individuando con cura che cosa c’è da correggere, che cosa dobbiamo sopprimere e che cosa dobbiamo coltivare e incoraggiare. L’impresa non è facile. Non è facile, per esempio, dare un giudizio equo sull’operato del governo Monti, un governo che sebbene nato, come scrissi allora, sotto cattiva stella, ha fatto poi alcune scelte apprezzabili accanto ad altre molto discutibili.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi sarebbe piaciuto se Vendola, accanto alle critiche che ha mosso, avesse indicato le due cose fondamentali, e tutt’altro che scontate, che Monti ha fatto di positivo: quando ha fermamente dichiarato chiuso il capitolo delle misure di austerità e quando ha indicato nella discesa dei tassi la vera soluzione della crisi. Sono due passi nella direzione giusta, e due passi non da poco: sarebbe stato giusto riconoscerli.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Del tutto ragionevole, per contro, mi è parsa la posizione presa nei confronti del PD. Vendola ha detto in sostanza: la mia collocazione naturale è in un’alleanza con questo partito e con tutto ciò che esso rappresenta. Nonostante le differenze che ci sono, questa alleanza è possibile, logica e vincente. Ma se voi volete fare un mascherato centro-destra, se volete un improbabile “partito neoliberista di massa”, allora io non sarò dei vostri, allora lavorerò alla costruzione di un nuovo polo di centro-sinistra. La posizione è onesta e chiara.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ il PD che a questo punto deve scegliere. La possibile vittoria del centro-sinistra in Francia e in Germania apre in Europa prospettive nuove. E’ possibile che il grande attacco dei mercati al debito sovrano dell’Italia finisca per ritorcersi contro chi lo ha voluto, spingendo l’Europa ad una riconsiderazione complessiva dell’assetto finanziario globale e dei fondamenti delle sue politiche. Ma se i democratici italiani resteranno ancorati al conformismo senza grazia e senza fantasia che troppo spesso li ha segnati nel passato, le speranze di uscire dal buio ne saranno seriamente compromesse. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-3134992368122510086?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/3134992368122510086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/vendola-hollande-e-la-speranza-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/3134992368122510086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/3134992368122510086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/vendola-hollande-e-la-speranza-di.html' title='Vendola, Hollande e la speranza di uscire dal buio.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4066271872896908956</id><published>2012-01-21T14:11:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T14:11:54.505+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Matematica pratica</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Maynard: “La matematica è la forma del misterioso pensiero di Dio”&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Alberto: “Ma che ne vuoi sapere tu del misterioso pensiero di Dio?”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Maynard: “Giusto. E’ vero. E’ talmente misterioso che nemmeno sappiamo se ci sia. Solo possiamo dire, da quello che vediamo: la matematica è la forma maestosa del pensiero che ha forgiato le galassie, del pensiero che alimenta &lt;personname productid="la Creazione.”" w:st="on"&gt;la Creazione.”&lt;/personname&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4066271872896908956?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4066271872896908956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/matematica-pratica.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4066271872896908956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4066271872896908956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/matematica-pratica.html' title='Matematica pratica'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8544553609990991867</id><published>2012-01-18T01:53:00.003+01:00</published><updated>2012-01-26T22:21:41.836+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Un segreto silenzio simmetrico e una faccia di bronzo geometrica.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Apprendiamo ieri improvvisamente dal Financial Times che Monti ha fatto sapere che lui, Merkel e Sarkozy “si sono accordati per un ‘silenzio simmetrico’ nei confronti della BCE”, anche se, secondo il quotidiano britannico,&amp;nbsp;“molti analisti sono convinti che se &lt;personname productid="la Banca" w:st="on"&gt;la Banca&lt;/personname&gt; centrale europea procedesse a massicci acquisti di titoli di stato (un’altra misura a cui Berlino si oppone), i tassi d’interesse sul debito pubblico italiano potrebbero scendere sensibilmente” (Il Sole 24 ore, 17.1.12, p. 3).&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non possiamo sapere quali siano le esatte, segrete ragioni di questo “silenzio simmetrico”. Ma poiché questo blog è notoriamente fra i pochi che si rifiutano di aderirvi, non si fa scrupolo di dire a chiare lettere che Mario Draghi ha dimostrato davvero una geometrica faccia di bronzo quando l’altro ieri al Parlamento europeo ha fatto due cose: 1) ha dichiarato, senza fornire alcun nuovo elemento, che la situazione è “molto grave”, sapendo benissimo che così facendo è lui stesso che la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;rende&lt;/i&gt; grave agli occhi dei Mercati, dai quali dipende il tasso d’interesse sul debito, che è ciò che rende grave la situazione; 2) ha indicato le vie d’uscita dalla crisi nell’insensatissimo fondo salva-stati, nelle eterne politiche di “rigore” e nel mitico fantasma della crescita, sapendo benissimo che la vera via d’uscita dipende solo da lui, ed è in quei “massicci acquisti” a cui, guarda caso, pensano quei tanti analisti e che lui caparbiamente rifiuta. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ancora una volta, Draghi ha detto esattamente ciò che vorrebbe sentirgli dire chiunque miri alla rovina dell’Italia e al crollo dell’euro. Grave non è “la situazione”. E’ grave, anzi gravissima, la responsabilità di questa faccia di bronzo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Così come è grave, anzi gravissima, la responsabilità di Angela Merkel, il cui alto consigliere Wolfgang Franz ieri ha ribadito a chiare note&amp;nbsp;che non&amp;nbsp;sarà modificata&amp;nbsp;in alcun modo la disastrosa linea di "fermezza" seguita finora dalla Germania. L'Italia "deve fare da sola".&amp;nbsp;E noi ribadiamo: se arriverà il tracollo dell'Italia, che si sappia chi dobbiamo ringraziare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8544553609990991867?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8544553609990991867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/un-segreto-silenzio-simmetrico-e-una.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8544553609990991867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8544553609990991867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/un-segreto-silenzio-simmetrico-e-una.html' title='Un segreto silenzio simmetrico e una faccia di bronzo geometrica.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8292508911799802538</id><published>2012-01-16T02:47:00.002+01:00</published><updated>2012-01-16T18:38:49.602+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Le fiction sulla crisi finanziaria e le colpe dei potenti che la vogliono.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il declassamento di Standard &amp;amp; Poor’s è l’ultimo gesto di una lunga catena di atti deliberati compiuti da diversi potentati, che espongono l’Italia al rischio della rovina economica. Ma una spessa cortina di nebbia e di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; impedisce ai più di percepire che cosa è in gioco dietro la facciata. Il problema è&amp;nbsp;chi prevarrà fra chi vuole soltanto forzare un insieme di scelte politiche e chi vuole il default dell’Italia e la fine della moneta europea. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;E’ arrivato il declassamento. Col &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;rating&lt;/i&gt; BBB+ dell’ineffabile Standard &amp;amp; Poor’s, i titoli pubblici italiani hanno fatto il loro ingresso trionfale nell’ “Investment grade inferiore”. Non sappiamo ancora se questo giudizio sarà tranquillamente ignorato, come si meriterebbe, o se sarà il preludio di uno nuovo massiccio attacco speculativo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il guaio è che, mentre tutti ci interroghiamo con qualche sgomento su cosa ci riservi l’immediato futuro, le rappresentazioni che ci vengono fornite sulla natura, le cause e i rimedi della crisi in atto appartengono in larga misura al regno della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; far credere che la manovra di Monti abbia modificato in modo decisivo le condizioni di solvibilità dell’Italia. Anche se gli effetti sul deficit saranno sensibili, la montagna del debito è stata appena scalfita e la capacità del Tesoro di rimborsare i creditori non dipende in realtà da nessuna decisione del governo, ma dall’andamento dei tassi d’interesse sui mercati finanziari. E’ &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; far credere che la soluzione possa venire dalla “crescita”: con il peso delle politiche restrittive messe in campo, sarebbe un miracolo raggiungere a breve una crescita dell’1 per cento e anche questo miracolo inciderebbe ben poco sul rapporto debito/Pil e sulla solvibilità del nostro debito pubblico. Del resto è altrettanto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fictional&lt;/i&gt; far credere che un simile inefficace prodigio possa venire dalle misure di liberalizzazione che si prospettano. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci sono tre livelli ben distinti sui quali questa crisi si dipana.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Uno è il livello planetario, che è quello su cui operano i mercati finanziari. Uno è il livello europeo, con la moneta unica e le istituzioni comunitarie. Il terzo è il livello italiano, dove il governo Monti è impegnato nelle decisioni di cui più si discute in questo momento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se vogliamo fuoruscire dalla &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt;, per prima cosa si tratta di riconoscere che il livello decisivo è il primo, che è proprio quello di cui meno si discute. La vera causa di questa crisi non risiede né nelle “contraddizioni intrinseche” al capitalismo, come vorrebbero alcuni, né nella presunta insolvibilità dei paesi periferici europei, ma nel peculiarissimo assetto che è stato dato ai mercati finanziari internazionali a partire dagli anni Novanta in omaggio all’ideologia neoliberista. E’ solo quando ci si deciderà ad affrontare una profonda ristrutturazione e ri-regolamentazione dei mercati del denaro a livello planetario, che si potrà dare una soluzione duratura alle minacce che incombono sull’Europa e sul mondo. E’ una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; che fa molto comodo a chi su di esso ha costruito il suo colossale potere economico, far credere che l’attuale assetto delle transazioni internazionali sia l’unico compatibile con l’intrinseca natura del capitalismo. Questa è una grave patologia del capitalismo, che va curata con interventi radicali di portata globale. Invece l’unica proposta significativa che si discuta a questo livello è l’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tobin tax&lt;/i&gt;, che è appena un bruscolino in confronto a quel che ci vorrebbe per dare finalmente al mondo un sistema finanziario internazionale equo, stabile e sicuro per tutti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma purtroppo è evidente che non è da qualche intervento a questo livello che possiamo sperare in una fuoruscita immediata dalla crisi in corso.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il livello critico, in questo momento, è il secondo, il livello europeo. E’ un grande passo avanti verso una possibile soluzione il fatto che il governo Monti abbia deciso, almeno per il momento, di mettere un punto fermo alle politiche di “rigore” a livello italiano per spostare l’attenzione sulle decisioni da prendere in Europa. Noi abbiamo “fatto i compiti”, dichiara Monti, adesso è l’Europa che deve muoversi. Ma il guaio è che anche qui, purtroppo, proliferano le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; far credere che i tedeschi stiano pagando per questa crisi, quando è proprio verso &lt;personname productid="la Germania" w:st="on"&gt;la Germania&lt;/personname&gt; che stanno affluendo i capitali di rischio sottratti ai paesi periferici, consentendo a imprese, famiglie ed erario tedesco di finanziarsi a tassi irrisori rispetto a quelli italiani. E’ una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; l’idea che qualsiasi intervento europeo a sostegno dei paesi periferici debba pesare sulle tasche dei contribuenti tedeschi o degli altri paesi forti. E’ una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; indicare la via d’uscita in un fondo “salva-stati” finanziato dai bilanci statali o in eurobbligazioni garantite dagli stati. E’ una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; perché, come ben sanno tutti gli osservatori avveduti, e come ha più volte ribadito il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Financial Times&lt;/i&gt;,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;è &lt;personname productid="la Banca Centrale" w:st="on"&gt;la Banca Centrale&lt;/personname&gt; Europea che ha nelle sue mani il potere di far crollare in un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiat&lt;/i&gt; i tassi sui debiti sovrani nel mercato secondario, se solo si decidesse ad annunciare acquisti illimitati di quei titoli. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si badi bene: contrariamente alla formula&amp;nbsp;corrente, questi acquisti non hanno nulla a che fare con una presunta funzione di “prestatore di ultima istanza”. Quello che oggi occorrerebbe non sono finanziamenti diretti al Tesoro dei paesi in difficoltà, ma semplicemente acquisti dei titoli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;già in circolazione&lt;/i&gt;, ossia le cosiddette “operazioni di mercato aperto”, con le quali la banca centrale può sì creare moneta, ma non erogandola agli stati, bensì, sul mercato secondario, ai precedenti possessori dei titoli. E quel che più conta è che non ci sarebbe nemmeno bisogno di operazioni di grossa portata, poiché basterebbe il semplice annuncio dell’intento di procedere ad acquisti illimitati per costringere tutti i venditori allo scoperto a ricoprirsi e attirare masse ingenti di capitali sui titoli oggi sotto attacco. E’ bene sottolineare che quest’ultimo punto non è un’ipotesi: è stato dimostrato dai fatti, quando lo spread sui Bund tedeschi scese a 370 punti base nei giorni precedenti all’ultimo vertice europeo, quando si era diffusa l’aspettativa di un annuncio di questo genere, senza che ci fosse stato alcun acquisto effettivo da parte della BCE.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Abbiamo già argomentato su questo blog, sulla scorta di voci ben più autorevoli, che questa è la via da seguire. Se ci torniamo sopra, è perché ben pochi sembrano consapevoli che questo è proprio il punto cruciale di questa crisi: la banca centrale dispone di un’arma con la quale potrebbe riportare a livelli accettabili i tassi di mercato sui debiti sovrani, rivalutando i loro corsi e di conseguenza mettendo al sicuro le banche europee che li detengono e il patrimonio di innumerevoli risparmiatori. Può fare tutto questo senza minimamente incidere sulle tasche del famoso “contribuente tedesco”. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;E si sta rifiutando di farlo&lt;/i&gt;. Perché?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le giustificazioni addotte per questo dannosissimo comportamento sono state tre. Vediamole una per una. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;1) Si è sostenuto che un intervento del genere è vietato dai trattati europei. E’ falso. L’art. 123 del trattato di Lisbona vieta, semmai, i finanziamenti diretti al Tesoro degli stati membri. Ma le operazioni di mercato aperto, cioè il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;quantitative easing&lt;/i&gt; sul mercato secondario, non violano in nessun modo alcun trattato: tanto è vero che sono in corso da un pezzo, attraverso il Securities Markets Programme che è stato appositamente creato in seno alla BCE. Il problema è che l’entità di questi acquisti (da meno di uno a pochi miliardi alla settimana) è assolutamente irrisoria rispetto ai livelli quantitativi che sarebbero necessari per neutralizzare le turbolenze dei mercati. E il guaio è soprattutto che l’intenzione di contenerli viene continuamente ribadita dai vertici BCE. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;2) Si è argomentato con grande enfasi che acquisti massicci di titoli, comportando emissione di moneta, produrrebbero inflazione, lo spauracchio più temuto dai tedeschi, secondo il ritornello che si va ripetendo. E’ falso. E’ falso perché con le formidabili politiche di rigore che sono state messe in campo, un’inflazione che sfugga di mano è l’ultimo dei pericoli, mentre una modesta inflazione controllata aiuterebbe a contenere l’onere dei debiti sovrani. E’ falso perché se così fosse non si spiegherebbero le massicce immissioni di liquidità operate dalla BCE attraverso il canale bancario, che comportano anch’esse un aumento della massa monetaria in circolazione. E’ falso perché è stato calcolato che sarebbe possibile immettere fino a circa tremila miliardi di liquidità in operazioni di mercato aperto senza rischiare grossi effetti inflazionistici.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;3) Resta allora l’ultimo argomento, quello più spesso sollevato, con arcigna e pensosa solennità: l’Azzardo Morale. Sarebbe un grave azzardo per la loro “moralità” se gli stati pensassero di potersi indebitare fino al collo senza problemi, contando sul soccorso di una banca centrale che crei moneta dal nulla. Ora, non siamo certo noi a coltivare l’idea che il debito pubblico vada lasciato senza freni, come hanno fatto Craxi e Berlusconi. Ci sono una quantità di ottime ragioni per ritenere che sia più savio contenerlo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma non è un po’ curioso sentir parlare di “morale” chi è fermamente convinto che non ci sia nulla di più dannoso che imporre vincoli morali al Mercato? Non è un po’ curioso sentir usare questa parola a chi non trova nulla da ridire se qualcuno riscuote interessi del 20-30 per cento (e perfino del 98!) da un paese divorato dal bisogno come &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt;? Nell’ordinamento della nostra Repubblica, questi tassi configurano il reato di usura: ma sui mercati finanziari internazionali non solo sono ammessi, ma sono anche “morali”. Mentre è immorale che lo stato spenda per mettere a riposo chi ha lavorato quarant’anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lasciamo dunque da parte l’Etica, che è un concetto troppo alto per le bassezze della finanza contemporanea. Sostituiamola con la parola giusta: l’azzardo in questione è &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;politico&lt;/i&gt;. Il rischio è che gli stati non accettino quel discutibilissimo pacchetto di pesanti misure politiche che è la principale mira dei servitori dell’ideologia neoliberista. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In altre parole, quello che &lt;personname productid="la BCE" w:st="on"&gt;la BCE&lt;/personname&gt; pretende d’imporre con il suo comportamento non ha nulla a che fare col rigore morale: è una precisa linea politica, quella indicata nella famosa lettera segreta del 5 agosto scorso e successivamente ribadita con dovizia di dettagli nell’altra missiva del commissario finlandese Olli Rehn del 4 novembre 2011. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Riassumendo: lo spread non sarebbe a questi livelli, le banche non avrebbero bisogno di ricapitalizzarsi, i risparmi e il futuro degli italiani non sarebbero in pericolo, la crisi non ci sarebbe, se &lt;personname productid="la BCE" w:st="on"&gt;la BCE&lt;/personname&gt; non scegliesse deliberatamente di creare ad arte le condizioni che la rendono possibile, con l’unica giustificazione di imporre agli stati sovrani la sua linea di politica fiscale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, se anche questa linea politica, quella del rigore avanti a tutto, fosse la più benefica e la più savia, non ci sarebbe da chiedersi in che modo tutto questo sia compatibile con la dottrina dell’indipendenza delle banche centrali? Sarebbe il caso di ricordare che questa dottrina non ha nulla a che fare con i principi dello stato di diritto o i requisiti della democrazia. Si basa esclusivamente sul principio, già di per sé tutt’altro che indiscutibile, che la politica monetaria è un insieme di decisioni tecniche che devono essere sottratte al diretto controllo dei governi, affinché non abusino del potere di creare moneta producendo inflazione. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma nel momento in cui questa “autorità monetaria” si autoinveste del potere di imporre decisioni di politica fiscale, non infligge forse un colpo mortale alle giustificazioni della propria indipendenza? Determinare la politica fiscale significa semplicemente decidere cosa fare dei soldi di un popolo intero. Non è forse questo un potere che dovrebbe spettare ai rappresentanti eletti del popolo sovrano? Non è forse vero che le democrazie moderne sono nate sul principio &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;no taxation without representation&lt;/i&gt;? Se una banca centrale deve decidere cosa fare dei soldi dei cittadini, allora dovrebbe rispondere delle sue decisioni ai cittadini stessi e sottoporsi al controllo democratico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel momento in cui essa ha acquisito il potere di imporre ai governi le sue scelte politiche, la sua indipendenza non ha più alcuna ragion d’essere. E’ come se la magistratura pretendesse di fare le leggi. Peggio: perché questa banca centrale, imponendo la costituzionalizzazione del vincolo di bilancio, pretende anche di fare le costituzioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Davanti ad abuso così gigantesco, ci si sarebbe potuti aspettare che i popoli e i governi insorgessero come un sol uomo. E invece nulla. Davanti al sacro dogma dell’indipendenza si inchinano i governi più potenti del mondo. Come mai?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è difficile capire perché. La verità è che &lt;personname productid="la Banca" w:st="on"&gt;&lt;personname productid="la Banca Centrale" w:st="on"&gt;la Banca&lt;/personname&gt; Centrale&lt;/personname&gt; Europea non è affatto indipendente. Questa è solo un’altra delle tante &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; che ci vengono somministrate. E’ strettamente legata a potentissimi centri di potere politico ed economico che condividono e orientano i suoi comportamenti, primo fra tutti il governo tedesco. Prova ne sia che tutti danno per scontato che, per cambiare la linea della BCE, si debba convincere Angela Merkel, non i vertici di quell’istituto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il problema che oggi si pone è: a che cosa mira veramente il governo tedesco e i centri di potere ad esso federati? Che cosa aspettano per decidersi a consentire a Draghi si usare quello che il Financial Times ha chiamato il “proiettile d’argento”?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qui ci sono solo due ipotesi: o si mira ad ottenere ulteriori passi e ulteriori vincoli in materia di politica fiscale, oppure si mira al crollo dell’euro. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che ci siano grossi potentati che desiderano il crollo dell’euro, è cosa difficile da dubitare. C’è chi lo vuole, per ovvie ragioni di supremazia del dollaro, negli Stati Uniti. C’è chi lo vuole in Germania, in Inghilterra, in altri paesi del nord Europa, e forse anche in seno ad altre potenze extra-europee. Queste sono forze che mirano al default dell’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Può darsi che ci siano altre forze che non vogliono il crollo dell’euro, ma stanno solo tirando la corda fino all’estremo limite per ottenere il massimo possibile dai paesi che hanno messo sotto accusa. Per esempio una ferrea unione fiscale a guida tedesca. O una piena deregolamentazione del mercato del lavoro. O forse altri obiettivi meno apertamente confessabili: sembra che tutti si siano dimenticati che nella lettera segreta di Trichet e Draghi c’era un capitolo che Monti ha completamente ignorato, quello delle privatizzazioni. Forse non è troppo ardito sospettare che qualcuno stia assecondando le mire di chi ha messo gli occhi su Enel, Eni, Poste Italiane e qualche altro gioiello italiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quello che oggi dobbiamo constatare, dissipando per una volta tutte le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt;, è che l’evoluzione della crisi fino a questo punto è stata il frutto dell’azione combinata di chi mira al crollo dell’euro e di chi mira ad obiettivi politici che non prevedono il default dell’Italia. Fino a questo punto, a guardare gli atti di Mario Draghi, di Angela Merkel o del governatore della Bundesbank Jens Weidmann, si direbbe che abbiano fatto tutto quanto era in loro potere per fare felice chi mira al primo obiettivo, il default dell’Italia e la spaccatura dell’eurozona. Il discorso di Merkel a Kiel il 14 gennaio scorso conferma in pieno questa impressione. Se questo obiettivo sarà raggiunto, se arriveremo al fallimento dell’Italia, almeno si sappia chi dobbiamo ringraziare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se invece questi signori si fermeranno quando avranno ottenuto tutto quello che vorranno, almeno si sappia chi sono stati i responsabili degli immensi danni che tutto questo avrà arrecato non solo ai più deboli e bisognosi fra gli italiani e gli altri europei, ma al benessere e alla pace di questo continente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci sarebbero elementi per concludere che, comunque vadano le cose, per l’Italia e gli italiani andranno male. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma se guardiamo al di là dell’immediato, c’è posto per qualche lampo di speranza. Il neoliberismo è destinato a tramontare, è solo questione di tempo. Le precedenti ideologie economiche del capitalismo, quella classica di Adam Smith, quella neoclassica di Alfred Marshall e quella keynesiana, avevano una loro ragionevolezza e avevano, in diversa misura, una loro peculiare nobiltà. Questa no. Questa è un distillato di superbia e cattiveria che ha già prodotto tali e tanti danni che è un miracolo che ancora sopravviva. Forse mai nella storia dell’uomo così tanta sofisticata intelligenza era stata messa al servizio di così tanta bassezza morale. Forse possiamo sperare che quest’aggressione all’Italia e all’Europa, la più colossale operazione speculativa mai tentata nell’intera storia della finanza mondiale, sia l’errore fatale che segnerà l’inizio della fine per la trista ideologia che l’ha ispirata. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nota Bene. Questo blog&amp;nbsp;aveva avvertito dell’imminenza e della gravità della crisi oggi in atto fin dal lontano dicembre 2010, con il post &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2010/12/la-notizia-piu-importante.html"&gt;La notizia più importante&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una serie di post successivi ha sviluppato un’argomentazione complessiva di cui questo articolo non rappresenta ancora il compimento. Fra quei post, il più rilevante, in cui si chiarisce meglio perché il livello decisivo sia quello planetario,&amp;nbsp;porta il titolo &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/they-broke-their-back-lifting-moloch-to.html"&gt;They Broke Their Backs Lifting Moloch to Heaven! – Un’analisi eretica sulla crisi finanziaria&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli altri sono, in ordine cronologico:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/08/trichet-lha-fatta-grossa-per-davvero.html"&gt;Trichet l’ha fatta grossa per davvero&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/il-financial-times-draghi-e-lora-del.html"&gt;Il Financial Times a Draghi: è l’ora del proiettile d’argento&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/langelo-e-le-porte-dellinferno.html"&gt;L’oro, le armi e il fuoco dell’inferno&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/marii-e-monti-ovvero-jens-weidmann.html"&gt;Marii e Monti – ovvero: Jens Weidmann dichiara guerra all’Italia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/ed-ecco-servito-olli-rehn-il-documento.html"&gt;Ed ecco servito Olli Rehn – Il “documento degli economisti” 2011&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/guerra-aperta-allitalia-draghi-weidmann.html"&gt;Guerra aperta all’Italia&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8292508911799802538?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8292508911799802538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/le-fiction-sulla-crisi-finanziaria-e-le.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8292508911799802538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8292508911799802538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2012/01/le-fiction-sulla-crisi-finanziaria-e-le.html' title='Le fiction sulla crisi finanziaria e le colpe dei potenti che la vogliono.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4459496040301164784</id><published>2011-11-22T23:28:00.001+01:00</published><updated>2011-11-23T00:42:12.623+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Non comprerò mai più una Fiat.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutta la vita ho usato macchine Fiat, e non mi sono trovato male. Ma adesso Marchionne ha davvero esagerato. Dopo l’uscita da Confindustria, con la disdetta di tutti i contratti aziendali dal lontano 1971, pretende di tornare all’Ottocento, seppellire la contrattazione nazionale, avere mano libera per imporre qualunque condizione e trattare i dipendenti come servi. Io capisco che chi lavora deve rispettare la sua impresa, ma esigo che l’impresa rispetti chi lavora. Sappia Marchionne che NON COMPRERO’ &lt;personname productid="MAI PIU" w:st="on"&gt;MAI PIU&lt;/personname&gt;’ UNA FIAT.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4459496040301164784?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4459496040301164784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/non-comprero-mai-piu-una-fiat.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4459496040301164784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4459496040301164784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/non-comprero-mai-piu-una-fiat.html' title='Non comprerò mai più una Fiat.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7892511406477776228</id><published>2011-11-19T18:13:00.001+01:00</published><updated>2011-11-22T23:32:36.029+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Guerra aperta all’Italia. Draghi, Weidmann e Schäuble allo European Banking Congress di Francoforte.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il destino finanziario dell’Italia sembra davvero ormai segnato. Ieri i banchieri di tutta Europa si sono riuniti a Francoforte per l’annuale Conferenza Bancaria. Davanti a una platea che non poteva essere più qualificata, il categorico rifiuto all’ipotesi di acquisti illimitati di titoli italiani è stato ribadito solennemente da Mario Draghi, mentre Schäuble auspicava una Unione fiscale europea con regole vincolanti dettate dal neoliberismo in salsa germanica, che condannerebbero tutta l’Europa alla schiavitù fiscale. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Intanto Weidman, dopo aver fatto trapelare alla Frankfurter Allgemeine Zeitung l’entità reale dei ridottissimi limiti settimanali agli acquisti della Bce (20 miliardi in tutta l’Eurozona, con circa 1000 miliardi di soli Btp italiani in circolazione), rincarava la dose, chiedendo limitazioni di sovranità temporanee per i paesi che non rispettino le regole.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ il segnale di via libera alla speculazione al ribasso. Dato che non ci sono misure di politica fiscale che possano compensare la falla che sta aprendo nei nostri conti pubblici il rialzo dei tassi d’interesse, la strada verso il default dell’Italia è sgombra. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Può darsi che i pescecani d’oltreoceano e d’oltralpe facciano vista di accontentarsi per qualche tempo delle misure orchestrate da Monti. Ma il compito, come ha detto lui stesso è “difficilissimo”, “quasi impossibile”. Non c’è da stare allegri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7892511406477776228?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7892511406477776228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/guerra-aperta-allitalia-draghi-weidmann.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7892511406477776228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7892511406477776228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/guerra-aperta-allitalia-draghi-weidmann.html' title='Guerra aperta all’Italia. Draghi, Weidmann e Schäuble allo European Banking Congress di Francoforte.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8495709000673510178</id><published>2011-11-18T00:13:00.003+01:00</published><updated>2011-11-20T01:11:22.423+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Ed ecco servito Olli Rehn – Il documento degli economisti 2011</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Conforta constatare che questo blog non è il solo a sostenere che non si uscirà da questa crisi se non cambia linea &lt;personname productid="la Bce. Proprio" w:st="on"&gt;la Bce. Proprio&lt;/personname&gt; mentre scrivevo il precedente post, si raccoglievano le firme per un appello di molte dozzine di economisti italiani e di tutto il mondo, in cui si legge fra l’altro: &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;“La mancata iscrizione tra i compiti della Banca Centrale Europea del tradizionale ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti dei debiti sovrani ha contribuito ad esporre all’attacco i titoli del debito italiano e di altri paesi europei”. Dopo essersi dichiarati “fermamente contrari alla iscrizione nelle Costituzioni nazionali della clausola del pareggio del bilancio pubblico”, come ha fatto questo blog fin dal primo apparire di questa stralunata proposta, i firmatari affermano testualmente: “In queste circostanze riteniamo che il nuovo esecutivo debba rapidamente muoversi nelle sedi europee appropriate, con la necessaria determinazione e le necessarie alleanze politiche, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;per ottenere una garanzia ferma e illimitata della BCE sul debito sovrano&lt;/b&gt; italiano e degli altri paesi dell’Eurozona, volto a ricondurre i tassi di interesse ai livelli pre-crisi - intervento da tempo sostenuto anche dall’Amministrazione americana e da molti autorevoli economisti di diverso orientamento teorico. Riteniamo, anche in questo caso con il conforto di opinioni diffuse tra gli economisti, che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;politiche di riduzione dei debiti pubblici siano in questa fase controproducenti&lt;/b&gt;, e reputiamo quindi che la richiesta nei riguardi della BCE vada accompagnata da &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;un impegno non già all’abbattimento, ma bensì alla stabilizzazione del rapporto debito pubblico/Pil&lt;/b&gt; in Italia e negli altri paesi in difficoltà. &lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Un nuovo esecutivo, tecnico o politico, che si configurasse invece come mero esecutore delle richieste europee, quali espresse nelle scorse settimane, determinerebbe un aggravamento della crisi economica e finanziaria in Italia e in Europa&lt;/b&gt;, con devastanti conseguenze sociali e l’insostenibilità degli attuali accordi, monetari e commerciali, nell’UE”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ed ecco servito Olli Rehn e i suoi compitini da studente insipiente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi è interessato al testo completo dell’appello, lo può trovare sul sito “&lt;a href="http://documentoeconomisti.blogspot.com/"&gt;documento degli economisti &lt;metricconverter productid="2011”" w:st="on"&gt;2011&lt;/a&gt;”&lt;/metricconverter&gt;&amp;nbsp;con un impressionante elenco di circa duecento firme provenienti da dozzine di università di cinque continenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’unica cosa che mi sfugge è come mai gli illustri firmatari si preoccupino solo delle decisioni da prendere a livello italiano ed europeo, dimenticando di auspicare quella nuova regolamentazione dei mercati finanziari globali che è l’unica soluzione veramente definitiva a questa crisi e a quelle che verranno se si lasciano le cose come stanno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum, 20 novembre 2011, ore 01.09&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il 17 novembre 2011, h. 16.29 sul sito del “Documento degli economisti” annotavo questo comment&lt;a href="" name="c2823908080237816107"&gt;&lt;/a&gt;o:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Un ottimo appello, che finalmente dice chiaro che se &lt;personname productid="la Bce" w:st="on"&gt;la Bce&lt;/personname&gt; non cambia linea, l'Italia andrà al default, qualunque cosa faccia Mario Monti. E la colpa sarà della Germania. Quello che mi sfugge è perché il documento si preoccupi solo delle decisioni da prendere a livello italiano ed europeo, trascurando di auspicare quella nuova regolamentazione dei mercati finanziari globali che è l'unica soluzione veramente definitiva a questa crisi e a quelle che verranno se si lasciano le cose come stanno.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il 19 novembre 2011, h. 01.32 Ireonzo Mazzuccato scriveva&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;concordo pienamente con il commento che mi ha preceduto (Cacopardo) &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il 19 novembre 2011, h. 02.05 Sergio Cesaratto, co-promotore del documento, scriveva:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="" name="c7074891011179909006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;shapetype coordsize="21600,21600" filled="f" id="_x0000_t75" o:preferrelative="t" o:spt="75" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" stroked="f"&gt;&lt;stroke joinstyle="miter"&gt;&lt;/stroke&gt;&lt;formulas&gt;&lt;f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @0 1 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum 0 0 @1"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @2 1 2"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @0 0 1"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @6 1 2"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @8 21600 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @10 21600 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;/formulas&gt;&lt;path gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" o:extrusionok="f"&gt;&lt;/path&gt;&lt;lock aspectratio="t" v:ext="edit"&gt;&lt;/lock&gt;&lt;/shapetype&gt;&lt;shape alt="" href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/" id="_x0000_i1025" o:button="t" style="height: 12pt; width: 12pt;" type="#_x0000_t75"&gt;&lt;imagedata o:href="http://img1.blogblog.com/img/blank.gif" src="file:///C:\DOCUME~1\Alberto\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.gif"&gt;&lt;/imagedata&gt;&lt;/shape&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Non concordiamo che la regolamentazione della finanza sia "l'unica soluzione veramente definitiva a questa crisi". Questa ha le sue radici reali nella ineguale distribuzione del reddito nel capitalismo. Non c'è una economia finanziaria malata, e una reale "sana". E' malato il capitalismo. Su ciò torneremo (S.Cesaratto). &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il 20 novembre, h. 0.45 ca., rispondevo:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mi permetto di dissentire dall’ottimo Cesaratto. Capitalismo significa soltanto proprietà privata di almeno una parte delle imprese e degli immobili. Questo non comporta affatto necessariamente una distribuzione del reddito così colossalmente disuguale come quella che abbiamo oggi. Certamente questa crisi ha radici in questa grandiosa iniquità, ma non sarebbe mai stata possibile senza l’allucinato assetto che è stato dato negli ultimi trent’anni ai mercati finanziari, che non è mai esistito in tutta la storia dell’uomo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8495709000673510178?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8495709000673510178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/ed-ecco-servito-olli-rehn-il-documento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8495709000673510178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8495709000673510178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/ed-ecco-servito-olli-rehn-il-documento.html' title='Ed ecco servito Olli Rehn – Il documento degli economisti 2011'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-2650713273717649543</id><published>2011-11-17T01:34:00.004+01:00</published><updated>2012-01-20T01:29:52.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Marii e Monti - ovvero: Jens Weidmann dichiara guerra all’Italia.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se qualcuno crede davvero che Mario Monti possa salvare l’Italia, ha sbagliato Mario.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;E’ sotto gli occhi di tutti che non c’è nessuna manovra di politica fiscale che possa compensare lo spaventoso drenaggio di denaro pubblico da destinare a servizio del debito se l’attacco speculativo non si ferma. In questa luce le burbanzose proposizioni di Olli Rehn suonano come lo stordito balbettio di un incapace, buono solo a ripetere a vuoto una vecchia lezione troppo tardi mandata a memoria. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Speriamo che Monti non le prenda troppo sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché è impossibile che non abbia capito che l’unica condizione indispensabile perché si possa fare il risanamento finanziario dell’Italia dipende tutta dall’altro Mario, quello che è a capo della Banca Centrale Europea: solo se Draghi si decide a paralizzare la speculazione con acquisti illimitati sul debito sovrano, si potrà aprire il discorso sul risanamento. Altrimenti, qualunque cifra si riesca a risparmiare, sarà divorata dagl’interessi. Grecia &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;docet&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il guaio è che, fino ad oggi, Draghi si è allineato ferreamente con chi si è deciso a provocare la disfatta dell’Italia. E chi vuole la disfatta dell’Italia?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se fino all’altro ieri ci potevano essere dubbi, adesso ce ne sono di meno. Abbiamo una faccia: quella di Jens Weidmann, governatore della Bundesbank.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando, lunedì scorso, i mercati riaprivano dopo l’epico week-end di Napolitano, lo spread aveva preso a scendere e si aspettava per le undici, con un certo ottimismo, l’asta di 3 miliardi di Btp quinquennali. Alle 10.20 di mattina, con tempi perfettamente calibrati, Weidman dichiarava che “la politica monetaria della Bce&amp;nbsp;non può e non deve risolvere i problemi degli stati e delle banche”. Agli orecchi di chi è capace d’intendere, questa frase significava: “L’Italia vada pure in default”. In quel momento, lo spread era a 446 punti base. Da lì è schizzato fino a quasi 500, che ha poi superato il giorno dopo. L’asta si è chiusa con un rendimento del 6,29%.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nessuno può credere che l’atto di Weidmann non sia stato intenzionale. E’ bene che tutti gli italiani si rendano conto di qual è la battaglia che si sta combattendo. E’ bene che tutti si rendano conto che se in Germania non prevale la ragione e se Draghi non cambia posizione, la rovina dell’Italia è assicurata, qualunque cosa faccia Mario Monti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-2650713273717649543?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/2650713273717649543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/marii-e-monti-ovvero-jens-weidmann.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2650713273717649543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2650713273717649543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/marii-e-monti-ovvero-jens-weidmann.html' title='Marii e Monti - ovvero: Jens Weidmann dichiara guerra all’Italia.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7886702524408400697</id><published>2011-11-16T08:45:00.006+01:00</published><updated>2011-11-17T23:45:53.221+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>L'oro, le armi e il fuoco dell'inferno</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ieri sera alle 22.55 sulla BBC International ho guardato in faccia la cattiveria.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Era un giovane sbarbato dal viso d’angelo che parlava da Dallas in Texas, un gestore di &lt;em&gt;hedge funds&lt;/em&gt; il cui nome non so, perché non è stato fatto nei pochi minuti d’intervista che ho colto per caso. L’intervistatrice aveva un piglio risentito, e &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;lo stava mettendo sotto accusa. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Per esempio, gli ha chiesto come mai chiunque può comprare un CDS per assicurare titoli che non ha, quando in nessun paese la legge consente di assicurare una casa che non è tua. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lui ha risposto con un piccolo sorriso beffardo, sostenendo che queste cose si fanno da quarant’anni e che i CDS sulla Grecia, per esempio, valgono solo sette miliardi su un debito di oltre trecento: dimenticando di aggiungere che la speculazioni su questi CDS è quella che ha consentito a chi scommetteva contro &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt; di far salire i tassi d’interesse ai livelli strozzini del 30% che oggi vediamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando lei gli ha chiesto se si va incontro alla bancarotta, ha risposto testualmente: “Il capitalismo senza il fallimento è come il cristianesimo senza l’inferno”. Una frase da meditare. Adesso che è tramontato nella coscienza degli umani il terrore del fuoco eterno, ecco che questi signori si ergono a giudici degli stati e dei popoli e decretano sentenze di condanna in base ai comandamenti su cui hanno fondato il loro calcolato&amp;nbsp;latrocinio. Comandamenti per i quali non è immorale intascare interessi del 30% da chi è divorato dal bisogno, mentre è immorale offrire gratis assistenza sanitaria ai cittadini.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Alla domanda: “Crede che questa sia l’espiazione della passata dissipatezza?”, ha risposto lapidario: “&lt;em&gt;It is.&lt;/em&gt;” &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;A chi gli chiede&amp;nbsp;dove si possono mettere al sicuro i propri soldi in questo Armageddon che si profila, sapete cosa risponde questo signore? “In armi e oro”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il giovane dalla faccia d’angelo ha un ranch in Texas circondato da filo spinato e protetto da&amp;nbsp;non so quanti&amp;nbsp;uomini in divisa armati fino ai denti. E dice che quando scoppiano crisi di questa portata, le guerre diventano più probabili, dunque è bene investire in armi. Ecco cosa hanno in mente&amp;nbsp;questi uomini dalla faccia di granito: la Guerra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se l’inferno esistesse davvero, questo&amp;nbsp;angelo sarebbe&amp;nbsp;destinato a&amp;nbsp;varcare presto o tardi&amp;nbsp;quelle porte. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Intanto è seduto lì, insieme ai suoi complici, a decidere il destino dell’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Speriamo proprio che prima del fuoco eterno lo travolgano le fiamme della nostra indignazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7886702524408400697?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7886702524408400697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/langelo-e-le-porte-dellinferno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7886702524408400697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7886702524408400697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/langelo-e-le-porte-dellinferno.html' title='L&apos;oro, le armi e il fuoco dell&apos;inferno'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-867159663872759185</id><published>2011-11-15T02:26:00.000+01:00</published><updated>2011-11-15T02:26:29.196+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Cattiva stella</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dice Maynard, di pessimo umore: “Nasce sotto cattiva stella il governo Monti. Viene conferito a Silvio Berlusconi il potere di staccargli la spina quando vuole, cioè di scegliere lui quando andare alle elezioni. Magari, chissà, dopo che tutte le lacrime e il sangue che si prospettano non saranno servite a placare i Mercati e si potrà imputare al centro-sinistra il fallimento. Non è un’operazione intelligente.” &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-867159663872759185?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/867159663872759185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/cattiva-stella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/867159663872759185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/867159663872759185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/cattiva-stella.html' title='Cattiva stella'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1546095604748703083</id><published>2011-11-13T03:21:00.000+01:00</published><updated>2011-11-13T03:21:52.231+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Indaga Ocampo: NATO senza scampo?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarà perché ci sono preoccupazioni più pressanti, ma quasi nessuno si è accorto che il procuratore del Tribunale Penale Internazionale Luis Moreno Ocampo ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che intende esaminare le accuse relative a crimini commessi in Libia dalla Nato e dalle forze legate al Cnt.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ successo il 2 novembre scorso, e venerdì 11 novembre l’Associated Press ha fatto sapere che &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; “è seriamente preoccupata di finire sotto inchiesta”: ma in Italia sembra che solo &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/un_crimine_guerra_umanitaria_la_nato_teme_finire_sbarra/12-11-2011/articolo-id=556500-page=0-comments=1"&gt;Fausto Biloslavo&lt;/a&gt; se ne sia accorto.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’atto di Moreno Ocampo è la logica conseguenza del deferimento di questi crimini al TPI, deliberato dal Consiglio di Sicurezza con la &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2016-2011-del-27.html"&gt;risoluzione 2016&lt;/a&gt; del 27 ottobre, un altro atto passato inosservato, di cui solo questo blog, e nemmeno lo stesso Biloslavo, sembra essersi accorto.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ad esaminare la &lt;a href="http://www.icc-cpi.int/NR/rdonlyres/815C21D1-7756-49BE-A80F-627B5A779104/283927/StatementICCProsecutorLibyaReporttoUNSC021113.pdf"&gt;dichiarazione del procuratore&lt;/a&gt; al Consiglio di Sicurezza, si direbbe tuttavia che le preoccupazioni della Nato potrebbero essere esagerate. Dei ventidue paragrafi dello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;statement&lt;/i&gt;, dodici sono dedicati al pressante problema del reperimento di Saif ul-Islam Gheddafi e Abdullah al-Senussi, la cui cattura, a questo punto, è diventata un fatto decisamente marginale; cinque sono dedicati agli stupri attribuiti alle forze di Gheddafi, dove solo fra le righe si intuisce il sospetto che non siano solo loro ad averne commessi; e solo uno, il diciottesimo, è dedicato ai crimini della Nato e del Cnt, che dovrebbero essere oggi quelli più preoccupanti, sia per la loro gravità che per il serio rischio che restino del tutto impuniti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il paragrafo 18 recita testualmente:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Consentitemi di concludere. Ci sono accuse di crimini commessi dalle forze Nato, accuse di crimini commessi da forze legate al Cnt, comprendenti la presunta detenzione di civili sospettati di essere mercenari e la presunta uccisione di combattenti in stato di detenzione, oltre ad accuse di ulteriori crimini commessi dalle forze pro-Gheddafi. Queste accuse saranno esaminate in modo imparziale e indipendente dall’Ufficio”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In modo imparziale, indipendente e tutt’altro che precipitoso: il procuratore richiama &lt;personname productid="la Commissione" w:st="on"&gt;la Commissione&lt;/personname&gt; d’indagine istituita dall’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani sotto la guida di Philippe Kirsch, che dovrebbe presentare un rapporto entro il marzo 2012; menziona l’uccisione di Gheddafi, per la quale sembra fare affidamento, ma senza sbilanciarsi, sull’indagine annunciata dal Cnt; e si impegna a presentare un “rapporto complessivo sui crimini attribuiti alle varie parti in Libia” nel maggio 2012, non senza ricordare che “la possibilità di condurre tutte queste indagini dipenderà dalle risorse a disposizione dell’Ufficio”: lasciandoci col dubbio su chi mai dovrebbe fornire queste risorse. Per caso i paesi Nato?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è fuori luogo rammentare che quando chi scrive, in occasione di un incontro pubblico in Svizzera, ebbe a chiedere a Carla Dal Ponte, procuratore del Tribunale Penale per la ex-Yugoslavia, come mai non avesse indagato sui crimini di guerra commessi dalla Nato in Kossovo, si sentì rispondere: “Abbiamo chiesto alla Nato la documentazione, ma non ci è stata data, dunque non abbiamo potuto procedere”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che ne direste se un giudice anti-mafia spiegasse che non può procedere perché Provenzano, bontà sua, si rifiuta di consegnargli le prove?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è che Moreno Ocampo ci spiegherà che non può procedere perché &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; non gli vuole dare i soldi?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1546095604748703083?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1546095604748703083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/indaga-ocampo-nato-senza-scampo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1546095604748703083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1546095604748703083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/indaga-ocampo-nato-senza-scampo.html' title='Indaga Ocampo: NATO senza scampo?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1254146673232290132</id><published>2011-11-12T21:50:00.003+01:00</published><updated>2011-11-13T00:26:33.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>E' caduto Berlusconi! La vergogna e la parola libertà</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Ore 21.05 – In questi istanti Berlusconi&amp;nbsp;sta rimettendo il suo mandato di capo del governo nelle mani di Giorgio Napolitano. Il despota mancato è caduto. E’ caduto il capo di governo più odiato della storia della Repubblica, quello che ha fatto più danno al paese, quello che più di ogni altro si è coperto di vergogna e di infamia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Finisce quest’infamia fra le urla di “Buffone! Buffone!”, “In galera! In galera!”, che salgono al cielo davanti al Quirinale. Finisce fra i cori che intonano Bella ciao, l’inno di quella Resistenza che il buffone tentò di seppellire. Finisce con Formigoni che fa le corna e leva il dito medio verso la folla di indignati che preme a palazzo Grazioli: degno sigillo dell’era di un potere volgare, arrogante, incapace e malefico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Finiscono nella polvere e nel fango i sogni di chi pretese di fare strame della Costituzione repubblicana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Non sappiamo ancora, adesso, che cosa seguirà, non sappiamo quali colpi di coda ci si stia apparecchiando a sferrare. Ma sappiamo che il grido più bello è quello del coro che si è levato davanti alla casa del despota fallito&amp;nbsp;poco prima della sua uscita, esattamente mezz’ora fa: la parola che aveva infangato, levandola a emblema del suo inganno e della sua menzogna, la parola in cui adesso possiamo tornare a sperare, la parola di Pericle e di Alceo, di Voltaire, di Eluard e di Walt Whitman, la parola libertà. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Ore 21.42 -&amp;nbsp;Arriva l’annuncio: Silvio Berlusconi si è dimesso. Un coro assordante di urla e di fischi s’innalza nella piazza del Quirinale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Nyn chre metysthen kai tina pros bian ponen, epei de katthane Myrsilos!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;Mirsilo è morto, è l'ora di brindare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1254146673232290132?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1254146673232290132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/e-caduto-berlusconi-la-vergogna-e-la.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1254146673232290132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1254146673232290132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/e-caduto-berlusconi-la-vergogna-e-la.html' title='E&apos; caduto Berlusconi! La vergogna e la parola libertà'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-536431265447398529</id><published>2011-11-10T03:25:00.001+01:00</published><updated>2011-11-10T03:27:27.511+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Il Financial Times a Draghi: è l’ora del proiettile d’argento. Traduzione italiana con commento dell’articolo di Alexander Friedman.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Trichet l’ha fatta grossa per davvero”, titolava questo blog il 5 agosto scorso, dopo che l’allora capo della BCE si era apertamente rifiutato di intervenire sui titoli del debito italiano, scatenando l’ondata speculativa che portò per la prima volta lo spread sui &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bund&lt;/i&gt; a quota 400. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ancora non si sapeva, ma quello era proprio il giorno della famosa lettera segreta al governo italiano. I cui intenti politici erano apparsi chiari, almeno a chi scrive, ancor prima che fosse resa nota la sua esistenza, come si può constatare rileggendo &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/08/trichet-lha-fatta-grossa-per-davvero.html"&gt;quel post&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesso Draghi ha rifatto esattamente la stessa cosa, quando giovedì scorso ha dichiarato che gli interventi della BCE sul debito sovrano sarebbero stati “temporanei” e “limitati”, e quando, nella giornata di oggi, si è limitato ad acquisti di minima entità lasciando correre i rendimenti dei Btp ben oltre la soglia del sette per cento.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Scrivevamo allora: “Era chiaro ed evidente che l’unica cosa che potesse arrestare l’alluvione di vendite speculative allo scoperto sui titoli italiani era l’annuncio dell’intento di acquistare il debito sovrano italiano e spagnolo da parte della BCE. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/" name="more"&gt;&lt;/a&gt;Si badi bene: nella situazione di tensione spasmodica che si era creata, sarebbe bastato l’annuncio, un vago cenno interpretabile in quel senso, per rendere potenzialmente superfluo l’intervento stesso. Chi si era sbilanciato si sarebbe precipitato a ricoprirsi e le acque si sarebbero, almeno momentaneamente, calmate.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa ha fatto Trichet? L’esatto contrario. Ha invitato l’Italia ad anticipare il pareggio di bilancio, come se non sapesse che è proprio il vertiginoso aumento dei tassi generato dalle vendite allo scoperto a causare l’irrecuperabilità del deficit e non certo il contrario.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Esattamente allo stesso modo, Draghi ha dichiarato giovedì scorso che il rimedio alla crisi del debito deve venire dalle politiche fiscali degli stati e non dagli interventi della BCE. E così facendo ha scatenato la speculazione, alla quale nel frattempo offrivano il destro gl’inqualificabili comportamenti di Silvio Berlusconi e le tortuose elucubrazioni delle opposizioni. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Esattamente come allora, l’unico vero argine alla speculazione non può certo venire da questa o quella manovra concepita nell’infuriare dell’emergenza. L’unico argine può venire da un energico intervento della BCE.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci conforta constatare che l’opinione che esprimevamo allora, e che a maggior ragione ribadiamo oggi, è condivisa in pieno da osservatori ben più autorevoli. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Alle 12.29 di ieri, mentre l’alluvione speculativo travolgeva tutti i titoli italiani, il “Financial Times” pubblicava on line un articolo dal titolo “E’ l’ora di sparare il proiettile d’argento, Mr. Draghi” (vedi &lt;a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/cfc80154-0949-11e1-8e86-00144feabdc0.html#axzz1dFLqGJLg"&gt;l'originale&lt;/a&gt;). C’è da augurarsi vivamente che l’interessato raccolga stavolta l’altisonante invito del più autorevole quotidiano della City. E che lo faccia al più presto. Altrimenti sarà lui, con tutti i suoi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;compadres&lt;/i&gt;, a portare sulle spalle la responsabilità della rovina dell’Italia, forse ancor più dello stesso Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco la traduzione integrale di quell’articolo: &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;E’ ora di sparare il proiettile d’argento, Mr. Draghi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;di Alexander Friedman&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;“Financial Times”, 9 settembre 2011.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Nel folklore, il proiettile d’argento è un modo popolare per uccidere il mostro. Nel mondo reale, siamo abituati a sentirci dire dai &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;policymakers&lt;/i&gt; che non ci sono proiettili d’argento per i nostri problemi complessi. Oggi è chiaro di cosa hanno bisogno i leader dell’eurozona per limitare i danni dell’implosione greca, ricapitalizzare le banche più importanti e mettere sotto controllo i problemi del debito sovrano italiano e spagnolo. Hanno bisogno di tempo. Il tempo è il proiettile d’argento e c’è solo un’organizzazione che può fornirlo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;personname productid="La Banca Centrale" w:st="on"&gt;&lt;personname productid="La Banca" w:st="on"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La Banca&lt;/b&gt;&lt;/personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; Centrale&lt;/b&gt;&lt;/personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; Europea, guidata adesso da Mario Draghi, deve accettare il suo ruolo di prestatore di ultima istanza in Europa. &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;La BCE&lt;/personname&gt; potrebbe mettere fine al panico che investe il mercato dei titoli pubblici italiani e spagnoli, ed è l’unica istituzione al mondo che abbia questo potere. Per farlo, dovrebbe promettere un sostegno a liquidità illimitata ai mercati del debito sovrano dei paesi solvibili. Finché il suo sostegno rimane riluttante, “limitato” e “temporaneo”, i mercati periferici dei titoli obbligazionari e dei CDS resteranno vulnerabili alla debole domanda e agli attacchi speculativi.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;personname productid="La Grande Depressione" w:st="on"&gt;&lt;personname productid="La Grande" w:st="on"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La Grande&lt;/b&gt;&lt;/personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; Depressione&lt;/b&gt;&lt;/personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; produsse molte lezioni, ma nessuna fu più importante del riconoscimento dell’importanza di un prestatore di ultima istanza. Che cosa mise fine al tremendo panico del mercato che segnò il punto più basso della crisi finanziaria statunitense del 2008? Si può argomentare che fu un’intervista televisiva al capo della Federal Reserve Ben Bernanke, in cui questi dichiarava che &lt;personname productid="la Fed" w:st="on"&gt;la Fed&lt;/personname&gt; era il prestatore mondiale di ultima istanza. Alla domanda se si fosse messo a “stampare moneta”, Bernanke rispose: “Beh, in effetti… ed è una cosa che dobbiamo fare, perché la nostra economia è molto debole e l’inflazione è molto bassa”.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Malauguratamente, nella crisi europea del debito sovrano del 2011, la banca centrale dell’Europa è stata più timida di fronte a minacce verosimilmente più gravi. &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;La BCE&lt;/personname&gt; è stata riluttante ad agire per via della storia stessa dell’Europa e per paura delle conseguenze politiche per il futuro. &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;La BCE&lt;/personname&gt; rimane ancorata alla tradizione di rigida lotta all’inflazione della Bundesbank, che si è sviluppata per effetto della lezione storica dell’iperinflazione tedesca degli anni Venti. &lt;/b&gt;&lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;La BCE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; ha eseguito questo mandato con perfetto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;aplomb&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Tuttavia, ora che i rendimenti dei titoli di stato italiani hanno raggiunto livelli insostenibili oltre il 7 per cento, questa impostazione non è accettabile perché minaccia l’Italia di una crisi di solvibilità che destabilizzarebbe radicalmente i mercati globali, rovescerebbe probabilmente in recessione la nascente ripresa statunitense e spegnerebbe il motore della crescita ai mercati emergenti. &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;La BCE&lt;/personname&gt; deve fornire un sostegno aggiuntivo per impedire che questo accada. Ci sono un paio di modi in cui potrebbe farlo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il primo, consentire all’Efsf (il “fondo salva-stati”) l’accesso al prestito della BCE, sembra esser stato respinto in pieno nel corso del vertice europeo. Il secondo è potenzialmente più controverso, ma rimane sul tavolo e andrebbe perseguito. &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;La BCE&lt;/personname&gt; dovrebbe trasformare il suo programma di acquisto di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bond&lt;/i&gt;, il Securities Market Programme, da “limitato” a “illimitato”, mettendo così un limite fermo alla corsa dei rendimenti che minaccia l’Italia e &lt;personname productid="la Spagna. Nonostante" w:st="on"&gt;&lt;personname productid="la Spagna." w:st="on"&gt;la Spagna.&lt;/personname&gt; Nonostante&lt;/personname&gt; quel che ha detto Draghi, e Jean-Claude Trichet prima di lui, &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;la BCE&lt;/personname&gt; è il prestatore di ultima istanza per gli stati sovrani, poiché non ne esistono altri. &lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Ma bisogna che questo sia dichiarato.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;E’ erroneo scartare l’opzione di un SMP espanso per via dei timori d’inflazione. Le stime della capacità non inflattiva di assorbimento di perdite dell’eurozona sono nell’ordine di 3000 miliardi di euro. Dato che le dimensioni combinate dei mercati di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bond&lt;/i&gt; italiani e spagnoli sono di circa 2750 miliardi, quei 3000 miliardi significano praticamente una capacità illimitata. Di più: la semplice minaccia di un sostegno illimitato renderebbe verosimilmente l’effettivo intervento relativamente contenuto, come si è visto con l’intervento della banca centrale svizzera sul franco.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ironicamente, l’attuale alternativa all’espansione del Securities Market Programme si rivelerà in ogni verosimiglianza una potente forza deflattiva. Il vertice europeo costringerà le banche a ricapitalizzarsi dopo aver adeguato a bilancio ai valori di mercato le loro attività in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bond&lt;/i&gt; periferici. In conseguenza, almeno in parte, di questo, le banche si sono già impegnate a ritirare mille miliardi di dollari di credito, e la contrazione effettiva potrebbe risultare pari al doppio. Questa potente stretta creditizia sta già rigettando alcune parti dell’eurozona nella recessione e sembra minacciare perfino la grandiosa macchina da esportazione dell’economia tedesca. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;I critici osservano che un SMP reso permanente non guarirebbe gli squilibri di bilancio e potrebbe causare “azzardo morale”, poiché i governi potrebbero essere indotti a perseguire politiche fiscali irresponsabili contando sul fatto che &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;la BCE&lt;/personname&gt; finanzierebbe i loro deficit. Tuttavia, i politici europei hanno dimostrato quest’anno in molteplici occasioni che le soluzioni improvvisate e adottate in tutta furia non sono il modo per risolvere questa crisi. Eppure, i leader sono costretti a queste decisioni affrettate per tentare di placare i mercati, come ha dimostrato il vertice di Cannes.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;In ultima istanza, l’unica soluzione durevole richiede probabilmente la confederazione fiscale e l’emissione di eurobond. Ma questo richiede tempo e solo una presa di posizione coraggiosa da parte della BCE potrebbe calmare i mercati per un tempo sufficiente a consentire ai politici europei di considerare e negoziare le modifiche ai trattati necessarie a questo scopo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;E’ ora di usare il proiettile d’argento, Mr. Draghi.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Alexander Friedman è il responsabile del settore investimenti della UBS ed ex-responsabile del settore finanza alla Bill &amp;amp; Melinda Gates Foundation.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Solo due osservazioni a margine. Nel caldeggiare il ruolo di prestatore di ultima istanza della BCE, il Financial Times sta invitando l’Europa a imitare l’opzione americana del 2008, seppellendo così definitivamente uno dei dogmi centrali del monetarismo, cioè un cardine dell’ortodossia neoliberista: il famoso divorzio fra tesoro e banca centrale che impediva ai governi di finanziare il deficit creando moneta. Questo comporta, più ancora che una bocciatura di quel principio, la bocciatura di tutte le politiche neoliberiste che rendono oggi indispensabile accantonarlo. Significa riconoscere che tutte le politiche restrittive del neoliberismo, la “macelleria sociale” caldeggiata da Draghi e da Trichet, non sono la soluzione praticabile per questo tipo di tempeste finanziarie.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Seconda osservazione. Concordo pienamente con tutte le considerazioni dell’articolo, tranne l’ultima: l’unica soluzione durevole non è la confederazione fiscale e l’emissione di eurobond. Europeizzare la macelleria sociale non è la strada della salvezza. Significa fingere che gli squilibri nei conti pubblici siano davvero il fattore determinante di queste tempeste, quando dimostrano il contrario gli esempi del Giappone e degli stessi Stati Uniti d’America. Il fattore determinante è un altro: è l’assetto che è stato dato ai mercati finanziari, che non è un fenomeno naturale, ma il frutto di scelte precise che vanno condannate e cancellate. L’unica soluzione durevole è tutt’altra: togliere il bastone ai Mercati. Neutralizzare l’immensa forza d’urto di questa smisurata massa di denaro che è stata resa libera di imperversare per il mondo travolgendo governi, istituzioni e soprattutto la volontà dei popoli. Per far questo non basta una Tobin Tax: ci vuole ben altro. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-536431265447398529?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/536431265447398529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/il-financial-times-draghi-e-lora-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/536431265447398529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/536431265447398529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/il-financial-times-draghi-e-lora-del.html' title='Il Financial Times a Draghi: è l’ora del proiettile d’argento. Traduzione italiana con commento dell’articolo di Alexander Friedman.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1858474719523968163</id><published>2011-11-09T02:11:00.002+01:00</published><updated>2011-11-09T02:13:26.804+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Modello fraterno e modello paterno</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In tutta la storia dell’uomo, non solo la storia dell’Occidente, ma in tutta la storia scritta e non scritta dell’intero pianeta, i sistemi politici umani hanno oscillato fra due poli opposti: il modello paterno e il modello fraterno del potere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il modello paterno è quello di tutte le autocrazie, dai dispotismi arcaici, ai &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;chiefdoms&lt;/i&gt; polinesiani, alle monarchie assolute europee, alle dittature novecentesche: tratta gli umani come bambini cattivi che hanno bisogno di un padre più capace di loro che li guidi, li ispiri e li comandi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il modello fraterno è quello di tutte le democrazie: dalle democrazie tribali egualitarie dell’Africa, dell’America precolombiana, delle periferie pastorali e montane del Medio Oriente, a quelle della Grecia classica, dei comuni medievali, dell’età contemporanea. Pretende di trattare gli umani come esseri adulti, liberi e uguali, capaci di negoziare fra loro le regole che li guidino e capaci di fare a meno di un padrone.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo è il tema dell'ultimo libro che ho scritto e che, prima o poi, mi deciderò a pubblicare. Si chiama: "Chi ha inventato la democrazia?"&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ebbene, la storia dell’Italia unita è nata sotto il segno del modello fraterno abbozzato dalle rivoluzioni liberali e portato a compimento nella Costituzione repubblicana. Il fascismo è stato una provvisoria riemergenza del modello paterno. Il berlusconismo ha rinnovato il tentativo, in chiave più subdola e più grottesca. Chi ha creduto in Berlusconi e nella sua pretesa di ispirarci, di guidarci e comandarci, lo ha fatto, per lo più senza rendersene conto, con lo stesso animo di chi a suo tempo credette nel cavalier Benito Mussolini. Auguriamoci che questo spirito sia destinato a tramontare per sempre.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Auguriamoci&amp;nbsp;che la sinistra faccia a meno di scimmiottare il modello paterno, trastullandosi pateticamente con maldestri tentativi di imitazione. Che disdegni, disprezzi ed irrida chi ci invita a sciamare sotto l’egida di un capo che ci ispiri, ci guidi e ci salvi dal male. Che sia fedele alla sua più intima vocazione:&amp;nbsp;e faccia del modello fraterno il suo orgoglio, la sua forza&amp;nbsp;e la sua irriducibile bandiera.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1858474719523968163?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1858474719523968163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/modello-fraterno-e-modello-paterno.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1858474719523968163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1858474719523968163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/modello-fraterno-e-modello-paterno.html' title='Modello fraterno e modello paterno'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4588646252892618018</id><published>2011-11-08T23:18:00.001+01:00</published><updated>2011-11-08T23:19:07.753+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Finito Berlusconi, finirà il berlusconismo?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In queste ore in cui sembra definitivamente segnato il destino politico di Silvio Berlusconi, o almeno del suo governo in carica, non sono pochi a chiedersi se il tramonto dell’uomo porterà con sé il tramonto del berlusconismo. Il problema è che, dopo due decenni segnati dall’incombenza dell’insopportabile cavaliere, che cosa sia esattamente il “berlusconismo” è tutt’altro che chiaro agli occhi dei più.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Non è chiaro soprattutto agli occhi dell’opposizione istituzionale, che si è sempre rifiutata di comprendere la vera natura del fenomeno berlusconiano. Un grave errore di analisi, che ha pesato fin dall’inizio sulle scelte e sul comportamento del centro-sinistra e che rischia di pesare ancor più negativamente oggi sulle scelte strategiche da compiere per garantire una fuoruscita definitiva dal quasi-ventennio dell’uomo di Arcore.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il berlusconismo è stato scambiato per un fatto di centro-destra. La sinistra “ragionevole” lo ha costruito e presentato come nient’altro che la normale versione italiana del thatcherian-reaganismo, condita soltanto con una fastidiosa nota di colore etichettata “conflitto d’interessi”, con la quale, peraltro, si poteva in fin dei conti convivere. Oppure, alternativamente, l’opposizione ha negato a Berlusconi il possesso di qualsiasi progetto politico, per interpretare la sua “discesa in campo” e tutte le sue scelte come dettate esclusivamente dai suoi personali interessi all’impunità giudiziaria o alla salvaguardia del portafoglio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci si è rifiutati di riconoscere che il berlusconismo non è né una semplice versione italiana del neoliberismo anglo-americano, come sembra credere Napolitano, né, come crede Travaglio, la semplice acrobazia politica personale di un piccolo despota assetato di denaro e di potere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ invece un peculiare disegno politico di largo respiro, che pretende di incorporare il neoliberismo, inquadrandolo in un assetto istituzionale di stampo profondamente autoritario. Per comprendere il berlusconismo bisogna tenere ben distinti i tre elementi cardine che lo compongono: esiste un berlusconismo culturale, un berlusconismo economico e un berlusconismo politico. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il berlusconismo economico non ha assolutamente nulla di originale. Non è altro che la meccanica trasposizione del verbo neoliberista anglo-americano, condita solo con la puntuale quanto incoerente deprecazione di tutte le scelte neoliberiste compiute da parte avversa, cioè dal centro-sinistra. Per il resto la ricetta è quella standard, che tutti conoscono: privatizzazioni, compressione dei salari, liberalizzazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni e alla spesa sociale, fisco leggero coi ricchi e pesante coi poveri, e così via. Gli unici lampi di originalità sono venuti a suo tempo da Tremonti, in particolare quando, dopo la crisi dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;subprime&lt;/i&gt;, mise sotto accusa una serie di meccanismi-chiave della struttura dei mercati finanziari, come il ruolo delle banche, i derivati e i contratti atipici, la supremazia del dollaro, le agenzie di rating, lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;short selling&lt;/i&gt; degli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;hedge funds&lt;/i&gt;. Ma quello non era berlusconismo: era tremontismo, un peculiare pensiero economico di destra, non allineato col versante finanziario del neoliberismo globale, che si sarebbe forse potuto conciliare con l’ottusità teorica del berlusconismo economico convenzionale, se non fosse stato travolto troppo presto dall’alluvione dell’attacco al debito sovrano. Il berlusconismo economico in sé non aveva il minimo sprazzo di fantasia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Diverso è, in parte, il caso del berlusconismo culturale, dove l’aggettivo va inteso in senso antropologico (poiché altrimenti è solo in chiave ironica o, tutt’al più, iperbolica, che si potrebbe applicare all’oggetto in questione). Antropologicamente, la cultura è fatta di tre cose: modelli di cognizione, modelli di valutazione e modelli di comportamento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sono i modelli di comportamento e di valutazione, ossia i valori morali ed estetici, i concetti di giustizia, di utilità, di merito, di virtù e di vizio, le visioni del bene e del male, insieme alle forme e alle norme di comportamento che ne derivano, quelle su cui il berlusconismo culturale ha inciso più profondamente, sfruttando con diabolico metodo le formidabili potenzialità condizionatrici del mezzo televisivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Anche qui l’originalità è limitata. Fa parte del peggiore immaginario americano ammettere che sfilino sullo schermo schiere di fanciulle con le cosce di fuori e i fiocchetti addosso, pronte a sfoderare i più sgargianti sorrisi artificiali mentre spiegano per l’ennesima volta che il marito ideale prima di tutto dev’essere ricco. A questo il berlusconismo aggiunge tuttavia un sostanzioso carico di tare peculiarmente italiane, per le quali l’ideologica avversione americana per le tasse si trasfigura in culto dell’evasione fiscale, la concezione plutocratica del potere straripa in connivenza o contiguità con le peggiori plutocrazie criminali, la libertà di comunicazione del pensiero si rovescia in monopolio televisivo, l’ammirazione del merito si svilisce in ammirazione incondizionata del successo, la gioiosa spregiudicatezza della morale sessuale anglosassone degenera in volgare compravendita del sesso. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutto questo ha a che fare con le corde più profonde dell’agire e del sentire degli umani: i semi di iniquità, di cattiveria, di sfacciato egoismo, di vanità, di avarizia, di vacuità e di intolleranza disseminati a piene mani dal berlusconismo culturale nell’ultimo quarto di secolo saranno duri da sradicare. Ma è anche vero che la cultura italica possiede certi anticorpi molto solidi contro quella miseria morale. La tradizione cattolica a destra e quella socialista a sinistra innalzano, al di là delle opacità dei loro attuali eredi politici, due baluardi potentissimi contro queste degenerazioni dell’etica. E’ probabile che il sentire autenticamente berlusconiano non sia mai stato maggioritario in Italia: certamente non lo è di questi tempi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il berlusconismo culturale non scomparirà comunque di certo con la caduta di Silvio Berlusconi. Si può sperare però che si eclissi, forse per sempre, la sua supremazia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Molto dipenderà dal destino del berlusconismo politico. Poiché è questo il vero nocciolo, l’autentica architrave, del disegno di potere berlusconiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Richiamo qui in estrema sintesi i termini di un’analisi che ho sviluppato assai più estesamente nei primi mesi di questo blog, a partire dal post dedicato allo “&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2010/10/ieri-ho-sentito-marco-travaglio.html"&gt;sbaglio del grande&amp;nbsp;Travaglio&lt;/a&gt;”. E’ un’analisi che ha vari punti di contatto con quella successivamente proposta da Flores d’Arcais nel suo saggio introduttivo al numero di MicroMega intitolato “Fascismo e berlusconismo”, ai primi di quest’anno. Nel quale, tuttavia, l’analisi del berlusconismo politico rimaneva ancora, per certi versi, a metà del guado.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il disegno politico di Silvio Berluisconi è consistito nel proposito di assoggettare tutti i poteri dello stato al comando del potere esecutivo, rinforzato e reso inamovibile dal ferreo controllo sui media, soprattutto sullo strumento televisivo. L’assoggettamento del potere giudiziario, la neutralizzazione della corte costituzionale e del CSM, la limitazione dei poteri del parlamento, non erano il semplice frutto di una personale aspirazione all’impunità, ma tasselli di un disegno di potere che contava di condizionare attraverso i media il consenso elettorale, per poi chiudere il cerchio dell’autocrazia conferendo all’esecutivo poteri tendenzialmente incondizionati. Il problema qui non era il “conflitto d’interesse”: magari fosse stato solo quello. Un simile progetto, incardinato sul controllo dei media, era ed è in flagrante conflitto con le fondamenta stesse del costituzionalismo moderno e della democrazia matura, e si configura come una versione riveduta e aggiornata di quello che fu un tempo il fascismo. Con la grande differenza, fra l’altro, che mentre il fascismo fu un disegno politico scoperto e apertamente proclamato, il berlusconismo occulta il suo proposito autoritario dietro l’ostinata e mendace proclamazione del suo esatto contrario: le libertà, i diritti, la sovranità popolare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ davvero sorprendente che un simile colossale inganno sia riuscito ad irretire la maggior parte dei suoi avversari, facendo passare Berlusconi per una forza di “centro-destra”, quando abbiamo a che fare invece con il peggior estremismo di destra della storia dell’Occidente contemporaneo. Se quel disegno autocratico non è mai riuscito a compiersi, non è certo per merito dei suoi confusi avversari istituzionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ed è veramente desolante constatare che quando finalmente si prospetta la definitiva caduta del mancato&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; caudillo&lt;/i&gt;, dopo che questi ha trascinato il paese sull’orlo dell’abisso con la sua arroganza, la sua vanagloria e la sua clamorosa incapacità, ci si proponga di scendere a patti con la trista schiera di colonnelli e ciambellani che lo hanno circondato e sostenuto, collaborando e profittando delle sue malversazioni e dei suoi oltraggi alla democrazia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ improbabile che il berlusconismo politico sopravviva al catastrofico fallimento del suo piccolo despota. I fascismi, comunque travestiti, hanno bisogno del carisma di un capo. C’è il pericolo che si faccia avanti uno dei figli, ma è un rischio che per ora sembra scongiurato. Non c’è il pericolo che erediti la parte l’abito vuoto di Angelino Alfano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma se si vuole che il berlusconismo politico sia davvero seppellito per sempre, l’ultima cosa da fare è fingere che non sia mai esistito. Si tratta di riconoscere finalmente la natura autocratica e liberticida del disegno berlusconiano e di fare, come fecero i padri costituenti col fascismo, tutto il possibile perché non si ripeta mai più. Per esempio, tanto per fare un piccolo esempio, ricordandosi finalmente che la televisione privata è erogatrice di un servizio pubblico di interesse strategico nazionale, gestito su concessione dello stato: non un impero indipendente che possa fare tutto quel che gli pare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4588646252892618018?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4588646252892618018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/finito-berlusconi-finira-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4588646252892618018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4588646252892618018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/finito-berlusconi-finira-il.html' title='Finito Berlusconi, finirà il berlusconismo?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1697273714735760436</id><published>2011-11-06T00:10:00.001+01:00</published><updated>2011-11-06T00:11:42.324+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Meglio elezioni a Natale!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Terrificante prospettiva quella disegnata da Rosi Bindi per il dopo-Berlusconi stasera &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;alla Sette. Un governo Monti sostenuto da Pd e Pdl insieme, che mandi in porto la manovra finanziaria, rifaccia la legge elettorale e approvi “alcune riforme indispensabili” (o qualcosa del genere), come la riduzione del numero dei parlamentari e “il superamento del bicameralismo perfetto”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non credevo alle mie orecchie. Come? Dopo tutti gl’incredibili danni che Berlusconi ha causato al paese, dopo i suoi attentati alla Costituzione e al principio di legalità, dopo tutti i misfatti che ci ha inflitto, quando quasi i due terzi degli italiani hanno solennemente condannato col referendum del 12 giugno lui e la politica del suo partito, volete infliggere al paese il tormento di un’insopportabile trattativa con questi furfanti mettendo sul tavolo addirittura la nostra Costituzione?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;No. Per favore, no! Ci sia risparmiata una simile infamia. O si riesce a formare una maggioranza senza berlusconismo, oppure meglio, molto meglio andare subito alle elezioni. Meglio elezioni a Natale!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1697273714735760436?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1697273714735760436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/meglio-elezioni-natale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1697273714735760436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1697273714735760436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/11/meglio-elezioni-natale.html' title='Meglio elezioni a Natale!'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7872375621447199708</id><published>2011-10-28T04:40:00.011+02:00</published><updated>2011-11-05T13:32:06.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Risoluzione Onu 2016 (2011) del 27 ottobre sulla Libia. Gli assassini di Gheddafi deferiti al TPI.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nella mattinata di giovedì 27 ottobre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la sua quarta risoluzione sulla Libia, proposta congiuntamente, secondo l’Ansa, da Russia e Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;[Tags: traduzione italiana risoluzione Onu 2016 (2011); cessazione ostilità in Libia risoluzione Onu; termine no-fly zone; fine intervento aereo in Libia; guerra aerea; termine missione Nato in Libia]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la richiesta di prorogare la missione, presentata alla Nato dal leader del CNT Mustafa Abdel Jalil e all’Onu dall’esponente libico Ibrahim Dabbashi, la risoluzione, approvata col voto unanime dei quindici paesi membri, mette fine alle famose misure di “protezione dei civili” e di divieto di sorvolo deliberate il 17 marzo con la &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/03/risoluzione-1973-2011-del-consiglio-di.html"&gt;risoluzione 1973&lt;/a&gt;, che scatenò l’attacco aereo sulla Libia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma c’è un aspetto non meno importante di questo atto del Consiglio di Sicurezza, che è stato per ora messo completamente in ombra dai media internazionali. A differenza della &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2009-2011-sulla-libia.html"&gt;risoluzione 2009&lt;/a&gt; del 16 settembre, che si disinteressava sostanzialmente dei crimini di guerra dei ribelli, allora in pieno corso con l’assedio di Sirte e di Bani Walid, questa mette addirittura in primo piano le violazioni compiute dalle autorità libiche e dagli insorti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Essa richiama infatti esplicitamente nel preambolo la &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/risoluzione-onu-1970-2011-sulla-libia.html"&gt;risoluzione 1970&lt;/a&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;del 26 febbraio, quella che deferiva la situazione libica al Tribunale Penale Internazionale, con queste parole:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Richiamando&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;la sua decisione&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;di deferire la situazione in Libia al Procuratore del Tribunale Penale Internazionale, e l’importanza della collaborazione per assicurare che quanti si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario o complici di attacchi diretti alla popolazione civile siano chiamati a rispondere delle loro azioni”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fin qui si potrebbe pensare ad un’allusione alla mancata cattura del figlio di Gheddafi Saif ul-Islam.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma il testo prosegue esprimendo “grave preoccupazione per le persistenti notizie di rappresaglie, detenzioni arbitrarie, inique detenzioni ed esecuzioni extragiudiziali in Libia”: e qui è evidente il riferimento alle denunce di Amnesty ed alla più famosa fra le presumibilmente numerosissime “esecuzioni extragiudiziali” perpetrate dagli insorti, ossia l’uccisione di Gheddafi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma non basta. Il preambolo continua reiterando l’appello del Consiglio di Sicurezza “alle autorità libiche perché promuovano e proteggano i diritti umani e le libertà fondamentali, comprese quelle degli appartenenti a gruppi vulnerabili, adempiano ai loro obblighi in base al diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e le norme sui diritti umani," ed esortando "al rispetto per i diritti umani di tutte le persone in Libia, compresi gli ex-funzionari e i detenuti, durante e dopo il periodo transitorio”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Basta consultare &lt;personname productid="la Risoluzione" w:st="on"&gt;la &lt;/personname&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/risoluzione-onu-1970-2011-sulla-libia.html"&gt;risoluzione 1970&lt;/a&gt; per constatare che i termini sono gli stessi con cui quella condannava Gheddafi e il suo governo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma ciò che più conta sono i paragrafi 3 e 4 del dispositivo. Il primo “Esorta fortemente” le autorità libiche ad astenersi e fare astenere da rappresaglie, detenzioni arbitrarie, ed esecuzioni extragiudiziali e “sottolinea la responsabilità delle autorità libiche per la protezione della popolazione”, esattamente come faceva la 1970 con Gheddafi. Il par. 4 rincara la dose, esortando “tutti gli Stati Membri a collaborare strettamente con le autorità libiche nei loro sforzi per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mettere fine all’impunità&lt;/i&gt; [corsivo mio] per le violazioni dei diritti umani internazionali e il diritto internazionale umanitario”, riconoscendo così esplicitamente la perpetrazione di quegli stessi crimini che, ai sensi della risoluzione 1970, comportano il deferimento al TPI. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, ai sensi dello statuto del TPI, i presupposti giuridici per il perseguimento di crimini commessi in uno stato non aderente al suo trattato istitutivo, quale è &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt;, sono due: il mancato perseguimento da parte dello stato interessato e il deferimento al Procuratore da parte del Consiglio di Sicurezza. Non vi può essere dubbio che questa risoluzione 2016 configuri il secondo presupposto. Questo significa che, se le autorità libiche non perseguiranno gli assassini di Gheddafi e tutti gli altri crimini commessi dagli insorti, il Procuratore del Tribunale è pienamente titolato a intervenire. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quanto precede è espressamente confermato dal capo della Missione Onu di Supporto in Libia (UNSMIL), nonché Rappresentante Speciale del Segretario Generale, Ian Martin, che in una &lt;a href="http://www.un.org/News/briefings/docs/2011/111020_Libya.doc.htm"&gt;conferenza stampa&lt;/a&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;tenuta lo scorso 20 ottobre, a chi gli chiedeva se le Nazioni Unite avrebbero indagato sull’assassinio di Gheddafi, rispondeva che “le responsabilità investigative spettano al Tribunale Penale Internazionale” (sia detto fra parentesi,&amp;nbsp;il disinteresse di quest'uomo per i crimini degli avversari di Gheddafi è inquietante). &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa farà dunque il Procuratore del TPI? Staremo a vedere. Il fatto che i media abbiano messo completamente in ombra la questione non promette bene, così come il fatto che il deferimento non sia esplicitamente menzionato nel comunicato Onu che diffonde il testo della delibera. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ interessante però che il ministro degli Esteri inglese William Hague abbia sottolineato nel suo &lt;a href="http://ukun.fco.gov.uk/en/news/?id=683065682&amp;amp;view=News"&gt;comunicato di ieri&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che “la risoluzione ribadisce che le autorità libiche hanno il dovere di tutelare i diritti umani e devono impedire le rappresaglie” aggiungendo che “questo è vitale”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ interessante, perché sarebbe strano se Hague non percepisse che il medesimo dispositivo giuridico si potrebbe applicare in teoria anche ai crimini compiuti dalla Francia e dalla Gran Bretagna, lasciando esenti solo gli Stati Uniti, che non hanno aderito allo Statuto di Roma e hanno il veto in Consiglio di Sicurezza. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chissà che l’opinione pubblica italiana e internazionale, dopo l’indignazione suscitata in tanti dall’infamia di Sirte, non sia capace di esercitare qualche pressione affinché, almeno sui fatti più gravi, i responsabili siano chiamati a render conto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco qui di seguito la traduzione del dispositivo della risoluzione, con i passi pertinenti del preambolo. L’originale è reperibile &lt;a href="http://www.un.org/News/Press/docs/2011/sc10424.doc.htm"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Il Consiglio di Sicurezza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i&gt;Richiamando&lt;/i&gt; le sue risoluzioni 1970 (2011) del 26 febbraio 2011, 1973 (2011) del 17 marzo 2011, e 2009 (2011) del 16 settembre 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;[…]&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Richiamando &lt;/i&gt;la sua decisione&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;di riferire la situazione in Libia al Procuratore del Tribunale Penale Internazionale, e l’importanza della collaborazione per assicurare che quanti si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario o complici di attacchi diretti alla popolazione civile siano chiamati a rispondere delle loro azioni,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;[…]&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprimendo &lt;/i&gt;preoccupazione per la proliferazione delle armi in Libia e il suo potenziale impatto sulla pace e la sicurezza della regione, e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;esprimendo&lt;/i&gt; altresì la sua intenzione di tornare prontamente ad affrontare tale problema,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Reiterando&lt;/i&gt; il suo appello alle autorità libiche perché promuovano e proteggano i diritti umani e le libertà fondamentali, comprese quelle degli appartenenti a gruppi vulnerabili, adempiano ai loro obblighi in base al diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e le norme sui diritti umani, ed &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;esortando&lt;/i&gt; al rispetto per i diritti umani di tutte le persone in Libia, compresi gli ex-funzionari e i detenuti, durante e dopo il periodo transitorio,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;[…]&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Agendo&lt;/i&gt; in base al Capo VII della Carta delle Nazioni Unite,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;1. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprime apprezzamento&lt;/i&gt; per i positivi sviluppi in Libia, che miglioreranno le prospettive di un futuro democratico, pacifico e prospero per il paese;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;2. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Attende con favore&lt;/i&gt; il rapido insediamento di un Governo transitorio inclusivo e rappresentativo, e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ribadisce&lt;/i&gt; l’esigenza che il periodo transitorio sia caratterizzato da un impegno per la democrazia, il buon governo, la supremazia della legge, la riconciliazione nazionale e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti in Libia;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;3. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esorta fortemente&lt;/i&gt; le autorità libiche ad astenersi da rappresaglie, comprese le detenzioni arbitrarie, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;si appella&lt;/i&gt; alle autorità libiche perché compiano tutti i passi necessari per prevenire rappresaglie, inique detenzioni ed esecuzioni extragiudiziali, e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;sottolinea&lt;/i&gt; la responsabilità delle autorità libiche per la protezione della popolazione, compresi i cittadini stranieri e i migranti africani;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;4. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esorta&lt;/i&gt; tutti gli Stati Membri a collaborare strettamente con le autorità libiche nei loro sforzi per mettere fine all’impunità per le violazioni dei diritti umani internazionali e il diritto internazionale umanitario;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Protezione dei civili&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;5. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che le disposizioni dei paragrafi 4 e 5 della risoluzione 1973 (2011) cesseranno di aver effetto dalle 23.59 ora locale libica del 31 ottobre 2011;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;No-Fly Zone&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;6. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide altresì&lt;/i&gt; che le disposizioni dei paragrafi 6-12 della risoluzione 1973 (2011) cesseranno di aver effetto dalle 23.59 ora locale libica del 31 ottobre 2011;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;7. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; di restare attivamente investito della materia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. B. Prego tutti di non copiare questo scritto e la traduzione senza la mia autorizzazione. Basta riportare il link.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Un aggiornamento (28.10.2011, ore 17.30).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Apprendiamo adesso che nelle stesse ore in cui il Consiglio di Sicurezza approvava la risoluzione che precede, Abdul Hafiz Ghoga, vicepresidente e portavoce ufficiale del CNT annunciava che “chiunque sia responsabile di questo [la morte di Gheddafi] sarà giudicato e avrà un equo processo”. Quale sia la vera finalità di questa iniziativa è evidente: evitare che sia il TPI a giudicare i colpevoli. Il che conferma che il deferimento c'è. C’è da aspettarsi, o da temere, che i colpevoli siano trattati in Libia più o meno come i responsabili della strage del Cermis furono trattati negli Stati Uniti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Va tuttavia ribadito quanto già rilevato in un precedente &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/gheddafi-e-morto-che-cose-che-va-messo.html#more"&gt;post&lt;/a&gt;: le tre principali potenze belligeranti sono anch’esse direttamente responsabili della morte di Gheddafi, in particolare la mano americana che ha guidato il Predator a bombardare il suo convoglio. Per il diritto vigente, questo è un grave crimine di guerra. Ma il diritto vigente, naturalmente, non lo perseguirà. Ribadisco che, a mio parere, ciò non significa che il diritto vigente vada buttato a mare perché è solo una grande presa in giro. Significa che bisogna battersi per renderlo più equo e più efficace. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vale la pena di aggiungere che, secondo Impact (&lt;a href="http://riesplorando.com/video/freedom/-libya-ntc-to-investigate-on-alleged-murder-of-gaddafi--impact-27-10-2011/"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;), “questa indagine sul presunto omicidio dell’ex-dittatore è il primo passo di un percorso che comprenderà anche una dettagliata investigazione sulle ancor più inquietanti circostanze dell’assassinio di Al Muatassim Al-Qathafi (figlio del dittatore), che&amp;nbsp;sarebbe stato&amp;nbsp;messo a morte quello stesso giorno da un commando&amp;nbsp;affiliato alle brigate di Misurata, nonché sulle presunte uccisioni sommarie di più di trecento lealisti di Gheddafi nella città di Sirte”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarebbe bene tenere d’occhio anche questo. Non so quale sia la fonte di questa notizia. Non certo Ghoga, che ieri dichiarava testualmente, in riferimento alla morte del colonnello: “Ci sono state alcune violazioni da parte di soggetti che vengono sfortunatamente definiti rivoluzionari. Sono sicuro che quello è stato un atto individuale e non un atto dei rivoluzionari o dell’esercito nazionale” (&lt;a href="http://www.naharnet.com/stories/en/18713-libya-to-try-gadhafi-killers-u-n-ends-military-mandate"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è un buon inizio per quegli “sforzi per mettere fine all’impunità” di cui parla la risoluzione di ieri. Anzi, c’è il caso che Ghoga si sia dato la zappa sui piedi: perché una dichiarazione come questa dimostra di fatto che lo stato interessato non intende perseguire tutti gli altri crimini e configura dunque il secondo presupposto per l’iniziativa della Corte dell’Aia. Che ci sia qualche speranza di giustizia?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un'ultima nota tecnica: quasi tutti gli organi di stampa, italiani e internazionali (compreso perfino Il Sole-24ore), affermano che questa risoluzione &lt;metricconverter productid="2016, ha" w:st="on"&gt;2016, ha&lt;/metricconverter&gt; alleggerito il blocco sui fondi libici, rimosso l'embargo sulle armi e quant'altro. Non è vero. La risoluzione&amp;nbsp;si limita a richiamare nel preambolo quanto già disposto in materia con la risoluzione 2009 del 26 settembre. Mi sembra di capire che si tratti di un'errore della Associated Press, poi ripreso da tutti gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7872375621447199708?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7872375621447199708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2016-2011-del-27.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7872375621447199708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7872375621447199708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2016-2011-del-27.html' title='Risoluzione Onu 2016 (2011) del 27 ottobre sulla Libia. Gli assassini di Gheddafi deferiti al TPI.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-2555392906343993740</id><published>2011-10-27T23:46:00.000+02:00</published><updated>2011-10-27T23:46:26.196+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Dysfunctional politics</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Il New York Times di oggi: “The big problem is &lt;country-region w:st="on"&gt;&lt;place w:st="on"&gt;Italy&lt;/place&gt;&lt;/country-region&gt;, with its dysfunctional politics”. &lt;/span&gt;Traduzione italiana: “Il grosso problema è l’Italia, governata da un furfante incapace avversato da incapaci e circondato da furfanti”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-2555392906343993740?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/2555392906343993740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/dysfunctional-politics.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2555392906343993740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2555392906343993740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/dysfunctional-politics.html' title='Dysfunctional politics'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-6021754379375832295</id><published>2011-10-26T23:24:00.000+02:00</published><updated>2011-10-26T23:24:46.681+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Ma il Quirinale può fare del male.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Finalmente qualcuno si accorge dei gravi rischi che questo blog aveva segnalato oltre cinque mesi fa in merito ai poteri del presidente della repubblica e al loro utilizzo contro Berlusconi. E’ Gaetano Azzariti, sul Manifesto di oggi.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Così il “catenaccio” riassume la sua argomentazione:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;“Pensare di liberarsi di Berlusconi con forzature costituzionali altererebbe l'equilibrio tra i poteri che proprio &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt; ha definito. Si aprirebbe la strada a una repubblica presidenziale. E se dopo Napolitano al Quirinale arrivasse un esponente dell'attuale degrado? Cossiga è stato dimenticato?” &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vale la pena di confrontare &lt;a href="http://esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;amp;f=2&amp;amp;IDArticolo=36969&amp;amp;lang=ita"&gt;l’articolo in questione&lt;/a&gt; con quanto si sosteneva il 15 maggio su questo blog nel post &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/king-can-do-no-wrong-sui-poteri-del.html#more"&gt;“King Can Do No Wrong?”&lt;/a&gt; in risposta ad un certo articolo di Galli della Loggia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lo spirito che anima il discorso di Azzariti è identico a quello di quel post, identiche sono molte considerazioni e quasi identiche le chiuse dei due scritti, che invocano, nelle sue parole, la capacità di “pensare a ieri per costruire il domani, tenendo fermi i principi di civiltà” iscritti nella Costituzione. Solo che Azzariti non sembra chiaramente consapevole della natura radicalmente avversa all’intero “costituzionalismo moderno” del progetto politico berlusconiano, un argomento cui sono stati dedicati alcuni dei post più significativi dei primi mesi di questo blog, quando i suoi lettori erano ancora assai meno numerosi di oggi (vedi &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2010/10/ieri-ho-sentito-marco-travaglio.html"&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2010/10/il-disegno-politico-di-silvio.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2010/11/labbaglio-di-travaglio-e-la-mancanza.html"&gt;qui&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Azzariti diffida profondamente dell’idea di fare affidamento sul rafforzamento dei poteri presidenziali per contrastare il berlusconismo. Giustamente ricorda la penosa vicenda di Francesco Cossiga. Ma lo fa per avvalorare la tesi che &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt; va semplicemente lasciata com’è. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il problema è che lasciando tutto com’è, si lascia la porta spalancata ad un utilizzo in chiave iperpresidenzialista della lettera costituzionale. Non sarà Berlusconi a salire al Quirinale, questo è ormai sicuro, per fortuna. Ma può sempre capitare di peggio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lungi dal rafforzare i poteri del presidente, bisogna dunque, al contrario, circoscriverli assai più precisamente. Ecco, riguardare quel post vale la pena. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il discorso, peraltro, non si esaurisce lì: è cosa su cui ritorneremo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-6021754379375832295?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/6021754379375832295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ma-il-quirinale-puo-fare-del-male.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6021754379375832295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6021754379375832295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ma-il-quirinale-puo-fare-del-male.html' title='Ma il Quirinale può fare del male.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1844239910142991528</id><published>2011-10-25T23:32:00.004+02:00</published><updated>2011-10-25T23:46:45.253+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>L’Occidente ha preferito così</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In risposta a &lt;a href="http://www.liberacittadinanza.it/articoli/a-proposito-dell2019eccidio-di-gheddafi/view#1319577076"&gt;questo articolo&lt;/a&gt; di Alfonso Sciacca, “A proposito dell’eccidio di Gheddafi”, ho scritto di getto queste parole indignate:&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;“Come antropologo mi disturba moltissimo che il predicato antietnocentrico dell'antropologia sia asservito alla giustificazione di crimini orrendi come questo. Attribuire ai libici la penseée sauvage di Lévi-Strauss è veramente fuori luogo. I libici fanno parte di un'alta civiltà, quella musulmana, che per molti secoli ha superato quella europea su tutti i piani, che è nata sulla scrittura e di quella ha vissuto per oltre un millennio. Anche al di là di questo, sostenere che un nebuloso nomos (definito nei termini in cui Tylor definiva la cultura) sia "sovrano assoluto" di qualcuno significa esser rimasti alla preistoria dell'antropologia. Anche le culture senza scrittura cambiano, cambiano le norme, i modelli cognitivi, le tradizioni e le abitudini. Figurarsi una cultura musulmana modernissima come quella della Libia. L'Islam non è né "selvaggio", né "sauvage".&amp;nbsp;E', tutt'al contrario, l'appoggio incondizionato dell'Occidente ai ribelli, senza alcuna preoccupazione per le loro eventuali violazioni dei diritti umani, della morale e della legalità, che ha consentito questo misfatto. Questa è soltanto la logica della guerra. Una logica che appartiene al passato di tutte le culture e non deve appartenere al futuro di alcuna, in primis quella occidentale. Gli egiziani si attennero alla nonviolenza, i libici no. Perché? Perché l'Occidente ha preferito così.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chiedo venia per l’eccesso di indignazione, poiché capisco le buone intenzioni dell’autore, che credeva di criticare l’etnocentrismo occidentale. Ma queste sono cose che mi stanno troppo a cuore: il pregiudizio sull’Islam, la pretesa intraducibilità delle culture, la giustificazione della violenza e della guerra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1844239910142991528?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1844239910142991528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/loccidente-ha-preferito-cosi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1844239910142991528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1844239910142991528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/loccidente-ha-preferito-cosi.html' title='L’Occidente ha preferito così'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4988956299478865782</id><published>2011-10-25T01:31:00.000+02:00</published><updated>2011-10-25T01:31:50.983+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Un grande incoraggiamento</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qualcuno avrà notato che questo blog non ha offerto commenti sugli scontri del 15 ottobre a Roma. Nessuno ne avrà sofferto la mancanza, presumo. Può servire, invece, un commento alla manifestazione NoTav di domenica in Val di Susa. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutto è andato benissimo, a quanto pare. Si è comportata egregiamente la polizia, o, più precisamente, il Ministero dell’Interno, impegnato ai più alti livelli. Ancor più egregiamente i manifestanti. L’unica cosa che non va bene è questa: che il rilievo dato a questo evento è un’inezia, in confronto al gran parlare che si è fatto degli sfasci di Roma. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I media farebbero bene a considerare che a disinteressarsi delle manifestazioni quando tutto va liscio, per fare un gran fracasso solo per gli scontri, si dà un grande incoraggiamento a chi li cerca. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4988956299478865782?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4988956299478865782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/un-grande-incoraggiamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4988956299478865782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4988956299478865782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/un-grande-incoraggiamento.html' title='Un grande incoraggiamento'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1572346779915140909</id><published>2011-10-25T00:51:00.002+02:00</published><updated>2011-10-25T01:05:13.021+02:00</updated><title type='text'>Ma che c'è a Singapore?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo blog ha compiuto da poco il suo primo anno di vita. In quest’arco di tempo, ha ricevuto 17.116 visite dall’Italia, 773 dagli Stati Uniti, 268 dalla Germania, 115 dal &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Regno Unito, 92 dalla Federazione Russa, 87 dalla Svizzera, 62 dal Belgio, 58 dal Brasile, 52 dalla Francia e&amp;nbsp;52 da Singapore. Oltre ad un imprecisato numero di visite da altri paesi, che non sono meno di una cinquantina, fra cui, se ben ricordo, il Malawi, l’Islanda e il Bhutan. Nulla di straordinario, ma quello che mi domando è: chi sarà che da mesi mi segue così assiduamente da Singapore? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarei proprio grato se l’interessato, che ringrazio di cuore per tanta attenzione, volesse svelare il mistero, sempreché non gli arrechi disturbo. Garantisco il riserbo...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1572346779915140909?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1572346779915140909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ma-che-ce-singapore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1572346779915140909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1572346779915140909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ma-che-ce-singapore.html' title='Ma che c&apos;è a Singapore?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4941276881395194829</id><published>2011-10-23T00:46:00.000+02:00</published><updated>2011-10-23T00:46:24.257+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Angelo Baracca sulla Libia e tutto il resto</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricevo da Angelo Baracca, fisico e militante antinucleare,&amp;nbsp;questo commento al post precedente, che merita uno spazio a sé stante.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Grazie Alberto per ricordarci, a tutti, queste atrocità, anche se personalmente non ne avevo bisogno per convincermi delle atrocità della guerra (ricordo le vittime dei lager, quelle dei bombardamenti atomici, quelle del Vietnam, e così via). Dovrebbe vederle la gente comune, alla quale "certe" immagini sono state mostrate con finalità ben precise, per supportare la legittimità dell'intervento della NATO, sui cui crimini di guerra (in Kosovo, in Somalia, in Afghanistan, ecc.) non ho mai nutrito il minimo dubbio. Era "nata" come un'alleanza "difensiva" (anche se era legittimo nutrire tutti i dubbi del caso), e si è trasformata - esplicitamente - nello strumento per imporre ovunque nel mondo gli interessi del capitale e dell'imperialismo occidentali.&lt;br /&gt;Questo stimolo mi ispira comunque alcune considerazioni, che dalla visione dei video e dei commenti potrebbero a mio avviso risultare distorte.&lt;br /&gt;E' difficile, naturalmente, essere a favore di Gheddafi, come era impossibile essere a favore di Saddam Hussein. Questo però è solo un punto di vista, bisogna superarlo per acquisire un'ottica diversa. Ricordo sempre il famoso Candide di Voltaire, che messo di fronte a due alternative spaventose affermava di "non scegliere né l'una né l'altra". Altrimenti, il "dovere" di pronunciarsi sempre contro i dittatori rischia di approdare al "tanto peggio tanto meglio". L'Iraq era alla fine degli anni '80 il paese del Medio Oriente più progredito, come istruzione, sanità, diritti delle donne; anche tra i peggiori, è vero, per la dittatura di Saddam (ma gli altri non erano poi tanto meglio, a cominciare dal "faro di civiltà" Arabia Saudita): credo sia difficile negare che dal 2003 è diventato molto peggio, la democrazia "esportata" dagli USA non esiste, muore molta più gente negli attentati di quanta ne facesse fuori Saddam (il che non vuol dire in alcun modo, insisto, giustificarlo o stare dalla sua parte). Agli USA questo non interessa nulla, ben altri erano i suoi scopi (esula da questo commento analizzare se li abbia realmente raggiunti). L'osservazione giusta mi sembra che quella vicenda, come tante altre, non ha avuto nulla a che fare con la democrazia, che richiederebbe processi ben diversi per liberarsi dalle dittature con un vero passo avanti per tutti.&lt;br /&gt;Sul Kosovo prima e dopo la guerra del 1999 si potrebbe fare un ragionamento analogo (il suo attuale presidente è un trafficante di organi umani).&lt;br /&gt;Anche &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt; era il paese con i più alti livelli di vita dell'Africa del Nord (e di gran parte di quella del Sud). La guerra della NATO, per gli interessi in primo luogo di Francia, Gran Bretagna e USA (contro gli interessi dell'Italia, come avvenne per la guerra in Kosovo), al di là dei crimini efferati, non porterà a nulla di meglio (condivido il paragone con &lt;personname productid="la Somalia" w:st="on"&gt;la Somalia&lt;/personname&gt;): mi sembra evidente che i rappresentanti del nuovo regime (chiamarlo "Governo" mi sembra un eufemismo) non siano meglio di chi li ha preceduti, e lo hanno già ampiamente dimostrato, per chi lo voglia vedere (a parte il fatto che sono essi stessi dilaniati da lotte intestine di potere). Ai crimini diretti della NATO si aggiunge quello di avere esasperato il conflitto, esacerbato gli animi, alimentato le rivalità, coperto e incoraggiato rivalità, rivalse e rese di conti. Senza la guerra della NATO, comunque fossero andato il conflitto interno, penso che avrebbe mietuto meno vittime, e avrebbe portato un numero almeno minore di crimini (anche la quantità conta, trattandosi di vite umane, che naturalmente contano solo quando hanno la pelle bianca, e anche in quel caso solo se stanno da una certa parte).&lt;br /&gt;La guerra spazza via anche (o soprattutto) il buono ed è sempre e comunque un passo verso la barbarie!&lt;br /&gt;E' stato osservato da molti, ma mi sembra il caso di ribadirlo, che l'intervento militare ha avuto anche lo scopo di mandare un messaggio molto preciso alle "primavere arabe", chiarendo chi comanda davvero e quali sono i limiti ad una democrazia vera e soprattutto autonoma. Del resto le potenze occidentali hanno sostenuto quei tiranni fino all'ultimo, oltre i limiti della decenza, e sostengono ancora quelli ancora in sella (oltre all'esempio che ho già ricordato del regime dell'Arabia Saudita, che chiamare medioevale costituisce un oltraggio per il Medio Evo).&lt;br /&gt;Aggiungerei ancora un'osservazione. Perché Parigi e Londra sono stati i più accesi fautori, e artefici, dell'intervento armato? Credo che abbiano cercato un ritorno alla grande come potenze decisive in Africa del Nord dopo il declino del loro ruolo di potenze coloniali egemoni con lo scacco di Suez del 1956.&lt;br /&gt;Sono andato fuori tema? Penso di no. Perché secondo me non basta essere contro la guerra, senza se e senza ma, ma occorre individuarne sempre le cause, i motivi, i pretesti (quasi tutte le guerre sono state innescate sulla base di un falso storico, un avvenimento, una provocazione o un crimine inventati) se si vogliono non solo contrastarle e condannarle ma, se possibile, prevenirle, eliminarne le cause.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Angelo Baracca”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Colgo l’occasione per precisare meglio il mio pensiero, anche in risposta al commento di Stefano Pellò al post che precede: gli Stati Uniti, in particolare, sono ben più colpevoli di Gheddafi, perché sono molto più potenti, perché hanno causato molti più lutti e distruzioni da un capo all’altro del mondo musulmano e altrove, perché coltivano il culto della guerra, in cui dilapidano smisurate quantità di risorse, di denaro e di ingegno, perché contano solo i morti americani, e soprattutto perché pretendono di comandare al mondo mentre tradiscono sistematicamente, in tutti i loro rapporti internazionali, il grande sogno di eguaglianza e libertà su cui nacque un tempo la loro repubblica. Finché l'America non cambierà, non vedremo la fine della Guerra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 2;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Alberto Cacopardo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4941276881395194829?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4941276881395194829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/angelo-baracca-sulla-libia-e-tutto-il.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4941276881395194829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4941276881395194829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/angelo-baracca-sulla-libia-e-tutto-il.html' title='Angelo Baracca sulla Libia e tutto il resto'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-5421096332110295773</id><published>2011-10-22T18:12:00.002+02:00</published><updated>2011-10-23T10:28:34.434+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Gheddafi è morto – Che cos’è che va messo sotto accusa.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;Tu che leggi, non mi biasimare se ti mostro delle immagini crudeli che non hai ancora visto e meditato.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, le circostanze della morte di Gheddafi sono finalmente chiarissime. &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il convoglio su cui viaggiava Gheddafi era stato individuato dall’intelligence anglo-franco-americana, che aveva sul terreno a Sirte agenti della CIA e dell’MI6 addetti specificamente alla ricerca del colonnello, i quali agivano di concerto con velivoli spia dei tre paesi (rispettivamente Tornado Gr4, C160 Gabriel e River Joint) e con il sistema anglo-americano d’intercettazione delle comunicazioni basato a terra, che ha una tecnologia di riconoscimento vocale con cui, qualche giorno fa, era stata localizzata a Sirte la voce di Muammar Gheddafi. Intorno alle 8.30 del 20 ottobre, i velivoli spia hanno identificato il convoglio in partenza e un drone Predator MQ-9 Reaper teleguidato dall’America è partito da Sigonella in Sicilia e ha bombardato il convoglio con missili Hellfire, che significa “fuoco dell’inferno”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutto questo è stato rivelato da fonti dei servizi britannici al quotidiano “The Telegraph” (vedi &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/8839964/Col-Gaddafi-killed-convoy-bombed-by-drone-flown-by-pilot-in-Las-Vegas.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;l’originale inglese e&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.contropiano.org/it/esteri/item/4177-libia-la-nato-lascia-a-fine-mese-i-ribelli-si-dividono?tmpl=component&amp;amp;print=1"&gt;qui&lt;/a&gt; l’articolo di Manlio Dinucci in materia), smentendo platealmente il comunicato con cui &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt;, in risposta alle accuse del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, dichiarava ieri di non sapere che il leader libico si trovasse su quel convoglio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bersagliato dai missili, il convoglio è stato abbandonato a piedi da Gheddafi, che si è rifugiato nel condotto sotterraneo, è stato catturato, maltrattato e, come tutti hanno potuto vedere dai filmati, ucciso a freddo con un colpo alla tempia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quella sera, un TG italiano annunciava che al ragazzo che ha sparato quel colpo sarebbe spettata la taglia da 20 milioni di dollari che pendeva sul capo del Qaid. Sembra improbabile che questo accada, dopo l’ondata d’indignazione causata dalla diffusione dei video in tutto il mondo, dopo che l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani (che non è “l’ONU”, ma una sua agenzia specializzata, ben distinta dal Consiglio di Sicurezza) ha invocato un’inchiesta, e dopo che Amnesty ha rilevato che se Gheddafi “è stato ucciso dopo la sua cattura, questo costituirà un crimine di guerra”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poiché nessun giudice indipendente indagherà mai su questo crimine, è improbabile che esso sia punito. Quello che è più desolante, tuttavia, è che tanto l’Alto Commissariato quanto Amnesty, abbiano omesso di menzionare un’altra cosa. E cioè che i militari americani che hanno guidato quel Predator, in base al vigente diritto umanitario di guerra, attaccando dal cielo un convoglio in ritirata, si sono resi responsabili anch’essi di un crimine di guerra molto grave, la persecuzione del nemico in fuga. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ per questo che il Telegraph, nel riferire quanto sopra, si è sentito in obbligo di aprire l’articolo affermando che “le forze Nato hanno designato Gheddafi come obiettivo militare dopo che le forze dell’ex leader libico avevano fatto fuoco su civili, mentre cercavano di fuggire da Sirte”. Un'altra menzogna, c'è da sospettare: solo un idiota può credere che chi sta cercando di salvarsi la vita passando inosservato si metta a sparare alla cieca contro innocui civili disarmati. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi ha deciso e causato l’uccisione di Gheddafi non è stato quel ragazzo infuriato. Chi ha deciso e voluto questo crimine non sarà mai chiamato a risponderne.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi sia consentito di aggiungere qualche altra parola. Ho messo sotto accusa i ribelli e ho accusato i militari americani. Non sarò certo io a dimenticare che vanno messi sotto accusa non di meno quei militari di Gheddafi che hanno commesso lo stesso crimine. Anche loro hanno ucciso nemici che avevano già catturato. Guardate questo &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=fPS4r0JipWs&amp;amp;feature=related"&gt;video&lt;/a&gt;, dove i morti hanno mani legate. E’ successo a Tobruk, fra il 17 e il 24 febbraio.&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;E &lt;/span&gt;guardate &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?NR=1&amp;amp;v=nCmWOhVvLjg"&gt;quest'altro&lt;/a&gt;, che è stato girato a Ben Jawad. Guardatelo fino alla fine, quando la telecamera si spegne: e pensate che cosa è successo a quell’uomo che si rifiutava di inneggiare al Qaid.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Forse gli uomini che hanno commesso quelle infamie saranno stati puniti &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?NR=1&amp;amp;v=5356LqtNoqw"&gt;così&lt;/a&gt;, con le mani legate dietro la schiena.&amp;nbsp;O forse sono finiti &lt;a href="http://www.youtube.com/verify_age?next_url=http%3A//www.youtube.com/watch%3Fv%3D34AVR-jtX4k%26feature%3Drelated"&gt;così&lt;/a&gt;, con una folla urlante davanti ai loro corpi martoriati.&amp;nbsp;O&amp;nbsp;forse, guardate anche questo, sono finiti così &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?NR=1&amp;amp;v=nyEuKo8LNz0"&gt;i loro figli&lt;/a&gt;, sotto le bombe dei liberatori.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tu che leggi, non mi biasimare se ti mostro queste immagini crudeli. Voglio che tu le guardi. Voglio che tu le ricordi. Voglio che ti facciano paura. Perché quello che va messo sotto accusa è &lt;personname productid="la Guerra. E" w:st="on"&gt;la Guerra. E&lt;/personname&gt;’ &lt;personname productid="la Guerra" w:st="on"&gt;la Guerra&lt;/personname&gt; che deve scomparire per sempre dalla faccia di questo pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedi il commento di Angelo Baracca a questo scritto nel &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/angelo-baracca-sulla-libia-e-tutto-il.html"&gt;post che segue&lt;/a&gt;&amp;nbsp;su questo blog.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;VEDI ANCHE:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ne-necessaria-ne-legittima-ne-giusta.html"&gt;&lt;strong&gt;Illegittima, ingiusta, innecessaria: un'analisi complessiva della guerra di Libia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-5421096332110295773?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/5421096332110295773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/gheddafi-e-morto-che-cose-che-va-messo.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5421096332110295773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5421096332110295773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/gheddafi-e-morto-che-cose-che-va-messo.html' title='Gheddafi è morto – Che cos’è che va messo sotto accusa.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4912578777041087375</id><published>2011-10-20T15:53:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T17:27:47.068+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Gheddafi è morto: siamo tutti felici?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gheddafi è morto. La radio ci ha appena annunciato, per bocca di quel geniaccio di Pupo, che “siamo tutti felici per questa meravigliosa notizia per tutto il popolo libico”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Evidentemente Pupo non è tanto cristiano, poiché Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ci ha già spiegato quando morì Bin Laden che “di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ma che Pupo sia infedele non ci preoccupa, perché, in generale, non siamo tanto cristiani nemmeno noi, anche se non prendiamo alla leggera la morte di esseri umani. Ci potrebbe turbare un po’ di più il fatto che Pupo proclami un’aperta menzogna quando dice che la notizia è meravigliosa per tutto il popolo libico, quando tutti sanno che c’è una parte del popolo libico che, per ragioni politiche, economiche o sociali, sosteneva decisamente il dittatore. Per questi libici, la notizia è tutt’altro che gradita, anche perché sanno di dover temere per la propria incolumità se si azzardano a esprimere il proprio pensiero, e forse anche se non si azzardano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci potrebbe forse preoccupare il fatto che, comunque, nessuno saprà mai quanti fossero questi libici che amavano Gheddafi, perché ci sono stati tre paesi molto potenti, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, che hanno stabilito, impedendo qualsiasi accertamento in materia, che “il popolo libico” non voleva Gheddafi e pertanto hanno deciso, in aperta violazione del diritto internazionale e della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza, di muovere guerra al suo regime.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il caso della Libia sembra somigliare, assai più che l’Iraq o l’Afghanistan, al caso dell’Italia alla caduta del fascismo. Un dittatore molto autoritario, sostenuto da una parte della popolazione, viene rovesciato da una ribellione armata col sostegno determinante di potentissimi paesi stranieri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma c’è una grossa differenza: Mussolini aveva aggredito a mano armata parecchi altri paesi, Gheddafi no. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come ho argomentato qui il 15 ottobre, se plaudiamo alla morte di Gheddafi, stiamo ammettendo il principio che qualunque stato militarmente potente può giudicare senza processo il governo di un altro paese per fatti interni a quello stato, condannarlo a morte, ed eseguire quella sentenza senza il vincolo di alcuna regola, senza dover rispondere delle eventuali vittime innocenti che questo può causare e senza nemmeno far finta di mettere da parte i propri interessi economici, strategici e politici. E stiamo fingendo di non capire che il nuovo governo di quel paese sarà più condizionato dalla volontà delle potenze intervenute che da quella del suo stesso popolo. Frattini ci ha già spiegato stamattina che sta “lavorando” al nuovo governo della Libia e non importa se, di fatto, succederà che lui lavora e altri, più potenti e meno impresentabili, decideranno per tutti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quello che importa è che la cruenta rivoluzione della Libia non è stata soltanto una sconfitta della nonviolenza. E’ stata soprattutto una sconfitta del diritto e della legalità: che sono, checché ne pensi qualche sofisticato scettico “realista”, le fondamenta della democrazia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci auguriamo vivamente, e auguriamo di cuore a tutti i libici, che la nuova Libia sia migliore di quell’altra. Non ci vorrebbe molto, ma, purtroppo, non è sicuro che così sarà.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Raccomandiamo a chi è interessato a un giudizio complessivo sulla guerra libica, di guardare anche il post &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ne-necessaria-ne-legittima-ne-giusta.html"&gt;&lt;strong&gt;"Illegittima, ingiusta, innecessaria"&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, uscito cinque giorni fa su questo blog. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4912578777041087375?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4912578777041087375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/gheddafi-e-morto-siamo-tutti-felici.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4912578777041087375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4912578777041087375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/gheddafi-e-morto-siamo-tutti-felici.html' title='Gheddafi è morto: siamo tutti felici?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-2731746100541667761</id><published>2011-10-18T04:45:00.002+02:00</published><updated>2011-10-18T16:43:46.608+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Cos'è Avaaz e che cosa c'è sotto?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In molti si stanno chiedendo cosa sia Avaaz e che cosa ci stia dietro, perché le sue petizioni on line, che hanno avuto spesso considerevole successo in Italia, hanno suscitato anche parecchie perplessità. Corre voce, fra le altre cose, che ci sia lo zampino di George Soros.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Poiché le notizie disponibili in italiano su questa organizzazione non sono abbondanti, ho condotto una piccola indagine in materia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Avaaz è nata nel gennaio 2007 dall’incontro di quattro organizzazioni. I due soggetti promotori furono MoveOn e ResPublica. Il primo è un influente gruppo di azione politica on line nato nel 1998 ad opera di Eli Pariser, di orientamento liberal e filo-democratico, che è stato finanziato in passato anche da Soros, ma che vive principalmente delle microdonazioni dei suoi oltre 5 milioni di membri. Ma i principali responsabili della nascita di Avaaz furono Ricken Patel, un canadese di ascendenza indiana attivista di professione e di orientamento liberal, Tom Perriello, un avvocato cattolico virginiano che è stato poi parlamentare democratico nel 2009-2011 e ha votato a favore della continuazione della guerra in Afghanistan, e Tom Pravda, un diplomatico di carriera britannico che è stato anche consulente del Dipartimento di Stato americano. I tre avevano fondato nel dicembre 2003&amp;nbsp;&lt;a href="http://therespublica.org/"&gt;Res Publica&lt;/a&gt;, un comitato di “professionisti del settore pubblico” dediti alla promozione “del buon governo, della virtù civica e della democrazia deliberativa”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ad essi si aggiunsero, oltre ad alcuni altri singoli individui, &lt;personname productid="la Services Employees" w:st="on"&gt;&lt;personname productid="la Services" w:st="on"&gt;la Services&lt;/personname&gt; Employees&lt;/personname&gt; International Union, piccolo sindacato americano filo-democratico, e GetUp!, un’organizzazione nata in Australia sul modello di MoveOn ad opera di David Madden.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Avaaz dichiara che dal &lt;metricconverter productid="2009 ha" w:st="on"&gt;2009 ha&lt;/metricconverter&gt; cessato di accettare donazioni da enti pubblici e imprese e che la sua unica fonte di finanziamento sono i microcontributi degli aderenti e simpatizzanti, che non possono superare i 5.000 dollari. E’ una buona linea, visto che se la può permettere. Si direbbe che se c’è un’influenza di Soros o di altri potenti, questa non ha la forma del condizionamento finanziario. Naturalmente questo non basta per capire “che cosa c’è dietro” o “cosa ci sta sotto”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Avaaz ha fondato il suo successo sulla precedente, decennale esperienza di MoveOn in fatto di mobilitazione politica on line e su un modello metodologico originale basato sul rifiuto di darsi una linea politica rigida al di là del generico intento di lavorare per un mondo migliore; sulla scelta di operare per singole campagne, selezionate, a detta dei promotori, con un sistema di consultazione on line degli aderenti, che sarebbero oggi oltre dieci milioni in tutto il mondo; sulla gestione centralizzata delle campagne ad opera di un piccolo nucleo di vertice che redige materialmente gli appelli. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il modello è molto efficiente e dotato di alto potenziale. L’organizzazione ha di fatto un orientamento politico e soprattutto una mentalità chiaramente riconoscibile, che è di ambiente liberal nordamericano, qualcosa di vagamente simile a posizioni di centro-sinistra in Italia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Purtroppo il meccanismo “democratico” di selezione degli obiettivi non garantisce per nulla che le iniziative siano sempre lodevoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Negli ultimi tempi Avaaz ha promosso diverse campagne altamente condivisibili, come quella contro la legge bavaglio in Italia, quella contro l’acquisizione di BSkyB da parte di Murdoch in Inghilterra, quella in favore di Bradley Manning, il soldato autore del mega-leak di Wikileaks e quella sul riconoscimento Onu dello stato palestinese.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Altre iniziative sono state meno lodevoli. In luglio ho criticato duramente la petizione contro il presidente sudanese al Bashir, che chiedeva al Consiglio di Sicurezza un intervento deciso contro “questo mostro”, senza minimamente curarsi di escludere il ricorso alle armi: quell’appello era in pratica un invito a muovere guerra. Per fortuna è rimasto senza seguito.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma il caso più grave è stato l’appello lanciato in marzo per chiedere la no-fly zone sulla Libia, cui è seguito come è noto, il terribile intervento armato di cui si tira il tragico bilancio nel precedente post di questo blog. Avaaz non si è pentita di quella iniziativa. Ancora oggi, dopo le migliaia di morti, le distruzioni, i saccheggi, le pulizie etniche, i terribili assedi di Sirte e di Bani Walid, continua a proclamare sul suo sito, alla voce “Pace”, che “il massacro libico è stato fermato” anche grazie all’aiuto del loro “milione di messaggi al Consiglio di Sicurezza”. Purtroppo non è improbabile che quel milione di firme abbia avuto una qualche influenza sulla decisione di Russia e Cina di astenersi sulla risoluzione 1973. E questa è una responsabilità molto grave dell’organizzazione, assai più che dei firmatari: i quali certamente, in larga misura, non avevano proprio immaginato che cosa ne sarebbe derivato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa possiamo concludere? Prima di tutto che è bene che chi di noi ha firmato qualcuna delle migliori petizioni di Avaaz non faccia poi l’errore di fare cieco affidamento sul suo nome per firmare qualunque cosa propongano. In secondo luogo, che non si faccia l’errore opposto, cioè di bocciare qualunque appello solo perché proviene da Avaaz. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La mentalità liberal americana è spesso generosa e creativa e ne possono nascere iniziative eccellenti. Altre volte può risultare dannosa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-2731746100541667761?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/2731746100541667761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/cose-avaaz-e-che-cosa-ce-sotto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2731746100541667761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2731746100541667761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/cose-avaaz-e-che-cosa-ce-sotto.html' title='Cos&apos;è Avaaz e che cosa c&apos;è sotto?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8475632418111269839</id><published>2011-10-15T23:00:00.004+02:00</published><updated>2011-10-23T19:15:11.138+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Illegittima, ingiusta, innecessaria: un'analisi complessiva della guerra di Libia</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mentre il dramma di Sirte e di Bani Walid si trascina nell’apparente indifferenza dell’opinione pubblica italiana e mondiale, mentre c’è chi si chiede se stiamo assistendo agli ultimi lampi di una guerra già finita o all’inizio di una lunga resistenza, è giunto il momento di dare una valutazione complessiva di quanto è accaduto fino adesso in Libia.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In molti, in troppi hanno creduto alla narrazione che ci è stata somministrata, ed è molto preoccupante e molto grave che la trama di menzogne e di inganni che è stata tessuta intorno a questa guerra sia stata così poco contestata. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La guerra di Libia, ci hanno detto, è stata necessaria, è stata legale, è stata giusta. Lo hanno proclamato innumerevoli prese di posizione occidentali, lo ha detto e ribadito James Cameron nel suo &lt;a href="http://www.newstatesman.com/politics/2011/08/arab-libyan-step-today-support"&gt;dichiarazione di vittoria&lt;/a&gt;&amp;nbsp;del 22 agosto. E’ stata necessaria, nelle sue parole, “perché Gheddafi stava per massacrare il suo popolo e quella strage di migliaia di innocenti è stata scongiurata.” E’ stata legittima, “perché abbiamo ottenuto una Risoluzione delle Nazioni Unite e abbiamo sempre agito secondo quella Risoluzione.” E’ stata giusta perché “il popolo libico si merita di decidere il proprio futuro”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questa è la narrazione che ci è stata somministrata, questa è, a quanto pare, la convinzione di Napolitano e questo è quello che tanti, spesso in buona fede, hanno creduto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma questa narrazione è un puro inganno. La verità è l’esatto contrario: questa guerra a) non è stata necessaria, b) non è stata legale, c) non è stata giusta. Esaminiamo i tre punti uno per uno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a) Non è stata “necessaria”, perché la situazione che si era creata in Cirenaica fra il 17 febbraio e il 17 marzo era molto diversa da come fu all’epoca rappresentata dai media. A differenza che in Egitto e in Tunisia, in Libia era in corso un’insurrezione armata. Nessuno può dire come sarebbe andata se gli insorti di Bengasi avessero seguito l’esempio dei loro fratelli egiziani e si fossero ferreamente attenuti ai metodi e agli strumenti nonviolenti. Certo è che la scelta di prendere le armi fra il 17 e il 19 febbraio non fu soltanto una sconfitta della nonviolenza, fu un atto che avrebbe messo a dura prova la temperanza e la moderazione di qualunque governo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fu smisurata, criminale e infame la reazione di Gheddafi? Così ci fu fatto credere allora. Gheddafi fu accusato di bombardare il suo popolo dal cielo, di tramare il genocidio, di perpetrare massacri indiscriminati. Come ha dimostrato Maximilian Forte (&lt;a href="http://www.counterpunch.org/2011/08/31/the-top-ten-myths-in-the-war-against-libya/"&gt;qui&lt;/a&gt;), la maggior parte di quelle accuse sarebbe poi risultata infondata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesso, per esempio, sappiamo che non era vero che Gheddafi avesse usato l’aviazione per bombardare gli insorti di Bengasi. Ma quella menzogna, diffusa su tutte le TV satellitari, fu presa per buona dal mondo intero, compreso (&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/02/rivoluzione-in-corso-in-questistante-3.html"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;) l’autore di questo blog. Quella menzogna era necessaria per pretendere la no-fly zone, ma quando essa fu smentita dalla stessa Nato, nessuno si curò del dettaglio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gheddafi non era uomo che potesse piacere a chiunque abbia a cuore la libertà. Era uomo di temperamento tirannico, pieno di sé, incline alla sopraffazione e stregato dalla voglia di comando, come lo sono tutti i dittatori. Basta guardare indietro in questo blog, per vedere quanto ci stesse simpatico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Proprio per questo si prestava bene ad essere demonizzato, attribuendogli intenti di sterminio indiscriminato, stupri selvaggi e biechi, arruolamenti di mercenari assetati di sangue. Come argomenta lo pseudo-Swift (Jonathan Swift, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;L’art du mensonge politique&lt;/i&gt;, Amsterdam, 1733), l’arte della menzogna politica esige che il falso abbia i crismi dell’attendibilità. Ci vuole qualcuno che non sia un angelo, per poterlo trasformare in un mostro. E’ certo che le forze di Gheddafi, prima e dopo l’intervento Nato, abbiano commesso violazioni gravi, ma si può mai credere che le vite salvate dalla guerra siano di più di quelle che ha spento? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fino al giorno del primo attacco aereo, i morti non erano stati più di qualche centinaio, di cui la maggior parte insorti in armi. Dopo l’intervento, nessuno sa quanta gente abbia perso la vita, fra civili inermi, insorti armati e militari dell’esercito. I ribelli hanno parlato di trentamila “martiri” nelle loro schiere. La cifra non è molto credibile, come tante delle loro proclamazioni, ma è difficile sperare che le vittime fra le due parti non si contino in molte migliaia. Un bel “salvataggio”, non c’è che dire. Se anche Gheddafi avesse avuto mano libera, è difficile immaginare che le morti e le distruzioni sarebbero state di questa portata. Sostenere che sia stata scongiurata “una strage di migliaia di innocenti” è quanto meno una pretesa&amp;nbsp;ardita. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se lo scopo, pertanto, era quello di “salvare vite umane”, questo intervento è clamorosamente fallito. In questa luce, appare davvero grottesco l’ardire di Nicholas Kristoff, quando inneggia allo “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;shining example of a successful humanitarian intervention&lt;/i&gt;” (International Herald Tribune, 2.9.2011), un “luminoso esempio di riuscito intervento umanitario”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tanto più che un intervento armato come questo non era certo l’unica soluzione possibile. Anzi, la situazione di Bengasi era quanto di più prossimo si possa immaginare alle condizioni ideali per un intervento di interposizione non armata: il 17 marzo, correvano cento chilometri fra gli insorti di Bengasi e le truppe di Gheddafi. Ma la dottrina militare corrente non ammette interventi d’interposizione non armata: non li studia, non li programma, non prevede fondi per renderli possibili. Forse a rendere “necessarie” certe guerre, è solo la cecità della dottrina militare corrente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma c’è di più. Se anche ammettessimo che fosse indispensabile l’intervento del 18 marzo, era proprio indispensabile continuare le ostilità senza un attimo di respiro dopo che Gheddafi aveva offerto il cessate il fuoco e l’apertura dei negoziati? Eppure lo fece molte volte. Ben pochi ricordano, per esempio, che il 10 aprile Gheddafi aveva pienamente accettato il piano di pace dell’Unione Africana che prevedeva il cessate il fuoco e l’immediata apertura di trattative per un processo di riforma costituzionale e libere elezioni. Fu un passaggio cruciale. Le potenze occidentali indussero il Consiglio Nazionale di Transizione a rifiutare e continuarono a bombardare per tutta la durata della visita della delegazione africana. Era necessario? Tutt’altro. Si poteva aprire la strada ad un autentico processo di pace. Sono state le potenze occidentali a non volerlo. Non certo per salvare vite umane: era “necessario” continuare la guerra solo per raggiungere il loro obiettivo strategico di sostituire il governo della Libia con un altro più prono ai loro voleri. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;b) Secondo punto. Davvero questa guerra è stata legale? L’intervento, ci vien detto, è stato autorizzato dalla&amp;nbsp;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/03/risoluzione-1973-2011-del-consiglio-di.html"&gt;risoluzione 1973&lt;/a&gt; del Consiglio di Sicurezza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi ha avuto la pazienza di esaminare quella risoluzione, non può non avere constatato quanto sia discutibile sotto molti profili. Abbiamo già argomentato su questo blog che essa non è conforme allo statuto dell’Onu, il quale prevede solo, nel mai applicato art. 47, interventi armati sotto comando Onu. Abbiamo argomentato che questa clausola è essenziale per garantire l’imparzialità degli interventi e la loro conformità all’interesse generale di salvaguardare la pace, piuttosto che all’interesse dei singoli paesi che prendono le armi. Questo dovrebbe essere un principio cardine della legalità internazionale. E invece è stato ripetutamente e apertamente calpestato proprio da quei paesi che sono intervenuti in Libia. Paesi che avevano già condotto in Kossovo, in Afghanistan e in Iraq, interventi violentissimi, privi di autorizzazione Onu e chiaramente finalizzati alla tutela dei loro interessi strategici.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ conforme a principi di legalità che chi si è reso responsabile di violazioni così gravi sia autorizzato ad un nuovo intervento militare? Ed è conforme ai più elementari principi di civiltà giuridica che si autorizzi una indeterminata pluralità di soggetti (qualsiasi “stato membro”) a ricorrere alla forza senza dettare alcuna regola precisa sul suo impiego, e senza prevedere alcuna forma di controllo e di sanzione per gli eventuali abusi? Chi verificherà mai quanti civili sono morti sotto le bombe della Nato o sotto il fuoco degli insorti? Chi giudicherà mai gli eventuali responsabili di crimini?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Al di là di ogni questione di legittimità formale, è difficile non vedere come una simile risoluzione sia in conflitto con i più elementari principi del diritto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se ce ne fosse bisogno, lo dimostra il solo fatto che la risoluzione stessa è stata gravemente violata, e in molti punti, senza nessuna conseguenza per i responsabili.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vediamo qualcuno di questi punti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;1) La risoluzione esprimeva nel preambolo la determinazione del Consiglio di Sicurezza “ad assicurare la protezione dei civili &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;e delle aree a popolazione civile&lt;/i&gt; [corsivo mio] e il passaggio rapido e senza ostacoli dell’assistenza umanitaria”. Nessuno ha protetto Tawargha, Bani Walid o la stessa Tripoli assediata, e a Sirte si è impedito a lungo perfino alla Croce Rossa l’accesso alla città, in violazione, s’intende, di tutte le convenzioni internazionali in materia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;2) Sempre nel preambolo, la risoluzione richiamava espressamente l’Alto Comitato ad hoc per &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt; istituito dall’Unione Africana il 10 marzo, che è proprio l’organo che visitò &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt;, sotto la guida del presidente sudafricano Jacob Zuma, il 10 aprile, quando &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; si rifiutò perfino di sospendere i bombardamenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;3) Al par. 1, la risoluzione richiedeva l’immediata adozione di un cessate il fuoco, cosa che sia &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; sia gli insorti hanno sempre rifiutato di accettare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;4) Al par. 2. metteva in primo piano l’esigenza di “facilitare il dialogo per approdare alle riforme politiche”, affidandolo ai buoni uffici dell’inviato speciale del Segretario Generale (di cui &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; si è sempre disinteressata) e al già citato Comitato ad hoc della UA. Dialogo pervicacemente rifiutato dal CNT e dalla Nato, al grido di “Gheddafi deve andarsene”. Inutile dire che un simile obiettivo non&amp;nbsp;era nemmeno lontanamente previsto dalla risoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;5) Il par. 4 autorizzava l’intervento aereo per “proteggere i civili e le aree a popolazione civile”. Questa è la clausola che è stata più gravemente calpestata. L’intervento è stato finalizzato di fatto al sostegno militare degli insorti, che, essendo armati, non si possono certo equiparare a civili: e quando questi hanno minacciato e colpito, come accade oggi a Sirte, civili e “aree a popolazione civile”, nulla è stato fatto per proteggerle. Eppure è ormai evidente che le milizie del CNT hanno compiuto molte e gravi violazioni dei diritti umani: come è stato denunciato, per esempio, dall’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati il 26 agosto (&lt;a href="http://www.unhcr.org/4e57d1cb9.html"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;), il 13 ottobre dal rapporto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.org/en/library/info/MDE19/036/2011/en"&gt;Detention Abuses Staining the New Libya&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di Amnesty International, o il giorno dopo da Mona Rishnawi, alto funzionario ONU per i diritti umani. Per non dire dei&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_14/cremonesi-sirte-%20_06536f5a-f62c-11e0-abf0-c6818ffd4921.shtml"&gt;saccheggi a mano armata&lt;/a&gt; denunciati da Lorenzo Cremonesi. Il fatto è che nessuno può sapere oggi esattamente quante e quali siano state le vittime civili direttamente causate dalle bombe della Nato e dal fuoco degli insorti. E’ probabile, si badi, che non siano innumerevoli. Per fortuna le grandi stragi deliberate nello stile della seconda guerra mondiale non sono più praticabili nel ventunesimo secolo. Ma è chiaro che fra i civili le vittime della Nato non sono state poche. Fra i casi più certi, per esempio, la &lt;a href="http://tribune.com.pk/story/168587/libya-buries-dead-imams-killed-in-nato-strike/"&gt;strage degli undici imam&lt;/a&gt; a Brega il 14 maggio;&amp;nbsp;la&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-13843798"&gt;strage di 15 civili&lt;/a&gt; a Sorman&amp;nbsp;il 19 giugno; la&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.presstv.ir/detail/186713.html"&gt;strage del mercato&lt;/a&gt; a Tawargha il 28 giugno; e la terribile &lt;a href="http://humanrightsinvestigations.org/2011/08/21/bombing-of-zlitan-by-the-raf/"&gt;strage di Zlitan&lt;/a&gt; il 9 agosto, in cui perirono 85 persone, di cui 33 bambini; mentre resta impossibile accertare quanti civili abbiano perso la vita nell’assedio di Tripoli e in quello di Sirte, sebbene si parli di centinaia. E’ certo per di più che in alcuni casi le forze Nato presero deliberatamente di mira dei civili. Valgano per tutti i due esempi del&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.reuters.com/article/2011/08/09/us-libya-nato-un-idUSTRE7786K020110809"&gt;bombardamento della televisione di stato libica&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;il 30 luglio (un crimine di guerra in violazione delle convenzioni di Ginevra, in part. art. 76, protocollo 1, Quarta Convenzione, nonché della risoluzione Onu 1738), e del bombardamento della casa del figlio di Gheddafi Saif al-Arab il 30 aprile (&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/il-generale-charles-bouchard-si-rende.html"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;), in cui trovarono la morte tre bambini sotto i tre anni. Sostenere che in entrambi i casi si stavano proteggendo i civili, nel colpire i centri di controllo delle operazioni a loro danno, è davvero un’interpretazione molto ardita. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma la cosa più grave, forse, è proprio il fatto che nessuno, oggi, può sapere quante siano state le vittime e i danni causati da una parte e dall’altra. Che non sia stato previsto un apparato di controllo che potesse almeno accertare le eventuali violazioni. Sono stati compiuti delitti, anche da parte di chi avrebbe dovuto impedirli: e nessuno potrà mai accertarli, giudicarli e sanzionarli. Chi chiama questo “legalità”, ha una strana concezione della legge.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;6) Al par. 5, la risoluzione “riconosce l’importante ruolo della Lega degli Stati Arabi”. Dopo che questa, pochi giorni dopo l’intervento, si permise di criticarne le modalità, se ne è sentito parlare molto poco.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;7) Al par. 16, si prescrive di “impedire l’accesso di personale mercenario armato alla Jamahiriya Araba di Libia”. E’ noto che le potenze intervenute hanno invece inviato mercenari in territorio libico. Tre di questi, di nazionalità italiana, sono stati arrestati e successivamente rilasciati dalle forze governative. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;8) Al par. 25 il Consiglio di Sicurezza esorta tutti gli stati a segnalare al Comitato per le sanzioni e ad un apposito Comitato di Esperti, gli eventuali “episodi di mancata ottemperanza” alla risoluzione. Evidentemente nessuno ha segnalato le violazioni di cui sopra, poiché la successiva&amp;nbsp;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2009-2011-sulla-libia.html"&gt;risoluzione 2009&lt;/a&gt; del 16 settembre, non ne fa alcuna menzione e anzi conferma a tempo indeterminato la missione. Quest’ultima risoluzione è stata adottata mentre erano in corso gli assedi di Sirte e di Bani Walid, ma essa si astiene clamorosamente dal farvi alcun riferimento. La “protezione dei civili” non era più così “necessaria”? E’ lecito concludere che non è esistito nessun meccanismo capace di garantire il rispetto di quanto statuito, nel discutibile modo che si è detto, dallo stesso Consiglio di Sicurezza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Davanti a tutto questo, la pretesa di Cameron di aver “sempre agito secondo quella risoluzione” ha un sapore di aperta sfacciataggine. Sostenere che l’intervento in Libia sia stato “legale” è semplicemente inverosimile. Come appare patetico chi oggi si scandalizza se Russia e Cina si rifiutano di votare una risoluzione sulla Siria, visto il rischio che sia poi travalicata. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;c) Nonostante tutto questo, c’è chi vorrà sostenere che questa guerra, in fin dei conti è stata “giusta”, perché, come ha detto Cameron, “i libici si meritano il diritto di decidere il proprio futuro”, cioè perché è stato rimosso il dittatore che glielo impediva.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Spicca fra tutto, a questo proposito, il roboante peana con cui Bernard-Henri Levy celebrava in agosto la caduta di Tripoli (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Corriere della sera, &lt;/i&gt;23.8.2011): “Che cosa muore? Un’antica concezione della sovranità per cui tutti i crimini sono leciti purché abbiano luogo all’interno dei confini di un determinato Stato. Che cosa nasce? L’idea di un’universalità dei diritti che non sia più solo un pio desiderio, ma un obbligo vincolante per tutti coloro che credono seriamente nell’unità del genere umano e nella virtù del diritto d’ingerenza, che ne è il corollario.” &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Peccato che il “diritto d’ingerenza” sia categoricamente escluso dal diritto internazionale vigente, nel suo spirito e nella sua lettera. E non in virtù di “un’antica concezione della sovranità”, ma in virtù di una modernissima concezione dei rapporti internazionali, discendente da Erasmo, da Kant e da quel cosmopolitismo occidentale a cui Levy artatamente finge di ispirarsi, che condanna il ricorso alle armi nei rapporti fra stati poiché è capace di coltivare l’idea di un mondo libero dalle guerre e deciso a regolare senza violenza i rapporti politici e umani a tutti i livelli. Noi crediamo davvero nell’unità del genere umano. E proprio per questo non crediamo affatto nel diritto d’ingerenza, che non ne è in alcun modo il corollario. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Teorizzare un presunto “diritto d’ingerenza” significa, in pratica, attribuire ad alcuni stati, le maggiori potenze militari, il potere di giudicare il governo di qualunque stato sia più debole di loro, condannare quel governo senza alcun processo, ed eseguire la sentenza aggredendolo a mano armata per sopprimerlo. E’ improbabile che con questo si imponga la giustizia. E’ più facile che prevalgano gli interessi dei più forti. Levy predica la legge del più forte, fingendo di illudersi che il più forte sia anche il più giusto. “L’universalità dei diritti” imposta con le armi è un bruciante oltraggio all’unità del genere umano: il quale “si merita” un ordinamento planetario savio, equo, condiviso, fondato innanzitutto sulla legittimità e sul ripudio della violenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si doveva dunque ignorare e lasciare inascoltato il grido di libertà che, nel bene e nel male, si era levato a Bengasi, echeggiando quelli di Tunisi e del Cairo? No di certo. Bastava fare quello che indicava la risoluzione ONU: perseguire l’obiettivo di un cessate il fuoco e di un dialogo che portasse semplicemente ad elezioni libere, regolari e generali.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non sarebbe stato savio, prima di riconoscere il CNT, accertare quanti libici fossero pronti a conferire a questo organismo autoproclamato il potere di decidere il loro futuro? C’era forse da temere che con Gheddafi al potere, le elezioni non fossero libere? Ma non è forse più ragionevole presumere che con una trattativa condotta in quelle condizioni, e con la collaborazione piena di tutti i membri del Consiglio di sicurezza, si sarebbe potuto ottenere un controllo internazionale molto efficace? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesso, prima o poi, i libici avranno delle elezioni organizzate e guidate da un organismo non eletto, che ha già dimostrato tutte le intenzioni di tenersi ben stretto il potere. Quanti fossero o siano i libici che volevano Gheddafi, nessuno potrà più saperlo, anche se è evidente che non erano pochi: difficilmente avranno la possibilità di esprimere le loro ragioni, come auspica beatamente la risoluzione 2009, parlando di un processo “inclusivo”. Il controllo internazionale sarà facilmente qualcosa di simile a quello che abbiamo visto in Iraq o in Afghanistan, dove se si parla delle prime elezioni successive al conflitto, tutti scoppiano a ridere alla parola “regolarità”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Purtroppo, la cosa più probabile è che i libici si ritrovino un governo che non sarà più indipendente dall’Occidente di quanto lo fossero quelli di Mubarak e di Ben Ali. Come ha detto Sergio Romano, che non è esattamente un estremista, questa è stata una guerra “neocoloniale”. E’ difficile dubitarne, assistendo in questi giorni allo spettacolo della corsa dei vincitori al petrolio e alle altre risorse energetiche. Il diritto del popolo libico di decidere il proprio futuro è gravato da pesantissime ipoteche. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se c’è una lezione che si può ricavare da questa guerra così peculiarmente “legittima” è la stessa che si doveva ricavare dalle guerre del Golfo, del Kossovo, d’Iraq e d’Afghanistan. Il mondo ha pressante bisogno di un nuovo ordinamento internazionale, che torni a coltivare con nuovi strumenti il grande sogno del superamento della guerra, quello che ispirò a suo tempo la creazione dell’Onu.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarebbe ora che tutti quelli che nel mondo hanno a cuore la pace si decidessero a mettere al primo posto la ferma rivendicazione di un nuovo diritto planetario, fondato sulla rappresentatività, la legittimazione, la limitazione del potere dei più forti attraverso un sistema di regole solide, eque e condivise, un ordinamento che abbia la forza di garantire il rispetto della legalità e di un nocciolo di principi fondanti riconosciuti e rispettati da tutti. Non un onnipotente governo mondiale, ma un nuovo patto fra gli stati e fra i popoli, che somigli finalmente ad un’autentica costituzione del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se vogliamo sul serio che le guerre finiscano, questo è, oggi, l’obiettivo da mettere al centro. Non è una battaglia impossibile. Avrebbe molti potenti alleati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8475632418111269839?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8475632418111269839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ne-necessaria-ne-legittima-ne-giusta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8475632418111269839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8475632418111269839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ne-necessaria-ne-legittima-ne-giusta.html' title='Illegittima, ingiusta, innecessaria: un&apos;analisi complessiva della guerra di Libia'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7470734978797302005</id><published>2011-10-14T19:11:00.005+02:00</published><updated>2011-10-19T18:02:13.182+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Per il 4 novembre del 2011</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Be afraid. Remember.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(commemorando &lt;personname productid="la Grande Guerra" w:st="on"&gt;la Grande Guerra&lt;/personname&gt;)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le guerre finiranno, è sicuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Apparterrà al passato, c’è poco da fare,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;questo darsi un nemico da sconfiggere,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;questo credersi in diritto di ammazzare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Verrà un futuro in cui tutte le guerre&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;saranno favola di tempi lontani.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ciò che ignoriamo è&amp;nbsp;se in quel futuro&lt;br /&gt;il tenero sguardo del sole&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;vedrà ancora vivi degli esseri umani.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricordati, uomo, ricordati, donna&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;le stragi che videro i padri e le madri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Davanti a tutto quello che non dura&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;coltiva per sempre questa memoria. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricordati. Abbi paura.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Al poeta corrucciato Peppe Sini,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;per il 4 novembre 2011. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 2;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Alberto Cacopardo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 2;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7470734978797302005?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7470734978797302005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/per-il-4-novembre-del-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7470734978797302005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7470734978797302005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/per-il-4-novembre-del-2011.html' title='Per il 4 novembre del 2011'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-3599853501170473669</id><published>2011-10-11T19:04:00.003+02:00</published><updated>2011-10-13T17:05:44.285+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Cosa fare per la Siria?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;La sede di Padova del Movimento Internazionale per &lt;personname productid="la Riconciliazione" w:st="on"&gt;la Riconciliazione&lt;/personname&gt; (MIR) ha inviato al Ministro&amp;nbsp;degli Esteri un appello sulla situazione siriana. Lodevolissimo l'intento di richiamare l'attenzione su un episodio terribile e di "fare qualcosa" in merito. Molto discutibile la scelta di un'iniziativa come questa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Qui di seguito, il messaggio che ho trasmesso alla lista Pace di Peacelink, in risposta alla comunicazione di Sergio Bergami in materia. In calce il testo dell'appello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Ho serissimi dubbi su un appello come questo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;1) perché è indirizzato al governo italiano, che proprio in questo momento si sta rendendo corresponsabile in Libia di crimini la cui esatta entità è a tutti impedito di conoscere e che sono probabilmente ancor più gravi di quelli commessi dal governo siriano. Appellarsi al governo italiano perché faccia alcunché contro Assad significa fingere di non vedere le sue gravissime responsabilità in Libia. Non si erige&amp;nbsp;un malfattore&amp;nbsp;a giudice di&amp;nbsp;un altro malfattore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;2) &lt;personname productid="la Siria" w:st="on"&gt;la Siria&lt;/personname&gt; non ha aderito allo Statuto di Roma, cioè il trattato istitutivo del Tribunale Penale Internazionale. A termini di tale Statuto, c'è una sola autorità che possa deferire&amp;nbsp; al TPI un cittadino di paese non aderente, e questa è il Consiglio di Sicurezza ONU. Faccio presente che questa clausola getta una grave ombra sulla legittimazione di quel Tribunale, poiché sottrae irrimediabilmente alla sua giurisdizione i paesi non aderenti che hanno diritto di veto in Consiglio di Sicurezza, come gli Stati Uniti e &lt;personname productid="la Cina. Il" w:st="on"&gt;la Cina. Il&lt;/personname&gt; TPI consacra nel diritto internazionale il principio che la legge NON è uguale per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;In ogni caso, nulla può fare il governo italiano in questo senso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Questo non vuol dire che non si debba far nulla per &lt;personname productid="la Siria. Quello" w:st="on"&gt;la Siria. Quello&lt;/personname&gt; che dico&amp;nbsp;è che non si deve riconoscere a governi che hanno commesso e stanno commettendo gravissime violazioni del diritto e della giustizia, l'autorità di giudicare altri paesi e sanzionarli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Invito pertanto Sergio Bergami a sottoporre queste considerazioni agli amici del MIR di Padova, perché sono certo che non li lasceranno insensibili e spero che servano ad aprire una riflessione su cosa si possa fare per &lt;personname productid="la Siria. Per" w:st="on"&gt;la Siria. Per&lt;/personname&gt; esempio un appello internazionale dei movimenti al governo siriano?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Cordialmente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Alberto Cacopardo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;L’appello del MIR di Padova:&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Egregio Sig. Ministro, a metà settembre circa, i media internazionali hanno comunicato la notizia che Ghiat Matar, definito il Gandhi siriano, è morto a seguito delle torture subite in carcere ad opera delle forze di sicurezza siriane. Dopo tre giorni di detenzione il suo corpo – sul quale in un video si scorge un profondo taglio dal petto fino all’inguine – è stato consegnato ai parenti e alla giovane moglie che aspetta un figlio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ghiat Matar, giovane di 26 anni di Daraya sobborgo di Damasco, era uno dei promotori delle manifestazioni nonviolente contro il regime ed era stato il primo a proporre l’idea di affrontare le forze di sicurezza con fiori in mano.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Secondo Amnesty International almeno 88 persone sono “morte in detenzione” in Siria da Aprile a metà Agosto tra cui 10 bambini. In almeno 52 casi ci sono prove di torture o maltrattamenti che hanno contribuito alla loro morte.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Neil Sammonds, ricercatore di Amnesty International che si occupa di Siria, ha affermato che “i resoconti di torture che abbiamo ricevuto sono orribili” ed è giunto alla conclusione che “il governo siriano stia perseguitando il suo popolo massicciamente e su vasta scala”. Per tale motivo egli ritiene che la situazione includa “crimini contro l’umanità” da sottoporre alla Corte penale internazionale.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Queste affermazioni sono confermate dal fatto che l’ONU ha stimato in più di 2600 le vittime in Siria dal momento in cui sono iniziate le manifestazioni pro-democrazia.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;In considerazione del fatto che tutti gli appelli e le molteplici iniziative di pressione rivolte al governo siriano non hanno sortito alcun effetto, riteniamo sia ormai necessario intraprendere senza ulteriori ritardi un azione più decisa e più forte.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Chiediamo pertanto che il Governo italiano:&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;1)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; sospenda temporaneamente tutti i rapporti economici e commerciali con il governo siriano;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;2)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; chieda l’avvio di una istruttoria da parte della Corte penale internazionale per verificare se la situazione in Siria configuri la sussistenza di “crimini contro l’umanità”;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;3)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;si adoperi perché le due summenzionate iniziative vengano fatte proprie da tutte le Organizzazioni internazionali e regionali di cui fa parte, in primo luogo dalle istituzioni dell’ Unione Europea.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-3599853501170473669?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/3599853501170473669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/cosa-fare-per-la-siria.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/3599853501170473669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/3599853501170473669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/cosa-fare-per-la-siria.html' title='Cosa fare per la Siria?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-2743212131275022471</id><published>2011-10-01T18:57:00.006+02:00</published><updated>2011-11-05T13:37:32.987+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Risoluzione ONU 2009 (2011) sulla Libia</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Segnaliamo ai tanti che non se ne sono accorti che il 16 settembre scorso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una terza risoluzione sulla situazione libica.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;[VEDI ANCHE LA TRADUZIONE ITALIANA DELLA &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2016-2011-del-27.html"&gt;RISOLUZIONE 2016&lt;/a&gt; DEL 27 OTTOBRE]&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La risoluzione 2009 (2011) è stata tradotta in italiano dall'Unric (United Nations Regional Information Centre) di Bruxelles ed è reperibile a &lt;a href="http://www.unric.org/it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;layout=blog&amp;amp;id=41"&gt;questo link&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;anche se mancano, chissà perché, gli ultimi due articoli, 22 e 23.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La risoluzione&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- riconosce di fatto il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) come legittimo governo della Libia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- istituisce, sotto il controllo del Segretario generale, una nuova missione ONU armata con armi leggere (UNSMIL, United Nations Support Mission in Libya), con il compito di assistere le "autorità libiche" nel processo di transizione verso elezioni “libere e regolari” e una nuova costituzione. La risoluzione insiste ripetutamente sul carattere "inclusivo" di tale processo politico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- autorizza la fornitura di armi "di tutti i tipi" al CNT&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- alleggerisce sostanzialmente il blocco dei fondi libici all'estero a favore delle nuove "autorità libiche"&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- riconferma sia &lt;personname productid="la No Fly" w:st="on"&gt;la No Fly&lt;/personname&gt; Zone, sia l'autorizzazione all'intervento aereo armato del par. 4 della Risoluzione 1973 (2011)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- mette fine all'interdizione ai voli da e per &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- tace completamente sulle flagranti violazioni della risoluzione 1973 compiute dai paesi intervenuti e dal CNT&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- condanna tuttavia nella premessa tutte le violazioni dei diritti umani, "in particolare contro migranti africani" e minoranze&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;- tace completamente sull'assedio di Sirte e si astiene clamorosamente dall'invocare il cessate il fuoco o la tutela dei civili in quel contesto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'originale della risoluzione 2009 è consultabile a &lt;a href="http://www.un.org/News/Press/docs/2011/sc10389.doc.htm"&gt;questo link&lt;/a&gt;, dove si trovano anche le sintesi degli interventi alla seduta del Consiglio di Sicurezza, fra cui segnalo in particolare quelli della Russia, della Germania e soprattutto del Sudafrica, che ci dovrebbe spiegare perché mai, viste le sue osservazioni, non si è almeno astenuto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I paragrafi 22 e 23, omessi nella traduzione Unric, così recitano:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“22. [Il Consiglio di Sicurezza] &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Richiede&lt;/i&gt; al Segretario Generale di riferire sull’attuazione di questa risoluzione entro 14 giorni dall’adozione e successivamente ogni mese, o con maggior frequenza se lo riterrà opportuno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;23. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Delibera&lt;/i&gt; di rimanere attivamente investito della questione.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricordo che quest’ultima formula conclusiva, rituale in molte risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, impedisce all’Assemblea Generale, ai sensi dell’art. 12 dello Statuto delle Nazioni Unite, di esprimersi sulla questione. Se non ci fosse stata questa clausola, l'Assemblea Generale ONU recentemente convocata avrebbe potuto prendere una posizione, che certamente non sarebbe stata così acquiescente, sulle modalità dell'intervento in Libia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;VEDI ANCHE:&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/ne-necessaria-ne-legittima-ne-giusta.html"&gt;Illegittima, ingiusta, innecessaria: un'analisi complessiva della guerra di Libia&lt;/a&gt;&amp;nbsp;- 15.10.11﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;[tags: Risoluzione 2009 del Consiglio di Sicurezza; testo completo risoluzione del 16 settembre sulla Libia; testo integrale; traduzione italiana; ultima risoluzione Libia; terza risoluzione ONU Libia]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-2743212131275022471?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/2743212131275022471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2009-2011-sulla-libia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2743212131275022471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2743212131275022471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2009-2011-sulla-libia.html' title='Risoluzione ONU 2009 (2011) sulla Libia'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4958818041846107965</id><published>2011-08-05T11:02:00.006+02:00</published><updated>2011-10-14T19:19:09.798+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Trichet l’ha fatta grossa per davvero (con due note in più)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non poteva fare peggio. Quando ieri alle 14.45 il presidente uscente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet ha preso la parola davanti alla stampa internazionale, era chiaro ed evidente che l’unica cosa che potesse arrestare l’alluvione di vendite speculative allo scoperto sui titoli italiani era l’annuncio dell’intento di acquistare il debito sovrano italiano e spagnolo da parte della BCE. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si badi bene: nella situazione di tensione spasmodica che si era creata, sarebbe bastato l’annuncio, un vago cenno interpretabile in quel senso, per rendere potenzialmente superfluo l’intervento stesso. Chi si era sbilanciato si sarebbe precipitato a ricoprirsi e le acque si sarebbero, almeno momentaneamente, calmate.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa ha fatto Trichet? L’esatto contrario. Ha invitato l’Italia ad anticipare il pareggio di bilancio, come se non sapesse che è proprio il vertiginoso aumento dei tassi causato dalle vendite allo scoperto a causare l’irrecuperabilità del deficit e non certo il contrario. Dopodiché ha annunciato l’intento di acquistare i titoli irlandesi e portoghesi, escludendo quelli italiani e spagnoli: proprio quelli che erano in quegli attimi nell’occhio del ciclone, dopo che il disastroso discorso di Berlusconi in parlamento mercoledì sera aveva dato il via libera ai ribassisti, che erano rimasti col fiato sospeso nella fase mattutina di apertura, proprio in vista di un possibile intervento di Francoforte, e che già da qualche ora si stavano preparando a tornare all’attacco.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Trichet ha fatto proprio l’unica cosa che non bisognava fare, sapendo benissimo che le banche italiane che erano in quel momento sotto attacco si erano caricate da mesi di una montagna di titoli italiani, scommettendo che non ci sarà un default che non avrebbe alcuna ragion d’essere se non quegli attacchi speculativi dei mercati che Trichet stesso, con le sue sconsiderate parole, si stava dedicando a incoraggiare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’effetto è stato devastante: lo spread sui Bund è risalito verso i 400 punti, tutte le borse del mondo si sono tuffate al ribasso, Milano ha chiuso a -5,16 e il Dow Jones a -4,31.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;C’è chi fa sbagli che costano un euro, c’è chi fa sbagli che ne costano cento, c’è chi fa sbagli che ne costano centinaia di milioni. C’è il rischio che a pagare questo piccolo sbaglio di Trichet siano cinquantotto milioni di italiani: non certo quel signore che lo ha fatto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il quale, proprio negli istanti in cui scrivo queste righe, si è precipitato a tentare di mettere rimedio. &lt;personname productid="La BCE" w:st="on"&gt;La BCE&lt;/personname&gt; ha appena fatto marcia indietro, “non escludendo” l’intervento su Italia e Spagna. A metà mattinata del 5 di agosto, le quotazioni dei BTP stanno galleggiando caoticamente intorno alla chiusura di ieri, Piazza Affari boccheggia tentando un recupero, Banca Intesa ha riguadagnato un 4% dopo il 10% perso ieri e l’Italia, nave senza nocchiero in gran tempesta, sta a guardare con occhi allucinati chi verrà a fare il prossimo piccolo sbaglio capace di farla affondare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Post scriptum&lt;/em&gt; - 6 agosto. Naturalmente chi segue questo blog avrà capito che io non penso affatto che Trichet abbia fatto un piccolo sbaglio. Trichet è uno sbaglio vivente. E' un esecutore meticoloso e cieco dell'ottenebrato Vangelo Neoliberista. Come tanti altri. Solo che è in grado di fare più danno. Infatti lo sta facendo. Adesso è chiaro che quella dell'altro ieri non è stata certo una svista. Trichet, con tutti i suoi &lt;em&gt;compadres&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;intendeva ricattare l'Italia per costringela ad un altro pacchetto di misure destinate, nell'immediato, a placare i mercati, raffreddare i tassi e&amp;nbsp;contenere la spesa per interessi, nel breve-medio termine a portare un danno enorme al benessere e alla serenità degli italiani. Si poteva ottenere lo stesso risultato immediato semplicemente deliberando una massiccia immissione di liquidità non condizionata ad ulteriori cattiverie. Invece Trichet, un signore che nessuno ha eletto, si è comportato da autentico despota, imponendo a governi e parlamenti quelle discutibili scelte politiche che la sua tracotante cecità lo induce ciecamente a preferire. Fra queste, la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio si distingue per la sua idiozia. &lt;br /&gt;Il guaio è che Trichet non è certo solo. Anzi, è soltanto una rotella in una macchina molto più grande di lui. Questa macchina sta sfuggendo a ogni controllo, sta diventando una bestia selvaggia che nessuno è in condizione di fermare. Finché non sarà di nuovo&amp;nbsp;addomesticata, tutti quanti saremo in pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;P.P.S.&lt;/em&gt; -&amp;nbsp;6 agosto. Vale la pena di aggiungere una notarella, tanto per indicare quale guerra si sta combattendo nelle ombre in cui si muovono i Potenti dei Mercati.&amp;nbsp;Da indiscrezioni lasciate trapelare ad arte a certa stampa, si apprende che ad arginare la frana dell'Italia il 5 agosto non è stata la BCE, ma la Banca d'Italia che, per la prima volta in assoluto da quando esiste l'euro, ha messo in campo una sventagliata di operazioni di mercato aperto indipendenti dalla BCE, acquistando titoli del debito italiano in base al programma "Emergency Liquidity Assistance", allo scopo di contrastare la speculazione al ribasso. Si apprende anche che nel consiglio BCE di giovedì i due membri tedeschi Jens Weidman e Juergen Stark, quello olandese Klaas Knot e forse il lussemburghese Yves Mersch hanno votato contro gli interventi su Irlanda e&amp;nbsp;Portogallo, che sono stati deliberati a maggioranza. Quest'ultimo è un segnale quanto mai preoccupante. Trichet si è trovato fra due fuochi, i tedeschi da una parte, Draghi dall'altra. Fra i Potenti che agiscono nell'ombra c'è chi è ancora più temibile di lui.&amp;nbsp;E' chiaro che in terra teutonica c'è chi sogna un&amp;nbsp;euro biondo, puro&amp;nbsp;e invincibile come Sigfrido, liberato dalle pastoie mediterranee.&amp;nbsp;Chi avrà la meglio in questo tenebroso scontro fra titani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4958818041846107965?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4958818041846107965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/08/trichet-lha-fatta-grossa-per-davvero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4958818041846107965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4958818041846107965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/08/trichet-lha-fatta-grossa-per-davvero.html' title='Trichet l’ha fatta grossa per davvero (con due note in più)'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7005361671159236489</id><published>2011-08-01T01:06:00.003+02:00</published><updated>2011-08-02T23:09:24.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Una legge elettorale anti-casta? Ma non fateci ridere!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Una legge elettorale anti-casta: parlamentari non più nominati, ma eletti con il sistema dei collegi uninominali a doppio turno con un recupero proporzionale”. Così, il 27 luglio scorso,&amp;nbsp;un grande&amp;nbsp;quotidiano italiano&lt;personname productid="la Repubblica" w:st="on"&gt;&lt;/personname&gt;&amp;nbsp;descriveva la proposta di legge elettorale del Partito Democratico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fra le tante fandonie che ci tocca leggere e sentire sui media, questa è davvero una delle più colossali. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Una legge anti-casta? Il concetto di “parlamentari nominati” è un’iperbole riferita&amp;nbsp;al fatto che, nell’attuale sistema elettorale, gli elettori non possono scegliere fra i candidati presentati dai partiti, i quali sono elencati in una lista “bloccata” ed eletti secondo il numero d’ordine stabilito dai partiti stessi. In pratica, gli elettori decidono quanti seggi andranno a ciascuna lista, i partiti decidono chi li occuperà.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Con un sistema uninominale, invece, ciascun partito presenta un unico candidato e gli elettori non hanno altra possibilità di scelta che indicare quale partito preferiscono e, di conseguenza, a quale candidato dare il voto. Sostenere che questo sia un voto “alle persone”, anziché ai partiti, è un’autentica assurdità. Se io ho idee politiche abbastanza vaghe o eterodosse da non saper bene quale partito preferisco (o detesto di meno), allora potrò scegliere fra due o tre candidati di partiti affini, per esempio dell’IdV o del PD o di SEL (i vendoliani). Ma il mio margine di autonomia sarà pur sempre limitato alla scelta fra candidati selezionati dagli apparati, il cui comportamento in parlamento sarà determinato, nella stragrande maggioranza dei casi, dal partito che li ha selezionati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un sistema uninominale, insomma, è un sistema in cui, per definizione, i parlamentari sono &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;interamente&lt;/i&gt; nominati dai partiti. Con questo peggioramento rispetto all’attuale Porcellum: che mentre oggi il voto degli elettori determina almeno in modo piuttosto preciso quanti seggi andranno a ciascun partito, con un sistema uninominale anche questo elemento non deriva più direttamente dalle scelte dei votanti, ma dipende dalla distribuzione territoriale delle loro preferenze, cioè, in larga misura, dal caso. E’ così che è potuto accadere che nessun governo prodotto dai parlamenti eletti con l’uninominale nell’Italia repubblicana abbia mai avuto a proprio favore la maggioranza degli elettori (quest’ultimo è un dato di fatto ignoto ai più, ma chiunque può verificare che è vero). &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il doppio turno, poi, non rimedia a nessuna di queste gravissime carenze. Anzi, obbliga i partiti ad una contrattazione occulta in base alla quale, con il gioco delle desistenze reciproche, si determina l’effetiva composizione del parlamento alle spalle della volontà degli elettori. Il PD dà i suoi voti a Di Pietro in Abbruzzo se Di Pietro dà i suoi voti al PD in Campania, e così via. Tutto il potere alle segreterie nazionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Naturalmente ci sarà chi obietta: ma noi lo correggiamo con le primarie! Bravi. Le primarie sono un procedimento di diritto privato, un affare interno dei partiti che sono perfettamente liberi di farne a meno. Non solo: se applicate a centinaia di seggi uninominali, vedrebbero certamente una partecipazione nell’ordine, al massimo, di un decimo degli elettori del partito interessato, quelli più direttamente controllabili dagli apparati. Avremmo dunque, nel migliore dei casi, una ristretta minoranza che decide per tutti gli altri. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è certo in questo modo che si limita il potere della “casta”. In favore dei sistemi uninominali, o dei sistemi maggioritari in generale, si possono argomentare tante cose, anche se tutte, a mio parere, altamente discutibili. Ma spacciarli per una “legge elettorale anti-casta”, questo no. Non fateci ridere, questa è davvero una fandonia colossale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7005361671159236489?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7005361671159236489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/08/una-legge-elettorale-anti-casta-ma-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7005361671159236489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7005361671159236489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/08/una-legge-elettorale-anti-casta-ma-non.html' title='Una legge elettorale anti-casta? Ma non fateci ridere!'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8240905005078540326</id><published>2011-07-23T18:49:00.005+02:00</published><updated>2011-07-25T00:45:12.000+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>L’amore conta…</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’amore conta i minuti / l’amore conta i battiti nel sangue / l’amore conta i mari &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;/ l’amore conta i sepali dei fiori / l’amore conta i posti alla sua tavola / l’amore conta i morti uno per uno… &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;L’amore conta i minuti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i battiti nel sangue&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i mari&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i sepali dei fiori&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i posti alla sua tavola&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i morti uno per uno&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i fulmini&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i tuffi del respiro&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta gli atomi alle stelle&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i granuli di polline&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i colpi del tamburo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta tutte le ferite&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta angeli al suo seguito&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore tiene il conto dei propositi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i passi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i peli sulla lingua&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta vittime &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i segni sulla pagina&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta il corso dei satelliti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i secoli di storia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i brividi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i chicchi a tutti i grappoli&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i lumi che si accendono&lt;br /&gt;l'amore conta lame nelle viscere&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta il peso delle nuvole&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta colpi di vertigine&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l'amore conta i palpiti del cielo&lt;br /&gt;l’amore conta gl’incubi ai colpevoli&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i calcoli&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta il rombo dei motori&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta sulla tua inquietudine&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta virgole&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta incendi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta navi nelle tenebre&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i passi degli eserciti&lt;br /&gt;conta le cariche alla polizia&lt;br /&gt;l’amore conta i calici&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta i fuochi del pensiero&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore tiene i conti alle galassie&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta favole&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta zero&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta quanto conta un attimo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;quanto un canto che nessuno può sentire&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta al vento&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’amore conta al vento il suo mistero. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;© Alberto Cacopardo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Per favore, non copiate altrove questa cosa, anche perché è ancora incompiuta. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Se proprio ci tenete, mettete un link a questa pagina. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8240905005078540326?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8240905005078540326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/lamore-conta.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8240905005078540326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8240905005078540326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/lamore-conta.html' title='L’amore conta…'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8960920636770217137</id><published>2011-07-22T03:45:00.002+02:00</published><updated>2011-07-22T05:44:12.807+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>A proposito di Moloch - L’abbagliante fatiscenza del marxismo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Riporto in copia/incolla un recente dialogo via e-mail sulla natura di Moloch e sull’abbagliante fatiscenza del marxismo.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;From:&lt;/b&gt; Lorenzo Dellacorte &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;To:&lt;/b&gt; fori-sociali@yahoogroups.com &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Sent:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; Monday, July 11, 2011 1:59 PM&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;Subject:&lt;/b&gt; [pace] Bruttissimi presagi e memoria cortissima&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'amara "medicina" che la lobby finanziaria internazionale ha da tempo pronta per l'Italia e vorrebbe somministrare al popolo italiano sotto un gaulatier di centro-sinistra perchè sarebbe l'unico in grado di&amp;nbsp;sterilizzare eventuali proteste e sollevamenti si sta avvicinando a grandi passi. Un bruttissimo presagio è la chiamata in Israele di Bersani (da anni i candidati alla conduzione politica dell'Italia sono controllati e convalidati dal regime di Israele a nome e per conto delle lobbies finanziarie a loro riconducibili), un atto di vassallaggio che umilia l'Italia, e pone il centro sinistra nel solco degli ultimi governi della ex-sinistra&amp;nbsp;guerrafondai (il bombardiere D'Alema) e carnefici dei lavoratori come Prodi con l'introduzione dell'arma letale del precariato. Eppure tutto questo sembra dimenticato, una sottile e vana euforia spinge questo popolo verso i prossimi loro kapò, incapaci di fondare su se stessi una qualsiasi forma di alternativa democratica si fanno frustare e lapidare dai soliti aguzzini patentati avita, una volta di destra e una volta di sinistra. Eppure il "nemico" non è stato mai così chiaro e soprattutto così universale: la lobby finanziaria, risultato matematico del capitalismo e della caduta tendenziale del saggio del profitto, non risparmia nessuno pur di salvaguardare i suoi profitti, attraverso il debito ed i suoi strumenti di regolazione tiene in pugno gli stati e le loro classi politiche, decide la caduta o la permanenza di un politico od altro, aggredisce una nazione libera con ricole menzogne con le armi o la depreda come &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt; dei suoi beni e dei redditi dei suoi cittadini! Ora investito ed addrestato da Israele torna in Italia il campione del precariato (era ministro del famigerato governo Prodi) e delle liberalizzazzioni. Il suo malefico programma lo ha già preannunciato insieme al&amp;nbsp;ventriloquio Casini: questa finanziaria non è sufficiente, occorre liberalizzare, liberalizzare,&amp;nbsp;una formula che noin serve nemmeno in ambito capitalista: accelera la concentrazione, aumenta la disoccupazione e la mortalità (basta vedere gli Stati Uniti, il loro modello) assimila l'umanità alla putrefazione lenta ed inesorabile del modo di produzione capiotalista.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;_____________________________&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;Da:&lt;/b&gt; Alberto Cacopardo&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A:&lt;/b&gt; pace@peacelink.it&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; Martedì 12 Luglio 2011 17:27&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Oggetto:&lt;/b&gt; Re: [pace] Bruttissimi presagi e memoria cortissima&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Caro Lorenzo,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;vorrei farti presente che quando dici che la "lobby finanziaria" è "il risultato matematico del capitalismo" dici proprio quello che lorsignori ti vogliono sentir dire. Identificando con il "capitalismo" in quanto tale&amp;nbsp;il diabolico sistema di transazioni finanziarie internazionali&amp;nbsp;costruito ad arte dalla destra neoliberista del Washington Consensus, non fai altro che portar acqua al suo mulino. Agli occhi dei più, se l'unica alternativa è il crollo del capitalismo, vuol dire che alternative non ce ne sono. E così giustifichi Prodi, D'Alema, e tutta la cantante compagnia dell'eurosinistra succube del neoliberismo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E' vero invece proprio il contrario: il neoliberismo non è affatto il risultato matematico del "capitalismo" (che è peraltro, oggi, un concetto parecchio vago), ma una sua particolarissima versione altamente patologica il cui superamento non può e non deve essere rinviato a chissà quale futuro soprassalto rivoluzionario.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cordialmente, Alberto Cacopardo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;______________________________&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il giorno 19 luglio 2011 13:52, Lorenzo Dellacorte ha scritto:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Caro Alberto, la "lobby finanziaria" è il risultato di un processo secolare di economia basata sul modo di produzione capitalistico che ha visto il crescente ciclico accumularsi di grandi capitali risultato della valorizzazione di quel plusvalore prodotto dallo sfruttamento del lavoro. Oggi questa "lobby", che rappresenta&amp;nbsp; una parte determinante di questi grandi capitali, per assicurare la loro integrità e garantire la loro redditività si è messa nelle condizioni di poter esercitare un controllo sulla finanza e sull'economia mondiali mediante propri rappresentanti nelle maggiori istaituzioni mondiali. Non si tratta di una cattiveria specifica di questi uomini che si trovano fortuitamente a rappresentare immense masse di capitale, se non ci fossero loro ce ne sarebbero altri, ma è il risultato storico di una accumulazione che giorno dopo giorno è prodotta dal sistema capitalista. Certo si potrebbe teoricamente, senza uscire dal sistema capitalista, svalorrizzare il capitale rappresentato dai derivati, dagli edge funds, dai futures di ogni tipo, consentendo all'attuale livello di produttività raggiunto dal lavoro di garantire quel plusvalore sufficiente a "remunerare" il capitale residuato da questa "tosatura". Ma ottenere questa tosatura è praticamente impegnativo quanto scardinare il modo di produzione capitalistico, salvo che per un fatto non secondario: per la "tosatura" del grande capitale finanziario si potrebbe ottenere una vasta alleanza comprensiva anche di "piccoli" capitalisti destinati oggi ad essere piano piano proletarizzati. Alternative non le vedo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;_______________________________&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;From:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; Dante Bedini &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;To:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; pace@peacelink.it &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;Sent:&lt;/b&gt; Wednesday, July 20, 2011 6:00 PM&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;Subject:&lt;/b&gt; Re: [pace] Bruttissimi presagi e memoria cortissima&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;D'accordo in parte con la mail di Lorenzo, insisterei anche sul fatto che non si era mai vista una tale concentrazione di poteri nelle mani di pochi (stati, multinazionali, individualità). Ho avuto di sentire l'amico Giorgio Cremaschi in occasione della presentazione del suo libro (molto interessante) "Il regime dei padroni" editori Riuniti, ad una obiezione del tipo "tu stai descrivendo quello che il capitalismo ha sempre fatto" ha risposto più o meno così: "dobbiamo vedere anche i nuovi processi in atto, la sempre maggiore concentrazione di poteri, conseguenza della crescente finanziarizzazione ecc."&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarebbe necessaria una "tosatura" dei superprofitti, ma non vedo chi oggi o in tempi brevi potrebbe farla... Certo non il regime che ci malgoverna da decenni e che neanche nell'ultimissima manovra finanziaria ha introdotto alcuna tassazione&amp;nbsp;sulle transazioni finanziarie (tipo "Tobin tax"), l'evasione non va toccata, corruzione e affarismo nel nostro paese hanno libero sfogo...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'unica possibilità che vedo è la presa di coscienza dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani, degli 8 milioni di poveri (dati Istat), dei precari di ogni genere, soprattutto donne e giovani, dei ceti medi che si stanno proletarizzando (loro davvero, ne so qualcosa per esperienza diretta).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che avvenga qualcosa di simile a quantpo avvenuto in tanti paesi dell?america Latina e di recente nell'Africa mediterranea e vicino oriente... E' un lavoro duro, di lunga lena, ma questa è la condizione perchè qualcosa possa (forse) cambiare; un lavoro da svolgere nel movimento sindacale, in organizzazioni politiche capaci di sottrarsi al teatrino della politica, in comitati di base ecc.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Salute tutt*&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dante Bedini&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;____________________________&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;From:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; Alberto Cacopardo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;To:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; pace@peacelink.it &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Sent:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt; Thursday, July 21, 2011 6:59 PM&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;Subject:&lt;/b&gt; Re: [pace] Bruttissimi presagi e memoria cortissima&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poiché credo nella buona fede dei tanti che si ostinano a interpretare la realtà di oggi secondo le antiche e nobili categorie ereditate dall'Ottocento, mi sento in dovere di insistere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il capitalismo non sta per nulla facendo quello che ha sempre fatto. Siamo entrati in un'epoca completamente nuova, in cui la moneta ha cambiato radicalmente natura, è cambiata la circolazione della ricchezza, ha cambiato natura lo stato, è cambiata la produzione materiale e immateriale, sono cambiate le culture e sono cambiate le società. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questo mondo radicalmente nuovo, le categorie marxiane di valore, plusvalore, profitto, interesse, rendita, guadagno,&amp;nbsp;salario, lavoro, capitale&amp;nbsp;e produzione non sono più utilizzabili per decifrare il divenire storico e vanno tutte riviste dalle fondamenta. La sinistra contemporanea ha disperato bisogno di un'operazione del tutto analoga a quella che fece Marx per la sua epoca: costruire un nuovo apparato interpretativo del sistema economico capace di decifrare la realtà e orientare il cambiamento. Ostinarci a riproporre vecchie formule è come caricare i carri armati con la lancia. Non si tratta di rinunciare a cambiare il mondo, ma adesso si tratta di capirlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;A questo scopo, non credo che la concezione conflittuale dei rapporti economici&amp;nbsp;che aveva Marx sia molto utile. Cambiare le cose non è interesse soltanto dei salariati, o dei precari o dei giovani o dei piccoli capitalisti, ma è un'operazione che si può fare nell'interesse di tutti, compresi quelli che credono di giovare a se stessi accumulando a danno di tutti gli altri patrimoni spropositati incapaci di renderli felici. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi è interessato, può trovare sul mio blog un piccolissimo contributo in questo senso, sotto forma di un frammento di analisi non convenzionale di questa crisi finanziaria. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/they-broke-their-back-lifting-moloch-to.html"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/they-broke-their-back-lifting-moloch-to.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Saluti a tutte e tutti,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Alberto Cacopardo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;_____________________________&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi suggeriscono di aggiungere una cosa: la caduta tendenziale del saggio di profitto significa soltanto che adesso la ricchezza si produce da sola. Non è una disgrazia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8960920636770217137?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8960920636770217137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/proposito-di-moloch-ovvero-labbagliante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8960920636770217137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8960920636770217137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/proposito-di-moloch-ovvero-labbagliante.html' title='A proposito di Moloch - L’abbagliante fatiscenza del marxismo'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-5476361153502310113</id><published>2011-07-22T02:45:00.003+02:00</published><updated>2011-07-22T03:54:48.909+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Mao Valpiana dice basta con la fuffa della casta</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bravo Mao! Tutto questo mettere sotto accusa il parlamento si presta molto, contro l'intento dei più, a favorire chi&amp;nbsp;del parlamento&amp;nbsp;volentieri farebbe a meno, per trasferire il potere altrove: da una parte al governo e dall'altra ai potentati economico-finanziari privati che sono, come &lt;a href="http://www.facebook.com/notes/mao-valpiana/gli-anti-casta-che-tanto-piacciono-alla-vera-casta/10150224854032224"&gt;tu dici&lt;/a&gt;, &lt;personname productid="la Vera Casta." w:st="on"&gt;&lt;personname productid="la Vera" w:st="on"&gt;la Vera&lt;/personname&gt; Casta.&lt;/personname&gt; Non è una questione secondaria.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;I grandi meccanismi di spreco del denaro pubblico non passano certo attraverso gli emolumenti delle cariche elettive, ma semmai attraverso gli atti di spesa di tutt’altri settori dello stato. Questo non vuol dire, naturalmente, che non sarebbe opportuno contenere nella decenza quelle retribuzioni, ma avendo ben chiaro che non è questo il nocciolo del problema. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per di più, il potere potenzialmente più rischioso è quello che non dipende dal consenso, ma dalla massa di mezzi finanziari che accumula a carico di tutti attraverso i circuiti del settore privato. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si accusano i rappresentanti del popolo, ma, chissà perché, si deve tacere dei redditi privati che fanno dieci o venti o trenta volte quelli dei parlamentari. A spese di chi? E' una ricchezza che piove dal cielo?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un solo appunto al tuo discorso, sulla sua conclusione. Sai bene quanto aborrisca la guerra. Ma facciamo attenzione a non oscurare il ruolo della Vera Casta mettendo in primo piano i militari, che, in Italia, per fortuna, sono scrupolosamente subordinati al resto (e ultimamente, sotto certi profili, non sono peggiorati rispetto al passato). &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quanto sopra in risposta ad una coraggiosa nota appena diffusa su Facebook da Mao Valpiana&amp;nbsp;sotto il&amp;nbsp;titolo:&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli anti-casta che tanto piacciono alla vera Casta &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La campagna “moralizzatrice” degli anti-casta, ormai dilaga ovunque. Non solo in rete e nei social network, ma anche sui quotidiani a grande tiratura, ed ora perfino nei telegiornali di Rai e Mediaset. A questo punto, come vuole la proverbiale locuzione latina, mi sono chiesto: &lt;b&gt;&lt;i&gt;cui prodest?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; ("a chi giova?").&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fino a quando a protestare contro indennità, vitalizi e privilegi vari dei parlamentari erano i grillini o il popolo viola, tutto mi sembrava regolare e per certi versi coerente. Ma quando hanno cominciato ad accodarsi i quotidiani di ogni orientamento, comprese le corazzate di Repubblica e del Corriere (che ricevono contributi a fondo perduto dalla Legge per l’editoria, che si sono guardati bene dall’inserire negli elenchi degli sprechi), allora ho incominciato ad avere qualche prurito; è divenuta una vera allergia quando anche il paludatissimo TG1 ha dato voce alla rivolta anti-Casta, attaccando il bilancio della Camera come se fosse la causa principale della voragine del debito pubblico italiano. E quindi, dopo aver messo alla gogna non solo i parlamentari, ma anche i consigli regionali, le province, e tutti i consigli comunali, quasi che bisognasse vergognarsi di essere stati eletti e sentirsi accusati di “vivere sulle spalle del popolo”, ecco che iniziano ad arrivare le proposte per porre rimedio a questo sperpero: abolire le province, ridurre il numero di senatori e deputati, ridurre il numero dei consiglieri regionali, provinciali, comunali, tagliare tutte le indennità.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’idea che sta avanzando nel paese è che tutti coloro che ricoprono una carica elettiva fanno parte della Casta e che &lt;personname productid="la Casta" w:st="on"&gt;la Casta&lt;/personname&gt; è uno sperpero di denaro pubblico. Non ci vorrà molto, dopo che tutti si saranno convinti che deputati e senatori sono troppi, a far passare l’idea che avere due Camere è un lusso che non ci possiamo più permettere, che forse ne basterà una sola, magari con poche decine di rappresentanti, e poi sarà un bel risparmio abolire anche quella (&lt;i&gt;...tanto nel “parlamento” si fanno solo chiacchiere...&lt;/i&gt;) e affidare tutto il potere al governo, che basta e avanza!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La vera Casta (cioè i gruppi economici e finanziari – proprietari anche di quotidiani e televisioni -che non hanno bisogno di passare dalla prova elettorale per esercitare il proprio potere) ha tutto l’interesse a favorire lo tsunami anti-casta: meno deputati significa meno controllo, e sarà più facile comprare i pochi rimasti che saranno emanazione diretta dei partiti di governo e non più rappresentanti del popolo eletti nel territorio, come voleva &lt;personname productid="la Costituzione." w:st="on"&gt;la Costituzione.&lt;/personname&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’operazione, pianificata dalla P2 di Licio Gelli, di svuotare il parlamento delle sue prerogative di rappresentanza popolare e controllo sull’esecutivo, dopo essere passata dalla liquidazione del sistema proporzionale al presidenzialismo di fatto, si sta concludendo con la spallata dell’anti-casta.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si riempiono le pagine di facebook e dei giornali con invettive contro l’indennità di funzione parlamentare, e si tace (con rare eccezioni nel mondo pacifista, nonviolento e cattolico)&amp;nbsp; sulla voragine delle spese militari, dei costi per i cacciabombardieri F35 e per le missioni di guerra in Afghanistan e Libia. Basterebbe il taglio del 10% di queste voci per coprire l’intera manovra, ma si preferisce dissertare su quanto costano i viaggi aerei dei parlamentari che vanno a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Evidentemente c’è una regia. I direttori dei quotidiani, da Repubblica al Corriere, da Libero al Giornale (che hanno stipendi più alti dei parlamentari) attaccano &lt;personname productid="la Casta" w:st="on"&gt;la Casta&lt;/personname&gt;, come se loro stessi non ne facessero parte, e si guardano bene dallo spiegare ai lettori che vi è un’altra Casta – quella militare – che pesa veramente sul debito pubblico; non spiegano i costi della Finmeccanica perchè i loro editori fanno parte della stessa famiglia industriale. E’ molto più facile e popolare giocare al tiro al piccione-parlamentare che studiare e denunciare il complesso militare-industriale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se c’è un motivo serio per condannare il Parlamento è quello di aver violato &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt;, che “ripudia la guerra”, con il voto a favore dei Bilanci militari e delle missioni belliche all’estero.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se tutti gli anti-casta concentrassero le loro energie su questo, avremmo risolto gran parte dei nostri problemi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mao Valpiana&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Verona, 20 luglio 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-5476361153502310113?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/5476361153502310113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/mao-valpiana-dice-basta-con-la-fuffa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5476361153502310113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5476361153502310113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/mao-valpiana-dice-basta-con-la-fuffa.html' title='Mao Valpiana dice basta con la fuffa della casta'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-9059716912903636610</id><published>2011-07-17T17:25:00.005+02:00</published><updated>2011-07-18T01:18:09.422+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>They broke their backs lifting Moloch to Heaven! - Un'analisi eretica sulla crisi finanziaria.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’attacco che è in corso all’Italia e all’Europa è il più audace e massiccio mai tentato sulla scena della finanza mondiale. Non è detto che il paese ne esca salvo. Ma non è detto che ne escano salvi i Mercati. La loro attuale struttura è una forma altamente patologica dell’economia di mercato, che non è compatibile con il predicato della democrazia e con la serenità del mondo intero. Se finissero&amp;nbsp;loro sotto accusa, non è escluso che si spezzino la schiena. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco un’analisi eretica sulle vie d’uscita dalla crisi in corso.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;_________________&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Moloch the heavy judger of men! Moloch the incomprehensible prison!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch whose mind is pure machin&lt;/i&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;ery! Moloch whose blood is running money! Moloch whose soul is electricity and banks! Moloch whose breast is a cannibal dynamo!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: x-small; mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Moloch whose eyes are a thousand blind windows!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: x-small; mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;They broke their backs lifting Moloch to Heaven!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Allen Ginsberg, 1956&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’Italia è nella morsa dei Mercati. Nonostante la monumentale manovra appena sottoscritta da Napolitano, la settimana si è chiusa con uno spread sui Bund tedeschi al di sopra dei 300 punti base e lo spettro della catastrofe finanziaria in agguato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ evidente che nella situazione in cui ci troviamo, qualunque governo stia al potere, in Italia esattamente come in Grecia o Irlanda o Spagna, non ha altra scelta che eseguire con minuziosa precisione il comando imperioso dei mercati finanziari: politiche fiscali restrittive, preferibilmente orientate a smantellare il Welfare State con tagli alle pensioni, alla sanità, all’assistenza, svendite di imprese pubbliche a favore di oligopoli e monopoli privati, intensificazione dei carichi di lavoro e della flessibilità contrattuale, salvaguardia degli alti redditit e dei grandi patrimoni, impoverimento della classe media. Tutto questo si presenta come un pacchetto preconfezionato di misure che tutte le istituzioni internazionali, dall’Europa, all’Fmi, alle agenzie di rating, ai media e ai centri di analisi e ricerca, accreditano come strada maestra per risanare le finanze pubbliche e reggere l’assalto delle tempeste finanziarie.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questa peculiare Mitologia che si è venuta costruendo e imponendo negli ultimi vent’anni, i Mercati figurano come il supremo Giudice del comportamento di tutti, stati e cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, partiti, sindacati e organizzazioni professionali. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch the heavy judger of men.&lt;/i&gt; Un Giudice che si presume ferreamente imparziale, intento solo ad applicare una Legge più alta e potente di lui, gabellata come “legge del mercato”, che viene concepita e dipinta come una sorta di comandamento naturale, indipendente dalla volontà umana, il cui scrupoloso rispetto è l’unica strada per garantirsi il benessere e la stessa sopravvivenza economica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E' una mitologia, ma una mitologia che impera. Nell’anno di grazia 2011, fatte salve pochissime eccezioni, nessun paese ad economia industriale può permettersi di ignorare il dettato dei Mercati: perché le economie industriali si fondano sul credito, e il credito passa attraverso i Mercati. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque è inutile, anzi impossibile, discutere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;se&lt;/i&gt; oggi, in Italia, si dovesse fare una manovra di questa portata: non farla sarebbe stato un suicidio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Naturalmente non è fuori luogo discutere sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;come&lt;/i&gt; farla. E’ giusto preoccuparsi di quali soggetti e quali categorie debbano sopportare un maggiore o minor carico in questo sacrificio collettivo. Sotto questo profilo, il comportamento dell’opposizione italiana, che ha bocciato la manovra senza ostacolarla, è stato, tutto sommato, apprezzabile. Ma la verità è che anche sul come, il margine di scelta è molto limitato: il dettato dei Mercati non è vago e generico, la ricetta che prescrivono impone scelte non negoziabili, la giustizia distributiva e l’equità retributiva sono tassativamente escluse dal novero delle loro preoccupazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto è che il dibattito sul come, che è quello su cui si è concentrata l’attenzione in questi giorni drammatici, è in realtà del tutto secondario. Sarebbe ora che l’opposizione si decidesse a riconoscere che una soluzione duratura del caso Italia non può più essere affidata agli strumenti del recente passato. Una soluzione duratura non può venire da un mix più sapiente di misure restrittive, accompagnate a qualche improbabile “stimolo alla crescita”. Anzi, non può venire da nessuna correzione dei cosiddetti “fondamentali”. Ridurre il debito/PIL è sicuramente necessario, ritornare alla crescita è opportuno, anche se forse meno indispensabile, ma nulla di tutto ciò è risolutivo senza il concorso di fattori esterni, sottratti al controllo di qualsiasi singola autorità nazionale. E quei fattori esterni hanno dimora nel lago tempestoso dei Mercati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Moody’s ha diffuso l’altro ieri fra gli investitori un’analisi che richiama pomposamente un concetto elementare ed evidente: ai fini della riduzione del debito, non si può guardare solo all’avanzo primario del bilancio pubblico, quello al netto degli interessi passivi. Gli interessi passivi ci sono. Perché il rapporto debito/PIL si riduca, è indispensabile che l’avanzo primario sommato al tasso di crescita nominale risulti inferiore al costo del debito, cioè al tasso d’interesse medio pagato sui titoli di stato. E’ un’ovvietà. Ma nelle attuali condizioni dell’Italia, il fattore determinante è palesemente il costo del debito, il quale non dipende dal governo, ma discende in parte dalle decisioni delle banche centrali e in parte maggiore, purtroppo, dai volatili umori del mercato. E gli umori del mercato dipendono da Moody’s (e compagni) assai più che da qualunque decisione dei governi. Se i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;raters&lt;/i&gt; tagliano il rating e il costo del debito si consolida sul 5-6% attuale, ci vorrebbe una crescita del 4-5% per tener fermo il debito/PIL con un avanzo primario dell’1%. Uno spread di 300 punti base sui Bund è una gabella del 3% in più pagata ai Mercati, che a regime comporterebbe un onere aggiuntivo per lo stato di circa 50.000 miliardi all’anno. Assolutamente insostenibile. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ragionando in questi termini, l’Italia sembra avviata senza scampo verso l’inesorabile punizione dei Mercati, quella che sta colpendo &lt;personname productid="la Grecia" w:st="on"&gt;la Grecia&lt;/personname&gt;: crollo delle quotazioni dei titoli di stato, spread sui Bund in volo, tassi alle stelle, peggioramento del deficit e ineluttabile risucchio nel precipizio del default. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Secondo l’illuminata Mitologia che ci guida, la responsabilità di questo tipo di catastrofe è tutta dello stato colpevole di “non aver tenuto la casa in ordine”, la bronzea punizione dei Mercati non è altro che l’inevitabile &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;effetto&lt;/i&gt;, la conseguenza matematica dell’irresponsabilità che quello stato ha dimostrato.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Lo stato non è stato Virtuoso. E il Giudice implacabile lo condanna a ridursi in miseria, svenandosi a furia di interessi spropositati per retribuire i Virtuosi operatori dei Mercati che hanno affidato ai loro programmi automatici di gestione delle contrattazioni ad alta frequenza il compito di eseguire la virtuosa sentenza. E così le famiglie perdono il lavoro, o la casa, o i loro redditi, o la tranquillità, o la sicurezza o la pace.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarebbe ora che le sinistre istituzionali italiane ed europee riconoscessero invece quello che parecchi vanno ripetendo da tempo: che il comportamento dei mercati non è l’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;effetto&lt;/i&gt; della debolezza economica degli stati, ma, al contrario, ne è diventato la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;causa&lt;/i&gt;. Nessuno stato, con pochissime eccezioni, sarebbe in grado di ripagare il suo debito se improvvisamente venissero meno le sue fonti di credito. Qualunque stato potrebbe reggere un debito pari a quello del Giappone se il credito gli fosse garantito. Il giudizio dei mercati è una tipica profezia che si autoadempie. Se non c’è fiducia, i capitali non affluiscono, se i capitali non affluiscono, il debito sfugge di mano, il paese si deve impoverire con politiche fiscali restrittive, la ricchezza con cui ripagare viene meno, e non ci può essere fiducia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In queste condizioni, è inutile sperare di guarire il morbo agendo soltanto sugli effetti, cioè su disavanzo e debito. E’ della causa che bisogna preoccuparsi. Perché questa modalità di funzionamento dei mercati finanziari non ha nulla di naturale e di inevitabile.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Al contrario, essa è solo la diretta e immediata conseguenza della struttura istituzionale che si è voluta conferire al sistema delle transazioni finanziarie internazionali nel corso degli anni Novanta, sotto l’egida del pensiero neoliberista.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Alimentato dal Washington Consensus, un vasto apparato di potere, capace di estendere la sua influenza su tutto il pianeta, ha edificato con enorme determinazione e smisurata intelligenza una gigantesca macchina dei soldi che organizza il fluire del denaro da un capo all’altro del mondo. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch whose blood is running money.&lt;/i&gt; Altro che assenza di regole, altro che globalizzazione incontrollata. E’ stato creato un ferreo sistema di regole e di istituzioni collegate in un’immensa rete che garantisce che sia rigorosamente onorato qualsiasi contratto di transazione finanziaria stipulato in qualsiasi parte del mondo fra soggetti che non si conoscono, che distano fra loro migliaia di chilometri e che possono permettersi di affidare la negoziazione, la deliberazione e l’esecuzione delle operazioni a delle macchine. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch whose mind is pure machinery&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si è così messo in moto un grandioso meccanismo che muove quotidianamente una massa di denaro colossale, maggiore dell’intero PIL italiano di un anno. Una formidabile accumulazione di ricchezza liquida che è stata messa in grado di migrare senza freni da un’impiego all’altro, da un settore all’altro, da un continente all’altro, perseguendo come unico obiettivo il proprio massimo vantaggio finanziario anche a costo di trascinare alla rovina economica e morale intere popolazioni. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch whose breast is a cannibal dynamo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il mondo è diventato uno. Ma non è la mercuriale fluidità dei mercati finanziari che ci rende tutti cittadini di un unico paese: è l’intero movimento della nostra epoca che concorre a renderci tali. Se il mondo è diventato uno, adesso esiste un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;popolo del mondo&lt;/i&gt; ed esiste una dimensione dell’interesse generale che non è più solo quella comune agli inquilini di uno stato, ma quella comune agli inquilini del pianeta intero. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Siamo certi che una simile struttura dei mercati finanziari sia conforme all’interesse generale del pianeta? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Attenzione: questo non ha nulla a che vedere col capitalismo in quanto tale. Il neoliberismo non è il capitalismo, non è affatto la sua incarnazione inevitabile. &lt;personname productid="La Legge" w:st="on"&gt;La Legge&lt;/personname&gt; dei Mercati non è la legge del mercato. Al contrario: questo Moloch è una forma assolutamente patologica dell’economia di mercato, che pretende di imporre al mondo l’imperio di un’autorità impersonale, sottratta alla sovranità popolare, indifferente all’interesse generale, congegnata a beneficio dei più ricchi e più potenti e capace di sopraffare la sovranità degli stati e dei popoli che questi rappresentano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un simile apparato non è compatibile con il predicato della democrazia e non è compatibile con la serenità del pianeta. Per superarlo non c’è alcun bisogno di fuoruscire dal “capitalismo”, che è un concetto ormai talmente vago da prestarsi a qualsiasi interpretazione. Non è il tempo delle locomotive lanciate a bomba contro l’ingiustizia. Anzi, è proprio chi ci tiene a salvare l’economia di mercato dal baratro in cui rischia di precipitare, che dovrebbe preoccuparsi di fuoruscire dal neoliberismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quello che è indispensabile è dare regole e pratiche diverse, più logiche, più razionali e più umane a questo immenso meccanismo di circolazione del denaro. Non c’è nessuna ragione sensata per cui gli stati debbano infarcire il loro passivo di titoli trentennali a cedola fissa, che sono i più adatti alla speculazione. Non c’è nessuna ragione sensata per cui soggetti che nulla hanno a che fare col petrolio debbano essere liberi di speculare sulle sue quotazioni accentuandone la volatilità e svincolandole dalla domanda reale. Non c’è nessuna ragione logica per cui le pure scommesse che si giocano coi titoli derivati debbano influenzare il destino di interi settori produttivi o di intere popolazioni di consumatori. Non c’è nulla che giustifichi l’immenso potere esercitato sul mondo da tre organismi privati che, sfornando giudizi discutibili, determinano il destino di milioni. Non c’è nessuna ragione valida per cui una funzione di tale interesse pubblico debba essere affidata ad attori privati. Non c’è nulla di necessario nei meccanismi di leva finanziaria che consentono a chi muove un milione di euro di creare domanda o offerta per dieci o venti volte tanto. Non c’è nessuna ragione per cui chi non ha in portafoglio un certo titolo possa negoziare i CDS che lo dovrebbero assicurare e lo rendono invece più rischioso e volatile.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutti questi sono meccanismi creati ad arte in modo da risultare il più difficili possibile da comprendere agli occhi dell’uomo comune. Per il successo del sapientissimo disegno neoliberista, è essenziale che il funzionamento del suo macchinario sfugga alla comprensione dei più, che le decisioni determinanti siano prese nell’ombra, che i fattori in gioco abbiano il sapore di astrusi tecnicismi indecifrabili. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch the incomprehensible prison.&lt;/i&gt; Non si può controllare ciò che non si comprende.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Ma questi tecnicismi hanno uno scopo, arduo da decifrare quanto meticolosamente preciso. Conferire il massimo del potere finanziario a chi controlla grandi masse di denaro senza sottostare all’indirizzo politico di alcuna autorità pubblica. Sottrarre potere agli organismi soggetti alla sovranità popolare e alle fortune elettorali, per conferirlo a potentati privati, di orientamento politico tendenzialmente uniforme, la cui potestà sia resa impermeabile alle incognite perigliose della democrazia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesso, a distanza di vent’anni, il sistema si è consolidato a sufficienza da consentire a questi apparati di potere di sopraffare la sovranità degli stati più potenti. L’attacco che è in corso all’Italia e all’Europa è il più audace e massiccio mai tentato sulla scena della finanza mondiale. Ma è un’audacia che potrebbe risultare fatale all’usurpata sovranità dei mercati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa succederebbe se l’Europa si decidesse a reagire aggredendo le cause del flagello? Se invece di affidare alla sua Banca Centrale e al riluttante evemerismo degli stati ricchi il compito di contrastare l’assalto dei Mercati mettendo in circolo liquidità destinata solo ad arricchire gli assalitori con l’esborso di interessi da capestro, l'Europa si decidesse davvero a mettere in questione le regole che conferiscono alla finanza privata la sua prodigiosa onnipotenza? Che succederebbe, per esempio, se si formasse un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Brussels consensus&lt;/i&gt; decisamente orientato alla revisione di queste regole? Certamente sarebbe nell’interesse dell’Europa, ma sarebbe anche nell’interesse del mondo intero. Tanto è vero che esiste già, ormai da tempo, un consenso delle potenze emergenti extra-occidentali, Brasile, India, Russia e Cina, nettamente indirizzato in questo senso. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’opposizione italiana può apparire un esile fuscello abbandonato al vento, davanti all’imponenza di una simile impresa. Ma in questo momento essa ha un potenziale d’influenza tutt’altro che indifferente nel contesto della sinistra europea. Ed è la sinistra europea che può promuovere la formazione di un nuovo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;consensus &lt;/i&gt;del genere&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;.&lt;/i&gt; Ecco un obiettivo che vale la pena di proporsi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I Mercati imcombono oggi sul destino del mondo proprio come una misteriosa divinità pagana: invisibile, lontana, incomprensibile, amministrata da sacerdoti sapienti, potenti e furbissimi che si alimentano del suo culto, un Vitello d’Oro dotato di una volontà insindacabile, che impone se stessa agli umani e pretende sacrifici sanguinosi, capace di scatenare tempeste che travolgono le navi e le città, spietata, indifferente alle virtù e al bisogno. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Moloch whose eyes are blind windows.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma prostrarsi ai piedi del vitello d’oro non è inevitabile e non è obbligatorio. Anzi: si rischia di spezzarsi la schiena. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;They broke their backs lifting Moloch to Heaven!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’attacco che è in corso all’Italia e all’Europa è il più audace e massiccio mai tentato sulla scena della finanza mondiale. Non è detto che il paese ne esca salvo. Ma non è detto che ne escano salvi i Mercati. Se finissero loro sotto accusa, non è escluso che si spezzino la schiena.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;N. B. Qualche raro appassionato di poesia avrà notato che non ho richiamato quel verso di Ginsberg che dice: Moloch whose name is the Mind! E’ uno dei più potenti ed evocativi del poema, ma in questo caso non è pertinente:&lt;/em&gt; questo &lt;em&gt;Moloch non si chiama &lt;personname productid="la Mente. Questa" w:st="on"&gt;la Mente. Questa&lt;/personname&gt; è solo una provvisoria degenerazione. La mente umana è perfettamente capace di concepire macchinari solidissimi assai meno diabolici di questo.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Questi versi sono arbitrariamente estratti dal poema “Howl” di Allen Ginsberg per adattarli all’argomentazione che segue. Eccone la versione italiana:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;“Moloch, il pesante giudice di uomini! Moloch l’incomprensibile prigione!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Moloch la cui mente è pura macchina! Moloch il cui sangue è denaro che scorre! Moloch la cui anima è fatta di banche e di elettricità! Moloch il cui petto è una dinamo cannibale!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Moloch si sono spezzati la schiena innalzandolo al Cielo!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-9059716912903636610?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/9059716912903636610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/they-broke-their-back-lifting-moloch-to.html#comment-form' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/9059716912903636610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/9059716912903636610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/they-broke-their-back-lifting-moloch-to.html' title='They broke their backs lifting Moloch to Heaven! - Un&apos;analisi eretica sulla crisi finanziaria.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7391518878840752715</id><published>2011-07-14T18:31:00.009+02:00</published><updated>2011-10-21T23:36:29.183+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Avaaz: quando è troppo è troppo!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi dispiace per Avaaz. Hanno preso diverse iniziative altamente apprezzabili ed ho sottoscritto alcune delle loro petizioni. Ma adesso è la seconda volta in pochi mesi che vengo invitato a firmare un appello che è in pratica una chiamata alle armi.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In marzo hanno lanciato una petizione per una no-fly zone sulla Libia. Di lì a poco il Consiglio di Sicurezza ONU approvava una risoluzione altamente irrazionale, la 1973/2011, che autorizzava qualsiasi paese a scatenare contro &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt; una guerra aerea senza quartiere che infuria ancora oggi, trascinando il paese in una spirale di violenza e di guerra civile di cui non si vede la fine.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesso è la volta del Sudan. Sotto il titolo “Quando è troppo è troppo”, la petizione di Avaaz invita il Consiglio di Sicurezza a “intraprendere azioni decisive per fermare la pulizia etnica”, ivi compresi “tutti gli sforzi necessari per arrestare il presidente al-Bashir” e per “proteggere il popolo del Sudan”. Questo è il linguaggio della guerra. La petizione non esclude o condanna in alcun modo un eventuale intervento militare. Non è questo il modo per difendere i diritti umani e promuovere la causa della pace e della sicurezza nel mondo. Mi dispiace per Avaaz. Quando è troppo è troppo! Io non firmo questa chiamata alle armi. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi auguro che facciano lo stesso tutti quelli che hanno a cuore la pace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;VEDI ANCHE:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/cose-avaaz-e-che-cosa-ce-sotto.html"&gt;&lt;strong&gt;Cos'è Avaaz e che cosa c'è sotto?&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7391518878840752715?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7391518878840752715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/avaaz-quando-e-troppo-e-troppo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7391518878840752715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7391518878840752715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/avaaz-quando-e-troppo-e-troppo.html' title='Avaaz: quando è troppo è troppo!'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-236545646652907510</id><published>2011-07-14T18:28:00.002+02:00</published><updated>2011-07-14T19:32:08.375+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Avaaz: enough is enough!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;I am sorry for Avaaz. They have taken several highly appreciable initiatives and I have subscribed a few of their petitions. But now it is the second time in a few months that I am invited to sign an appeal that is practically a call for war.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;In March they circulated a petition for a no-fly zone in &lt;place w:st="on"&gt;&lt;country-region w:st="on"&gt;Libya&lt;/country-region&gt;&lt;/place&gt;. Shortly after that the UN Security council approved the highly irrational Resolution 1973/2011, which authorized any country in the world to wage an all-out air war against &lt;place w:st="on"&gt;&lt;country-region w:st="on"&gt;Libya&lt;/country-region&gt;&lt;/place&gt; that is still raging, plunging that country in a spiral of violence and civil war that is not likely to see an end soon.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Now it is the turn of &lt;place w:st="on"&gt;&lt;country-region w:st="on"&gt;Sudan&lt;/country-region&gt;&lt;/place&gt;. Under the heading “Enough is Enough!”, the Avaaz petition calls on the Security Council to “take decisive action to stop the brutal ethnic cleansing”, including “all efforts necessary to arrest President al-Bashir” and “to protect the people of &lt;place w:st="on"&gt;&lt;country-region w:st="on"&gt;Sudan&lt;/country-region&gt;&lt;/place&gt;”. This is the language of war. The petition does not in any way exclude or condemn a military intervention. This is not the way to protect human rights and promote the cause of peace and world security.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;I am sorry for Avaaz. Enough is enough! I am not signing this call for war. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;I hope that all those who care for peace will do the same.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-236545646652907510?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/236545646652907510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/avaaz-enough-is-enough.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/236545646652907510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/236545646652907510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/avaaz-enough-is-enough.html' title='Avaaz: enough is enough!'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4752979744829358322</id><published>2011-07-06T20:11:00.003+02:00</published><updated>2011-07-20T14:34:03.337+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Agcom: la censura è già in atto</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;C’erano state raccolte di firme, proteste di cittadini, reazioni dell’opposizione e una grande indignazione sul web. E ieri l’Autorità Garante per le Comunicazioni ha annunciato la marcia indietro sulla delibera 668 2010. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il provvedimento con cui l’Agcom si autoattribuiva il potere di oscurare d’imperio qualsiasi pagina o sito in nome della tutela dei diritti d’autore (vedi info &lt;a href="http://sitononraggiungibile.e-policy.it/"&gt;qui&lt;/a&gt;) è rinviato a data da destinarsi. Secondo il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; di oggi, mentre &lt;personname productid="la Federazione" w:st="on"&gt;la Federazione&lt;/personname&gt; italiana dell’industria musicale assicura che l’Agcom punta solo “a inibire le piattaforme web palesemente pirata, non i blog, i forum, i motori di ricerca o i siti personali”, l’opposizione teme che “col pretesto dei diritti d’autore su film, musica e opere d’ingegno, si possano oscurare siti politicamente ‘scomodi’ per la maggioranza”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il timore non è infondato, perché la censura è già in atto. Provate a visionare&amp;nbsp;l'&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=cbIexFGUvq8"&gt;appello&lt;/a&gt; al voto referendario per i non udenti di Corrado Guzzanti, che aveva ricevuto oltre 200.000 visite su YouTube. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Troverete una cupa scritta a fondo nero che annuncia: “L'account YouTube associato al video è stato chiuso a causa di ripetute notifiche di violazione del copyright di terze parti presentate da diversi utenti, tra cui: RTI – RTI – RTI. Siamo spiacenti.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I diversi utenti sono uno solo. Chi? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Rete Televisiva Italiana, la società di produzione televisiva per i canali Mediaset.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Post scriptum, 7 luglio 2011. Dopo l'annuncio di cui sopra, l'Agcom ha approvato ieri un testo provvisorio di delibera, sottoposto a consultazione per i prossimi 60 giorni, che avrebbe ammorbidito il provvedimento. Resterebbero esclusi dalla procedura i siti senza scopo di lucro, ci sarebbero esenzioni per il diritto di cronaca, di commento, di critica o discussione e per la riproduzione parziale che "non nuoccia alla valorizzazione commerciale".&amp;nbsp;E' stata stralciata la parte riguardante i siti esteri come YouTube, che non potranno esser resi irragiungibili. L'Agcom assicura che la procedura "non limita la libertà di espressione e di informazione".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Intanto quella cupa scritta a fondo nero è sempre lì. Restiamo in attesa di vederla sparire.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;20 luglio 2011. In occasione della convovazione del presidente Agcom Corrado Calabrò davanti alle commissioni parlamentari Beni culturali e Comunicazione, Avaaz ha lanciato oggi una seconda &lt;a href="http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_2nd_action/?cl=1173271488&amp;amp;v=9635"&gt;petizione&lt;/a&gt;&amp;nbsp;contro il bavaglio a Internet.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Intanto la cupa scritta a fondo nero è sempre lì.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-4752979744829358322?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/4752979744829358322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/agcom-la-censura-e-gia-in-atto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4752979744829358322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/4752979744829358322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/agcom-la-censura-e-gia-in-atto.html' title='Agcom: la censura è già in atto'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-5111064245121595086</id><published>2011-07-06T00:36:00.002+02:00</published><updated>2011-07-06T00:40:51.278+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>A time when that border will fall – On Kashmir and Way Beyond</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;I dream of a time when that border will fall&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;and three brother countries &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;will be one under one flag, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;the pride of an ancient mother, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;many-breasted, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;blessed with insight and benevolence, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;loaded with millenarian experience, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;rich with children of many a race and many a creed,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;voted to excellence, scourning supremacy, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;fit to lead the world softly &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;into a new age of freedom and peace for us all, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;I dream of a time when all borders will fall&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;&lt;em&gt;The above in response to the following address from Mohammed Bugi Ansari:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;In Keeping the Song ALIVE,&lt;br /&gt;I am standing Like a Monument,&lt;br /&gt;Burning in the Fire of Hope,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;In Sharing, the candles in the Wind,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;I seek shelter, Oh Kashmir, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;My &lt;place w:st="on"&gt;&lt;placename w:st="on"&gt;Mother&lt;/placename&gt; &lt;placetype w:st="on"&gt;Land&lt;/placetype&gt;&lt;/place&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;I miss you, to be in the Hands of FAIRIES With Doves,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Flapping Freedom,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Like How DID the Pigeon &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Fly away? asked the Mogul Prince, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Like this, said the princess, she let go the second &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Priceless Bird, as well, that could spread &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Peace and freedom, she envisioned, I long to see you &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Once, again free. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Peaceful and full of Honesty,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;My Own Kashmir, so i can &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Feed Murgh e zarin with Pearls of Purity,&lt;br /&gt;Don’t &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Let these opportunities &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Go to waste cried the bosoms, of &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Divided lines that were erected long &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Before the division of sentiments, how many &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Walls you will &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Build, i will fly &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Over them you can’t reach there &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Sky &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Is my Limit,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Let me Go &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Freedom &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Is all I seek, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Among the Clutches.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Mohammed Bugi, written on 23 March, 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-5111064245121595086?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/5111064245121595086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/time-when-that-border-will-fall-on.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5111064245121595086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5111064245121595086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/time-when-that-border-will-fall-on.html' title='A time when that border will fall – On Kashmir and Way Beyond'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-5861579271211444901</id><published>2011-07-05T22:50:00.001+02:00</published><updated>2011-07-06T00:43:40.599+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Dialogo sulla morte</title><content type='html'>Sofia Gianna: "Perché è morto?"&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Alberto: "Perché tutto ciò che nasce deve morire"&lt;br /&gt;Sofia Gianna: "Ma io voglio vederlo PRIMA del morire"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-5861579271211444901?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/5861579271211444901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/dialogo-sulla-morte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5861579271211444901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5861579271211444901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/07/dialogo-sulla-morte.html' title='Dialogo sulla morte'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1791778898652550003</id><published>2011-06-29T02:33:00.002+02:00</published><updated>2011-07-06T15:34:50.941+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Atene, 28 giugno 2011</title><content type='html'>Atene, 28 giugno 2011 - Il nostro albergo è a poche centinaia di metri da piazza Syntagma, popolato da molti americani in vacanza. Sono circa le nove e mezzo di sera quando scendiamo per andare a cena. Chiedo al portiere se pensa che si possa andare a piazza Syntagma. "Sì, certamente potete andare, se andate a piedi. Troverete parecchia polizia e moltissimi manifestanti. Non c'è bisogno che vi affrettiate, resteranno lì tutta la notte, perché domani il parlamento deve votare le misure di austerità e noi non siamo molto contenti. Forse troverete un po' di gas lacrimogeno. Forse&amp;nbsp;la gente&amp;nbsp;vi darà qualche bandiera, così potete manifestare anche voi per sostenerci."&lt;br /&gt;Con questo incoraggiante viatico, ci avviamo verso piazza Syntagma, con Sofia Gianna accomodata nel passeggino. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il traffico è bloccato dalla polizia a poca distanza dall'albergo. Superiamo il tempio di Zeus Olimpio e cominciamo a incontrare manifestanti che arrivano a gruppi dalla piazza. Molti hanno la faccia dipinta di bianco. Passato il tempio, sulla nostra destra, superiamo un contingente di centinaia di poliziotti appostati, fermi e in silenzio, in una traversa piuttosto buia. Man mano che ci avviciniamo, i manifestanti si infittiscono. Sono tutti tranquilli, chiacchierano e camminano su e giù. &lt;br /&gt;A duecento metri dalla piazza ci fermiamo davanti a due banchini che vendono hot dog e souvlaki. Si comincia a sentire l'odore del lacrimogeno. Un manifestante si avvicina e ci rivolge un discorso in greco piuttosto concitato, di cui non capirei quasi nulla se non fosse per un altro manifestante che si avvicina per tradurlo in inglese. Ci stava avvertendo che non è il caso di andare oltre con la bambina, perché c'è la polizia che sta sparando candelotti. Decidiamo di cenare ai banchini. In quel momento si sentono diversi botti molto forti provenienti dalla piazza. La polizia spara i lacrimogeni, ma tutti rimangono tranquilli. "Questi li conosco" dice Sofia dei botti "Fanno tutte le luci colorate". "No, dice Sandra ridendo, non sono quelli!"&amp;nbsp;Si mettono a sedere su una panchina accanto ad altri manifestanti e io porto da mangiare. "Ci vorrebbe qualcosa da bere", dice Sandra. Ritorno verso i banchini, ma in quel momento esplodono altri botti e sento arrivare le prime zaffate di gas. Una discreta folla di dimostranti si sta allontanando di buon passo dalla piazza. Torno da Sandra senza le bibite. Sofia in questi giorni sta un po' soffrendo di un'irritazione agli occhi e non è il caso di esporla al gas. La rimetto sul passeggino e ci allontaniamo&amp;nbsp;al trotto,&amp;nbsp;seguiti dalle zaffate di gas alle quali riusciamo a sfuggire senza problemi, accompagnati dai manifestanti che ripiegano. Superiamo la schiera di poliziotti appostati nell’ombra, a cui la folla indirizza qualche urlo e un applauso sarcastico. Oltre il tempio di Zeus la folla si dirada e di lì a poco procuriamo le bibite sotto l'albergo.&lt;br /&gt;Accompagno in camera Sandra e Sofia, prendo la videocamera che era in carica e ritorno verso piazza Syntagma. Incontro una troupe della TV di stato spagnola armata di grosse telecamere. Mi dicono che ci sono stati diversi feriti, parecchi arrestati, ma nessun morto.&lt;br /&gt;Il gas dei lacrimogeni si fa sempre più intenso mentre avanzo verso la piazza girando la prima sequenza video, ma ad un centinaio di metri dalla piazza sono costretto a ripiegare, il gas mi annebbia gli occhi e anche l’intelletto. Tornato a distanza di sicurezza, intervisto un gruppetto di manifestanti che rifiutano di farsi riprendere. Sostengono che ci sono dei provocatori messi in giro dalla polizia che hanno sfasciato qualche vetrina e lanciato sassi, ma che i veri manifestanti non hanno nessuna inclinazione alla violenza. E in effetti, nonostante i lacrimogeni, si vede solo gente molto pacifica e tranquilla, molte donne, tante ragazze. Gli intervistati se la prendono con l’Europa che non li ha aiutati in tempo, soprattutto con Angela Merkel e &lt;personname productid="la Germania." w:st="on"&gt;la Germania.&lt;/personname&gt; “Once Nazi, Nazi forever” mi dice una signora di mezza età dalla faccia dipinta di bianco. Poi se la prende con Papandreu che se ne deve andare, con l’FMI e coi banchieri internazionali. “Questi vogliono prenderci la nostra terra” mi dice “Ma puoi scriverlo sul tuo blog: noi abbiamo difeso questa terra per tremila anni. L’abbiamo difesa contro i Persiani, l’abbiamo difesa contro i Turchi e li abbiamo cacciati. Adesso la difenderemo contro questi ladroni!”&lt;br /&gt;Torno ad avanzare verso la piazza e riesco a raggiungerla in un momento in cui il vento ha diradato il gas, filmando la seconda sequenza prima che la videocamera si scarichi. Sotto il parlamento, uno schieramento di polizia non tanto folto dietro una fila di transenne. Degli altoparlanti diffondono musica con fracasso ad altissimo volume. Ci sono banchini di raccolta firme. La gente è molta, ma non fittissima. Non vedo alcuna faccia mascherata, non vedo bastoni né sassi. Uno striscione sotto il parlamento recita “Pigs sono i banchieri, non la gente”. Accanto, un’effigie di Che Guevara con la scritta: “Hasta la victoria siempre”. Le uniche bandiere che vedo sono bandiere della Grecia.&lt;br /&gt;La videocamera ha appena esaurito la carica, quando arriva una fila di poliziotti schierati e improvvisamente mi investe un’ondata di lacrimogeno che mi dà un dolore acutissimo agli occhi e mi costringe ad una precipitosa ritirata ad occhi chiusi. Solo a duecento metri di distanza riesco a vedere di nuovo. Molta gente è rimasta sulla piazza, evidentemente è meno sensibile di me. A questo punto è quasi mezzanotte. Torno verso l’albergo. &lt;br /&gt;Passato il tempio di Zeus Olimpio, due ragazze in pantaloni con le facce imbiancate stanno una di fronte all’altra, a quattro o cinque metri di distanza, sul grande marciapiede sgombro. Levano le braccia e inarcano le gambe in sincronia, disegnando figure di danza. A piede fermo, senza musica, con alta e semplicissima eleganza.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Post Scriptum – Di ritorno dalla Grecia devo notare che questo pezzo è un esempio di cronaca piuttosto scadente. Non tanto perché i fatti narrati sono poco significativi, più adatti a una rubrica tipo “Che fa la famiglia la sera?” che non ad una voce “Politics”. E' che il pezzo dimostra come si possano involontariamente travisare i fatti anche quando ci si attiene strettamente a ciò che si è direttamente osservato. Forse cambia &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;poco, ma i botti di cui si parla non erano spari di lacrimogeni, ma bombe acustiche, fragorose quanto innocue, che la polizia usava per spaventare i manifestanti nella speranza di indurli alla fuga. Poiché i manifestanti non si spaventavano affatto, seguiva invariabilmente agli scoppi il lancio dei lacrimogeni, ed era di questo che i volenterosi davanti al banchino volevano avvertirci. Inoltre le facce dei manifestanti non erano dipinte per una qualche forma creativa di protesta, ma imbiancate con uno spray antilacrimogeno, che era evidentemente molto efficace, a giudicare dall’indifferenza dei soggiornanti in piazza Syntagma ai gas che mi&amp;nbsp;misero in fuga.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Inoltre devo aggiungere che il giorno dopo, proprio negli stessi paraggi (era il Viale Vasilissis Amalias) ho assistito a scene alquanto più drammatiche di scontri fra manifestanti e polizia. Ma di questo farò cenno altrove (6.6.2011).&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1791778898652550003?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1791778898652550003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/atene-28-giugno-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1791778898652550003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1791778898652550003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/atene-28-giugno-2011.html' title='Atene, 28 giugno 2011'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-5938254611509002987</id><published>2011-06-16T18:07:00.000+02:00</published><updated>2011-06-16T18:07:19.186+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Quasi al solstizio, l'eclisse di luna</title><content type='html'>Oh, questo raro, esagerato, candido,&lt;br /&gt;maestoso, puntualissimo miracolo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-5938254611509002987?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/5938254611509002987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/quasi-al-solstizio-leclisse-di-luna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5938254611509002987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/5938254611509002987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/quasi-al-solstizio-leclisse-di-luna.html' title='Quasi al solstizio, l&apos;eclisse di luna'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8237294248136453936</id><published>2011-06-13T17:58:00.007+02:00</published><updated>2011-06-16T18:50:17.077+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Referendum del 12 giugno: i due terzi degli elettori bocciano Silvio Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ inutile che il tristo &lt;personname productid="La Russa" w:st="on"&gt;La Russa&lt;/personname&gt; affatichi la sua voce insopportabile per sputare un’ennesima raffica di inverosimili falsità.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non c’è proprio nulla di normale nell’esito di questo referendum. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Non solo perché erano sedici anni che nessun referendum raggiungeva il quorum. Non era mai successo che raggiungesse il quorum una consultazione abrogativa in cui il comitato per il no avesse invitato all’astensione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ inutile che &lt;personname productid="La Russa" w:st="on"&gt;La Russa&lt;/personname&gt; si affanni a spiegare che “loro” non avevano invitato all’astensione. “Loro” si sono astenuti, i no si sono astenuti e il quorum è stato superato largamente. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non solo. E’ falso che questo voto non abbia nulla a che fare col governo. Al contrario: l’unica spiegazione di questa affluenza autenticamente torrenziale è proprio quella. Non certo l’allarme Fukushima, che può aver dato un certo contributo, ma non è di sicuro il fattore determinante. Prova ne sia che il suo dato d’affluenza (56,95%) è semmai leggermente inferiore a quelli sull’acqua e quasi uguale a quello del legittimo impedimento, mentre la sua percentuale di no (5,41 contro 5,00 del legittimo impedimento) è nettamente la più alta di tutte.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;No, la spiegazione di questo risultato è una sola: è un voto contro Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;personname productid="La Russa" w:st="on"&gt;La Russa&lt;/personname&gt; e i suoi compari farebbero bene a riflettere che il 54,2% degli aventi diritto ha espresso un chiarissimo voto contro Berlusconi, quando ha votato sì all’abrogazione della legge Alfano. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Farebbero bene a riflettere che quel 54,2% degli aventi diritto equivale al 66,7% degli elettori, cioè di quell’81,2% degli aventi diritto che ha esercitato il diritto di voto alle ultime elezioni politiche. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Farebbero bene a concludere che i due terzi degli elettori hanno dato un sonoro calcio in faccia a Silvio Berlusconi. E a trarne le dovute conseguenze: andandosene a casa, coperti di vergogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;em&gt;Post scriptum al 16 giugno&lt;/em&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;I dati qui sopra riportati sono quelli provvisori forniti dal Ministero degli Interni la notte del 13 giugno, che ancora escludevano l'elettorato estero. I &lt;/span&gt;&lt;a href="http://referendum.interno.it/"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;dati completi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;, tecnicamente ancora provvisori, hanno abbassato leggermente l'affluenza, mantenendo per il resto&amp;nbsp;le stesse proporzioni. I due terzi sono diventati il 63,9%. Scusate se è poco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8237294248136453936?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8237294248136453936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/referendum-del-12-giugno-i-due-terzi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8237294248136453936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8237294248136453936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/referendum-del-12-giugno-i-due-terzi.html' title='Referendum del 12 giugno: i due terzi degli elettori bocciano Silvio Berlusconi'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-2574562944412959056</id><published>2011-06-12T16:21:00.011+02:00</published><updated>2011-06-14T15:36:43.345+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Un altro miracolo! Dati parziali di affluenza ai precedenti referendum</title><content type='html'>12 giugno 2011. E' in corso un altro miracolo, ancora più sorprendente di quello delle amministrative. Abbiamo un 11,63% alle ore 12.00 della domenica. Alle 19.00 c'è il 30,3. Questi dati lasciano presagire un'affluenza oltre il 60%. Guardate la serie storica dei dati parziali di affluenza alle urne in tutti i referendum precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;[Tags: votanti precedenti referendum, affluenza referendum precedenti, percentuali, quorum precedenti referendum, affluenza alle urne ore 12.00, ore 17.00, ore 19.00,&amp;nbsp;ore 22.00,&amp;nbsp;serie storica quorum, dati storici quorum, affluenza urne&amp;nbsp;referendum precedenti ore 17.00, ore 22.00]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;VEDI ANCHE IL &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/referendum-del-12-giugno-i-due-terzi.html"&gt;&lt;strong&gt;COMMENTO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Referendum: i due terzi degli elettori bocciano Berlusconi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si trova a &lt;a href="http://referendum2011.interno.it/pdf/RetroVotantiRef2011.pdf"&gt;questa pagina&lt;/a&gt;. Guardate i referendum del 1987: 6,7% alle 11.00 della domenica, 26,4% alle 17.00, 65,1% a chiusura il lunedì. Guardate quelli del '93: 8,6 alle 11.00 la domenica, 30,6 alle 17.00, 77 a chiusura il lunedì. Guardate quelli del '95, quando si votava solo la domenica. Guardate il referendum costituzionale del 2006, quando votava già anche l'estero: 10,1 alle 12.00 la domenica, 22,4 alle 19.00, 52,5 a chiusura il lunedì. &lt;br /&gt;Un altro calcio in faccia. Ai privatizzatori, agli antiecologisti, agli ingiustizialisti ad ogni costo. Un altro calcio in faccia a Berlusconi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 23.40 - Il dato di alluenza delle 22.00, pari a poco più del 41,1% per tutti e quattro i referendum, appare in lieve flessione in paragone ai due dati precedenti. Ma indica comunque una netta tendenza al superamento del quorum. &lt;br /&gt;Infatti, nei referendum&amp;nbsp;in cui si è votato anche il lunedì,&amp;nbsp;il rapporto fra affluenza domenicale e affluenza totale, mettendo da parte il caso del divorzio, si è attestato abbastanza uniformemente intorno ai tre quarti nel periodo 1978-1993: cosa che, per il nostro dato domenicale, darebbe un'affluenza totale a chiusura del 54-55%.&lt;br /&gt;Ma nel periodo 2003-2009, il rapporto domenicale/totale si è nettamente spostato, attestandosi intorno ai due terzi, cosa che&amp;nbsp;ci porterebbe invece ad un'alluenza a chiusura di poco superiore al 60%. &lt;br /&gt;In breve,&amp;nbsp;mancare il&amp;nbsp;quorum appare statisticamente pressoché impossibile.&lt;br /&gt;Ma naturalmente è vero che ultimamente sono successe tante cose che sembravano impossibili, dunque&amp;nbsp;tocchiamo ferro e aspettiamo domani.&lt;br /&gt;Intanto, vale la pena di notare che un dato non irrilevante è la quasi assoluta omogeneità nei dati di affluenza dei quattro referendum. Quanti avevano presunto che il quesito sul legittimo impedimento destasse poco interesse sono smentiti dai fatti.&amp;nbsp;E' quello&amp;nbsp;di cui meno si è parlato, ma&amp;nbsp;era quello di gran lunga più rilevante sul piano politico. Si direbbe che ciò non sia sfuggito agli elettori.&lt;br /&gt;Resterà da vedere quale sarà la percentuale dei no. Sarei pronto a scommettere che non sarà di molto inferiore al dieci per cento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-2574562944412959056?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/2574562944412959056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/un-altro-miracolo-serie-storica-dati.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2574562944412959056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2574562944412959056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/un-altro-miracolo-serie-storica-dati.html' title='Un altro miracolo! Dati parziali di affluenza ai precedenti referendum'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-6751442633126500827</id><published>2011-06-08T00:09:00.012+02:00</published><updated>2011-11-05T13:48:00.071+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Risoluzione ONU 1970 (2011) sulla Libia – Traduzione italiana integrale</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco finalmente, a grande richiesta, la traduzione integrale della prima risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Libia, quella del 26 febbraio scorso. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La risoluzione dispone il deferimento di Gheddafi e altri leader libici al Tribunale Penale Internazionale; l’embargo sulle armi; le restrizioni agli spostamenti personali di Gheddafi e altri leader; il congelamento dei loro beni all’estero; l’istituzione di un Comitato per le sanzioni, incaricato di sovrintendere alla loro applicazione e successivamente investito di nuove funzioni dalla &lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/03/risoluzione-1973-2011-del-consiglio-di.html#more"&gt;risoluzione 1973&lt;/a&gt;; misure per l’assistenza umanitaria. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;strong&gt;[Tags: Testo risoluzione 1970 sulla Libia; testo integrale risoluzioni ONU sulla Libia 2011; ONU 2011 sulla Libia; risoluzione Nazioni Unite 1970/2011; ONU Libia risoluzione; risoluzione Libia Consiglio di Sicurezza 1970/2011; testo integrale risoluzione ONU 1970/2011 sulla Libia]&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;© &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;- La presente traduzione è soggetta a Copyright di Alberto Cacopardo e non può essere riprodotta senza autorizzazione su altri siti, né riprodotta a stampa a scopo commerciale. I siti che desiderano renderla disponibile ai propri visitatori possono farlo liberamente riportando il link, ma non copiando il testo. Si ringraziano gli interessati per la comprensione: questo è un servizio offerto gratuitamente senza alcun remunerazione. Chi riproduce il testo arreca un danno a questo blog senza ricavarne alcun vantaggio.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;[V. anche la &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2009-2011-sulla-libia.html#more"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;terza risoluzione ONU sulla&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Libia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, no. 2009&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;del 16 settembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;e la &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/risoluzione-onu-2016-2011-del-27.html"&gt;&lt;strong&gt;quarta risoluzione ONU sulla Libia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;, no. 2016 del 27 ottobre 2011]&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;Risoluzione&amp;nbsp; 1970 (2011)&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;Adottata dal Consiglio di Sicurezza nella sua 6491esima riunione del 26 febbraio 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il Consiglio di Sicurezza&lt;/i&gt;,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprimendo&lt;/i&gt; grave preoccupazione per la situazione della Jamahiriya Araba di Libia e condannando la violenza e l’uso della forza contro i civili,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Deplorando&lt;/i&gt; le gravi (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;gross&lt;/i&gt;) e sistematiche violazioni dei diritti umani, compresa la repressione ai danni di pacifici manifestanti, esprimendo profonda preoccupazione per la morte di civili e respingendo categoricamente l’incitamento all’ostilità e alla violenza contro la popolazione civile compiuto dal più alto livello del governo libico,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Apprezzando&lt;/i&gt; (welcoming) la condanna da parte della Lega Araba, dell’Unione Africana e del Segretario Generale dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, delle non lievi (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;serious&lt;/i&gt;) violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale che vengono commesse nella Jamahiriya Araba di Libia,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Prendendo atto&lt;/i&gt; della lettera inviata al Presidente del Consiglio di Sicurezza dal Rappresentante Permanente della Jamahiriya Araba di Libia in data 26 febbraio 2011,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Apprezzando&lt;/i&gt; la risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani A/HRC/S-15/1 del 25 febbraio 2011, compresa la decisione di inviare urgentemente una commissione d’indagine internazionale indipendente per investigare tutte le asserite violazioni del diritto umanitario internazionale nella Jamahiriya Araba di Libia, allo scopo di accertare i fatti e le circostanze di tali violazioni e dei crimini perpetrati, e identificarne ove possibile i responsabili,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Considerato&lt;/i&gt; che i diffusi e sistematici attacchi attualmente in corso nella Jamahiriya Araba di Libia contro la popolazione civile potrebbero configurare la fattispecie di crimini contro l’umanità,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprimendo preoccupazione&lt;/i&gt; per la condizione dei profughi costretti a fuggire la violenza nella Jamahiriya Araba di Libia,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprimendo altresì preoccupazione&lt;/i&gt; per le notizie di carenze di forniture mediche per il trattamento dei feriti,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Richiamando&lt;/i&gt; la responsabilità delle autorità libiche per la protezione della propria popolazione,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sottolineando&lt;/i&gt; la necessità di rispettare le libertà di pacifica riunione e di espressione, ivi compresa la libertà dei media,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Rimarcando&lt;/i&gt; la necessità che i responsabili di attacchi ai civili, anche da parte di forze sotto il loro controllo, siano chiamati a render conto delle proprie azioni&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Richiamando&lt;/i&gt; l’articolo 16 dello Statuto di Roma, in base al quale nessuna indagine o procedimento può essere iniziato o proseguito dal Tribunale Penale Internazionale per un periodo di 12 mesi dopo una richiesta in tal senso da parte del Consiglio di Sicurezza,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprimendo preoccupazione&lt;/i&gt; per la sicurezza dei cittadini stranieri e dei loro diritti nella Jamahiriya Araba di Libia,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Riaffermando&lt;/i&gt; la propria ferma determinazione a garantire la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e l’unità nazionale della Jamahiriya Araba di Libia,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Consapevole&lt;/i&gt; della propria responsabilità primaria per la salvaguardia della pace e della sicurezza internazionale in base allo Statuto delle Nazioni Unite,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Agendo &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;in base al Capo VII dello Statuto delle Nazioni Unite e adottando misure in base al suo Articolo 41,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;1. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Chiede&lt;/i&gt; (demands) che si metta immediatamente fine alla violenza e invita a compiere i passi necessari a soddisfare le legittime richieste della popolazione;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;2. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esorta&lt;/i&gt; (urges) le autorità libiche a:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(a) Agire con la massima moderazione, rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale, e consentire immediato accesso al monitoraggio umanitario internazionale;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(b) Garantire la sicurezza di tutti i cittadini stranieri e dei loro beni e agevolare la partenza di quanti fra essi desiderano lasciare il paese;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(c) Garantire un accesso sicuro al paese per le forniture mediche e umanitarie e per le organizzazioni e gli operatori umanitari; e&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(d) Rimuovere immediatamente ogni restrizione ai media di qualsiasi genere;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;3. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Richiede&lt;/i&gt; (requests) a tutti gli stati membri, per quanto possibile, di collaborare nell’evacuazione di quei cittadini stranieri che desiderano lasciare il paese;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Deferimento al Tribunale Penale Internazionale&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;4. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; di deferire la situazione creatasi nella Jamahiriya Araba di Libia a partire dal 15 febbraio 2011 al Procuratore del Tribunale Penale Internazionale;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;5. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che le autorità libiche coopereranno pienamente, prestando ogni necessaria assistenza, con il Tribunale e il Procuratore in applicazione di questa risoluzione e, nel riconoscere che gli Stati che non aderiscono allo Statuto di Roma non hanno alcun obbligo in base ad esso, esorta tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali interessate (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;concerned&lt;/i&gt;), regionali e non, a collaborare pienamente con il Tribunale e il Procuratore;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;6. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che i cittadini, i funzionari e il personale, in carica o in congedo, di Stati al di fuori della Jamahiriya Araba di Libia che non aderiscano allo Statuto di Roma del Tribunale Penale Internazionale, saranno soggetti alla giurisdizione esclusiva dello Stato di appartenenza per tutti gli atti o omissioni riconducibili o connessi ad operazioni nella Jamahiriya Araba di Libia istituite (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;established&lt;/i&gt;) o autorizzate dal Consiglio, a meno che lo Stato non abbia espressamente rinunciato a tale giurisdizione esclusiva;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;7. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Invita&lt;/i&gt; (invites) il Procuratore a informare il Consiglio di Sicurezza entro due mesi dall’adozione di questa risoluzione e in seguito ogni sei mesi sulle iniziative intraprese in applicazione di questa risoluzione;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;8. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Riconosce&lt;/i&gt; che nessuna spesa affrontata in relazione al deferimento, comprese le spese relative alle indagini o azioni connesse al deferimento stesso, sarà a carico delle Nazioni Unite e che tali spese saranno sopportate dagli aderenti allo Statuto di Roma e da quegli Stati che vorranno volontariamente contribuire;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Embargo sulle armi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;9. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide &lt;/i&gt;che tutti gli Stati membri prenderanno immediatamente le misure necessarie per impedire la fornitura diretta o indiretta, la vendita o il trasferimento alla Jamahiriya Araba di Libia, dai loro territori o attraverso di essi, o ad opera di loro cittadini, o con l’uso di imbarcazioni o velivoli battenti la loro bandiera, di armamenti e materiali affini di ogni tipo, comprese armi e munizioni, veicoli e attrezzature militari, attrezzature paramilitari e ricambi per quanto sopra, nonché assistenza tecnica, addestramento, assistenza finanziaria o di altro tipo, relativa ad attività militari o alla fornitura, manutenzione o impiego di armi e materiali affini, compresa la fornitura di personale mercenario armato che tragga o non tragga origine dai loro territori, e decide altresì che questa misura non si applicherà a:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(a) Forniture di attrezzature militari non letali destinate esclusivamente ad uso umanitario o protettivo, e connessa assistenza o addestramento tecnico, secondo preventiva approvazione del Comitato istituito in base al paragrafo 24 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;infra&lt;/i&gt;;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(b) Abbigliamento protettivo, compresi giubbotti antiproiettile ed elmetti militari, temporaneamente esportati nella Jamahiriya Araba di Libia da personale delle Nazioni Unite, esponenti dei media e operatori umanitari e di sviluppo e personale associato, esclusivamente per loro uso personale; o&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(c) Altre vendite o forniture di armi e materiali annessi, o forniture di assistenza o personale, preventivamente approvate dal Comitato;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;10. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che &lt;personname productid="la Jamahiriya Araba" w:st="on"&gt;la Jamahiriya Araba&lt;/personname&gt; di Libia metterà fine all’esportazione di tutte le armi e materiali collegati e che tutti gli Stati Membri vieteranno ai loro cittadini, o con l’uso di imbarcazioni o velivoli battenti la loro bandiera, l’approcacciamento dalla Jamahiriya Araba di Libia di tali articoli, originanti o meno nel territorio della Jamahiriya Araba di Libia; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;11. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Invita&lt;/i&gt; (calls upon) tutti gli Stati, e in particolare gli Stati prossimi alla Jamahiriya Araba di Libia, a ispezionare, in accordo con le proprie autorità nazionali e la propria legislazione e nel rispetto del diritto internazionale, in particolare il diritto marittimo e le rilevanti pattuizioni internazionali in materia di aviazione civile, tutti i mezzi da carico provenienti dalla &lt;a href="http://www.blogger.com/" name="OLE_LINK2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK2;"&gt;Jamahiriya Araba di Libia&lt;/span&gt; o ivi diretti, nel proprio territorio, porti e aeroporti compresi, se lo Stato interessato (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;concerned&lt;/i&gt;) dispone di informazioni che facciano ragionevolmente ritenere che il mezzo contenga articoli la cui fornitura, vendita, trasferimento o esportazione sia proibita dai paragrafi 9 o 10 di questa risoluzione, allo scopo di assicurare la rigorosa applicazione di tali disposizioni;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;12. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; di autorizzare tutti gli Stati Membri, e che tutti gli Stati Membri provvederanno, in caso di scoperta di articoli proibiti dai paragrafi 9 o 10 di questa risoluzione, a confiscare e a disporre (in modi come la distruzione, la messa fuori uso, l’immagazzinamento o il trasferimento a tali fini a Stato diverso da quelli di origine e destinazione) degli articoli la cui fornitura, vendita, trasferimento o esportazione sia proibita dai paragrafi 9 o 10 di questa risoluzione, e decide altresì che tutti gli Stati Membri presteranno collaborazione a questo scopo;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;13. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Prescrive&lt;/i&gt; (requires) a qualsiasi Stato Membro intraprenda un’ispezione in applicazione del paragrafo 11 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt;, di presentare prontamente un iniziale rapporto scritto al Comitato, contenente, in particolare, spiegazioni sulle ragioni delle ispezioni e i loro risultati, indicando se è stata prestata cooperazione o meno, e, in caso di reperimento di articoli proibiti, prescrive altresì a tali Stati Membri di presentare in seguito al Comitato un ulteriore rapporto scritto contenente i particolari rilevanti sull’ispezione, la confisca e il trattamento dei beni, nonché i particolari rilevanti sul trasferimento, compresa una descrizione degli articoli, della loro origine e destinazione designata, qualora tali informazioni non fossero già contenute nel rapporto iniziale;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;14. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Incoraggia&lt;/i&gt; gli Stati Membri ad adottare misure per scoraggiare fortemente i propri cittadini dal recarsi nella Jamahiriya Araba di Libia per partecipare ad attività per conto delle autorità libiche che potrebbero, per ragionevole valutazione, contribuire alla violazione dei diritti umani;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;15. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che tutti gli Stati Membri prenderanno le misure necessarie per impedire l’ingresso o il transito nei loro territori agli individui elencati nell’Allegato 1 di questa risoluzione o designati dal Comitato istituito in base al paragrafo 24 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;infra&lt;/i&gt;, fermo restando che nessuna disposizione del presente paragrafo potrà obbligare uno Stato a rifiutare ai propri cittadini l’ingresso nel proprio territorio;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;16. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che le misure imposte dal paragrafo 15 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt; non si applicheranno:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(a) Qualora il Comitato determini caso per caso che il viaggio è giustificato da esigenze umanitarie, ivi compresi gli obblighi religiosi;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(b) Qualora l’ingresso o il transito sia necessario ai fini di un procedimento giudiziario;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(c) Qualora il Comitato determini caso per caso che un’esenzione possa giovare alle finalità della pace e della riconciliazione nazionale nella Jamahiriya Araba di Libia e alla stabilità della regione; ovvero&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(d) Qualora uno Stato determini caso per caso che tale ingresso o transito è necessario per promuovere la pace e la stabilità nella Jamahiriya Araba di Libia e tale Stato successivamente informi il Comitato entro quarantotto ore da tale determinazione;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Congelamento dei beni&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;17. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che tutti gli Stati Membri congeleranno senza indugio tutti i fondi, altre attività finanziarie (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;financial assets&lt;/i&gt;) e risorse economiche (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;economic resources&lt;/i&gt;) che si trovino nei propri territori e che siano possedute e controllate, direttamente o indirettamente, dagli individui o entità elencate nell’Allegato II di questa risoluzione o designate dal Comitato istituito in base al paragrafo 24 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;infra&lt;/i&gt;, o da individui o entità che agiscono per loro conto o su loro istruzioni, o da entità possedute o controllate da essi, e decide altresì che tutti gli Stati Membri faranno sì che sia impedito che qualsiasi fondo, attività finanziaria o risorsa economica sia resa disponibile dai loro cittadini o da qualsiasi individuo o entità all’interno del loro territorio, a favore o a beneficio degli individui o entità elencate nell’Allegato II di questa risoluzione o degli individui designati dal Comitato;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;18. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Esprime&lt;/i&gt; la propria intenzione di far sì che i beni congelati in applicazione del paragrafo 17 siano in seguito resi disponibili a favore e beneficio del popolo della Jamahiriya Araba di Libia;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;19. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che le misure imposte dal paragrafo 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt; non si applicano ai fondi, altre attività finanziarie o risorse economiche che gli Stati Membri interessati (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;relevant&lt;/i&gt;) abbiano stabilito essere:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(a) Necessarie per spese essenziali, ivi compresi i pagamenti per alimenti, canoni di locazione o mutui ipotecari, medicine e trattamenti medici, tributi, premi d’assicurazione e fatturazioni periodiche per servizi di pubblica utilità, o esclusivamente per il pagamento di ragionevoli parcelle professionali e rimborsi per spese sostenute in connessione con la prestazione di servizi legali in conformità alla legislazione nazionale, o remunerazioni e addebiti, in conformità alla legislazione nazionale, per l’ordinaria gestione o manutenzione dei fondi, altre attività finanziarie e risorse economiche soggette a congelamento, dietro notifica da parte dello Stato interessato (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;relevant&lt;/i&gt;) al Comitato dell’intenzione di autorizzare, ove appropriato, l’accesso a tali fondi, attività finanziarie o risorse economiche, e in assenza di una deliberazione negativa da parte della Commissione entro cinque giornate lavorative da tale notifica;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(b) Necessarie per spese straordinarie, purché tale determinazione sia stata notificata dallo Stato o Stati Membri interessati (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;relevant&lt;/i&gt;) al Comitato e sia stata approvata dal Comitato stesso;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(c) Oggetto di crediti privilegiati o giudiziari, di origine giudiziaria, amministrativa o arbitrale (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;subject of a judicial, administrative or arbitral lien or judgment&lt;/i&gt;), nel qual caso i fondi, altre attività finanziarie e risorse economiche potranno essere usate per soddisfare tali crediti (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;that lien or judgement)&lt;/i&gt;, purché il credito sia sorto antecedentemente alla data della presente risoluzione, non torni a beneficio di una persona o entità designata in base al paragrafo 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt;, e sia stato notificato al Comitato dallo Stato o Stati Membri interessati (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;relevant&lt;/i&gt;);&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;20. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che gli Stati Membri potranno consentire l’accredito sui conti congelati in base alle disposizioni del paragrafo 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt;, di interessi o altre entrate dovute su tali conti, o pagamenti dovuti in base a contratti, accordi o obbligazioni preesistenti alla data in cui tali conti siano stati assoggettati alle disposizioni di questa risoluzione, fermo restando che tali eventuali interessi, altre entrate e pagamenti restano soggetti a queste disposizioni e sono congelati;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;21. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che le disposizioni del paragrafo 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt; non impediranno a una persona o entità designata di provvedere a pagamenti dovuti in base a contratti stipulati anteriormente alla elencazione di tale persona o entità, purché gli Stati interessati (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;relevant&lt;/i&gt;) abbiano stabilito che il pagamento non è direttamente o indirettamente percepito da persona o entità designata in base al paragrafo 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt;, e dopo notifica al Comitato da parte degli Stati interessati dell’intenzione di erogare o riscuotere tali pagamenti o di autorizzare, ove appropriato, lo scongelamento di fondi, altre attività finanziarie o risorse economiche a questo scopo, con 10 giornate lavorative di anticipo su tale autorizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Criteri di designazione&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;22. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; che le misure previste dai paragrafi 15 e 17 si applicheranno alle entità o individui designati dal Comitato, in base al paragrafo 24 (b) e (c), rispettivamente;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(a) Coinvolti o complici nell’atto di ordinare, controllare, o altrimenti dirigere, il compimento di gravi (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;serious&lt;/i&gt;) abusi contro i diritti umani ai danni di persone nella Jamahiriya Araba di Libia, ivi compresi il coinvolgimento o la complicità nel progettare, comandare, ordinare o condurre attacchi, in violazione del diritto internazionale, inclusi i bombardamenti aerei, contro la popolazione e le risorse civili; o&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(b) Operanti per conto o a favore o agli ordini di individui o entità identificati alla lettera (a).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;23. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Incoraggia fortemente&lt;/i&gt; gli Stati Membri a sottoporre al Comitato i nomi di individui o entità rispondenti ai criteri definiti al paragrafo 22 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nuovo Comitato per le Sanzioni&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;24. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; di istituire, in conformità alla regola 28 del suo regolamento procedurale provvisorio (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;provisional rules of procedure&lt;/i&gt;), un Comitato del Consiglio di Sicurezza composto da tutti i membri del Consiglio (qui designato “il Comitato”), per svolgere i seguenti compiti:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(a) Verificare (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;to monitor&lt;/i&gt;) l’attuazione delle misure imposte dai paragrafi 9, 10, 15 e 17;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(b) Designare gli invidui soggetti alle misure imposte dal paragrafo 15 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt; ed esaminare le richieste di esenzione in base al paragrafo 16;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(c) Designare gli invidui soggetti alle misure imposte dal paragrafo 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt; ed esaminare le richieste di esenzione in base ai paragrafi 19 e 20;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(d) Stabilire le linee guida eventualmente necessarie per facilitare l’attuazione delle misure imposte sopra;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(e) Riferire entro trenta giorni al Consiglio di Sicurezza sul proprio lavoro per il primo rapporto e successivamente riferire come ritenuto necessario dal Comitato stesso;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(f) Incoraggiare un dialogo fra il Comitato e gli Stati Membri interessati (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;interested&lt;/i&gt;), in particolare quelli della regione, anche invitando rappresentanti di tali stati ad incontrare il Comitato per discutere l’attuazione delle misure;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(g) Richiedere a tutti gli Stati qualsiasi informazione ritenga utile in merito alle azioni da essi intraprese per attuare efficacemente le misure imposte sopra;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;(h) Esaminare e prendere adeguati provvedimenti sulle informazioni concernenti presunte violazioni o casi di mancata ottemperanza alle disposizioni contenute in questa risoluzione;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;25. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Invita&lt;/i&gt; (calls upon) tutti gli Stati Membri a riferire alla Commissione entro 120 giorni dall’adozione di questa risoluzione sui passi che avranno intrapreso nell’intento di attuare efficacemente i paragrafi 9, 10, 15 e 17 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;supra&lt;/i&gt;;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Assistenza umanitaria&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;26. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Invita&lt;/i&gt; (calls upon) tutti gli Stati Membri a facilitare e sostenere, lavorando insieme e agendo in collaborazione con il Segretario Generale, il ritorno delle organizzazioni umanitarie e a rendere disponibile l’assistenza umanitaria e connessa (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;humanitarian and related assistance&lt;/i&gt;) nella Jamahiriya Araba di Libia; richiede (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;requests&lt;/i&gt;) agli Stati interessati (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;concerned&lt;/i&gt;) di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sull’evolversi delle azioni intraprese in applicazione di questo paragrafo, ed esprime la propria disponibilità a considerare l’adozione di ulteriori adeguate misure, se necessario a tale scopo;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Impegno alla revisione&lt;/i&gt; (review)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;27. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Afferma&lt;/i&gt; che terrà sotto continua osservazione (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;review&lt;/i&gt;) gli atti delle autorità libiche e che sarà pronta a rivedere (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;review&lt;/i&gt;) l’adeguatezza delle misure contenute in questa risoluzione, compreso il rafforzamento, la modifica, la sospensione o la revoca delle misure stesse, secondo quanto risulterà opportuno in qualsiasi momento, alla luce dell’ottemperanza delle autorità libiche alle pertinenti disposizioni di questa risoluzione;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;28. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Decide&lt;/i&gt; &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di rimanere attivamente investito della questione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Fonte del testo originale:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N11/268/39/PDF/N1126839.pdf?OpenElement"&gt;un.org United Nations&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-6751442633126500827?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/6751442633126500827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/risoluzione-onu-1970-2011-sulla-libia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6751442633126500827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6751442633126500827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/risoluzione-onu-1970-2011-sulla-libia.html' title='Risoluzione ONU 1970 (2011) sulla Libia – Traduzione italiana integrale'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-7619135983610478227</id><published>2011-06-05T23:25:00.002+02:00</published><updated>2011-06-13T02:18:37.127+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Ritorneremo al Borro delle Falle</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qualche tempo fa, Sofia Gianna ed io abbiamo dato passaggio ad un tipo che faceva l’autostop ad una fermata dell’autobus, in un paese in riva all’Arno. Il tipo si chiamava Letizio, e aveva i capelli piuttosto lunghi, piuttosto grigi e, in verità, non molto puliti. Ci ha detto che abitava nel Borro delle Falle, dove appunto Sofia Gianna&amp;nbsp;ed io eravamo stati poco tempo prima, per vedere i boschi dove abitano i folletti. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I folletti, in verità, abitano anche nel bosco sopra casa nostra, ma quelli sono boschi molto più grandi, dunque ci devono essere parecchi più folletti che da noi. Quando lo abbiamo detto a Letizio, lui ci ha spiegato che in effetti un folletto lo aveva visto, ma una volta soltanto in vita sua. In quella particolare circostanza, la cosa sembrò talmente normale che né a Sofia né a me venne in mente di informarci un po’ meglio sul quel fortunato episodio. Quando lo aveva visto? Dove? E soprattutto: che aspetto aveva questo folletto? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché, in verità, né Sofia Gianna, che ha l’età di tre anni, né io, che ne ho quasi venti volte tanti, abbiamo ancora avuto la ventura di riuscire a vederne uno di presenza. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Abbiamo scaricato Letizio sulla strada, quando siamo arrivati alla via dei Bosconi, perché lui doveva andare a monte, in cima alla valle.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ripensandoci, Sofia e io abbiamo deciso che bisognerà andare a ragguagliarsi meglio, e soprattutto a farci spiegare per filo e per segno che aspetto aveva&amp;nbsp;il personaggio. Com’era vestito? Aveva la barba? Era piccolo, grosso? Era brutto o carino? Aveva un cappello? Ha detto qualcosa? Ha fatto rumore? Era buono o cattivo? Come aveva le scarpe? E i bottoni? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque ritorneremo al Borro delle Falle, questa volta per cercare Letizio, quello che ha visto il folletto, ma una volta soltanto in vita sua.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-7619135983610478227?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/7619135983610478227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/ritorneremo-al-borro-delle-falle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7619135983610478227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/7619135983610478227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/06/ritorneremo-al-borro-delle-falle.html' title='Ritorneremo al Borro delle Falle'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1629788136261277819</id><published>2011-05-31T04:22:00.006+02:00</published><updated>2011-05-31T17:25:03.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Afghanistan: propaganda di guerra al TG1</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lunedì sera, mentre tutti i giusti d’Italia giubilavano per la rovinosa disfatta elettorale di Silvio Berlusconi, il TG1 trasmetteva, associato alla notizia dell’attacco contro gli italiani a Herat, un notevole &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-16e77eb3-e3f4-4a71-b552-c051ab6a118b-tg1.html"&gt;esercizio di mala informazione&lt;/a&gt;, che ricorda davvero la propaganda di guerra di età mussoliniana.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Con tono pacatamente indignato, il cronista enumerava una serie di eventi delle ultime settimane, apparentemente una cronaca oggettiva di fatti realmente accaduti in Afghanistan. Ci ricordava così che “sabato scorso a Kabul, un kamikaze… uccide il generale Mohammad Daud, capo della polizia del nord-est”, non senza spiegare, con un invisibile ma percettibilissimo punto esclamativo, che lo aveva fatto “a tradimento”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi aggiungeva: “Il 7 maggio, a Kandahar, un gruppo di Taleban si chiude in un centro commerciale e spara per ore, tentando l’assalto al palazzo del governatore.” Ma non basta: “Poche settimane prima, 400 guerriglieri evadono dalla prigione della città.” E a completare il quadro: “Poi ci sono le bombe e gli agguati: otto americani uccisi venerdì, sempre a Kandahar, due marines britannici nella provincia di Helmand.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ un peccato che il cronista abbia completamente dimenticato di aggiungere un’altra serie di fatti recentissimi, che sono sulla bocca di tutti gli afghani.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per esempio che il 17 maggio a Taloqan, capoluogo della provincia di Takhar nel nord-est, un commando Nato ha fatto irruzione nottetempo in una casa, uccidendo a sangue freddo quattro persone, fra cui due donne. A questa esecuzione senza processo, forse avvenuta per sbaglio, è seguita il giorno dopo una grossa manifestazione di protesta contro cui ha sparato la polizia afghana e, sembra, anche le forze tedesche. Uccidendo dodici persone. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ha dimenticato anche di menzionare l’attacco aereo Nato di mercoledì 25 maggio nella provincia del Nuristan, distretto di Doab, nel quale sono morti una ventina di civili e una ventina di poliziotti afghani, scambiati per guerriglieri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Così come ha trascurato di menzionare l’altro recentissimo attacco aereo Nato nella provincia di Helmand, distretto di Nawzad, che nella notte fra venerdì e sabato scorsi ha ucciso, secondo fonti del governo afghano, 12 bambini e due donne, sempre, naturalmente, per errore.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Evidentemente il cronista (si fa per dire) non era bene informato. Altrimenti non ci avrebbe fatto credere, per esempio, che l’attentato al generale Daud sia avvenuto a Kabul, mentre è avvenuto a Taloqan, capoluogo della provincia di Takhar nel nord-est, e precisamente negli uffici del governatore provinciale Abdul Jabar Taqwa, che è rimasto ferito insieme al generale tedesco Markus Kneip, comandante delle forze Nato per il nord dell’Afghanistan, con il quale era in corso un vertice operativo, in presenza del capo della polizia della provincia, rimasto ucciso anche lui nell’esplosione. Forse il cronista avrebbe sospettato che l’attentato avesse qualcosa a che fare con la strage del 18 maggio, dato che le vittime ne erano i diretti responsabili. Ma queste non sono cose da far presenti ai telespettatori.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Con un attacco di scrupolo giornalistico, tuttavia, il cronista conclude il servizio informandoci di un fatto increscioso. C’è una polemica fra Karzai e &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; intorno agli ultimi eventi. Testualmente: “‘E’ una nuova strategia per vendicare Bin Laden’ dice il presidente Karzai. ‘Colpi di coda, perché sono alle strette’, sostengono invece i generali della Nato.” Questa sì che è una annotazione importante. &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;E’ secondario, invece, che domenica Karzai abbia rilasciato un comunicato ufficiale in cui si rileva che &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; e gli Stati Uniti conducono continuamente “operazioni arbitrarie e innecessarie” causando vittime civili “ogni giorno”, che queste operazioni devono cessare, e che, dopo i tanti richiami precedenti, il presidente “in nome del popolo afghano manda il suo ultimo avvertimento alle truppe e agli ufficiali statunitensi in questo senso”. Anche queste non sono cose da far presenti ai telespettatori. Dopotutto, la protezione dei civili è la nostra specialità. E’ per questo che siamo in Libia, con gli altri specialisti del settore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Ah, dimenticavo: per tutti questi fatti, &lt;personname productid="la Nato" w:st="on"&gt;la Nato&lt;/personname&gt; ha chiesto scusa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1629788136261277819?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1629788136261277819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/afghanistan-propaganda-di-guerra-al-tg1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1629788136261277819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1629788136261277819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/afghanistan-propaganda-di-guerra-al-tg1.html' title='Afghanistan: propaganda di guerra al TG1'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-914284104956514765</id><published>2011-05-28T11:49:00.001+02:00</published><updated>2011-05-28T11:49:26.255+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Seria riflessione</title><content type='html'>Nota di Jena sulla Stampa di oggi:&amp;nbsp;"In caso di vittoria la sinistra avvierà una seria riflessione: 'Come abbiamo fatto?'"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-914284104956514765?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/914284104956514765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/seria-riflessione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/914284104956514765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/914284104956514765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/seria-riflessione.html' title='Seria riflessione'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-219391972005181631</id><published>2011-05-26T17:53:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T17:53:03.335+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Un altro parlamento di nominati?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Improvvisamente, torna al centro dell’attenzione la riforma elettorale e ancora una volta D’Alema non perde l’occasione per ribadire la sua immensa simpatia per il famoso sistema tedesco. Questa insistenza è davvero sorprendente. Forse D’Alema crede che nessuno si accorga che il sistema tedesco significa un parlamento interamente nominato dai partiti? &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il sistema tedesco prevede due schede e due voti: uno uninominale di collegio, con cui si sceglie fra singoli candidati a singoli seggi, ovviamente prescelti dai partiti; l’altro è un voto al partito, in base al quale si assegnano proporzionalmente i seggi in base a liste bloccate. Risultato: un parlamento interamente nominato, in cui gli elettori decidono solo la distribuzione percentuale dei seggi fra i partiti e questi si scelgono i parlamentari.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Forse si capisce perché a D’Alema piace tanto. Non si capisce perché dovrebbe piacere agli italiani. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lo vogliamo correggere con le primarie? Ma le primarie sono una faccenda privata dei partiti, che possono anche decidere di farne a meno. Lo vogliamo correggere introducendo le preferenze al posto delle liste bloccate? Ma allora non si capisce proprio perché mantenere la componente uninominale, cioè perché scegliere il sistema tedesco.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto è che l’uninominale ci è stata gabellata a suo tempo come una scelta fra persone, quando invece è una scelta fra candidati nominati dai partiti. Ultimamente ci viene gabellata come la possibilità di sceglierci il governo. E’ una possibilità che non esiste nel sistema tedesco, dove la maggioranza in parlamento è determinata dal secondo voto, quello di lista, e non dal voto uninominale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il sistema tedesco è un macchinoso congegno adatto, semmai, ad un paese dove gli elettori hanno buone ragioni di fidarsi in pieno dei partiti che li rappresentano. Purtroppo non è il caso dell’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-219391972005181631?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/219391972005181631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/un-altro-parlamento-di-nominati.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/219391972005181631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/219391972005181631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/un-altro-parlamento-di-nominati.html' title='Un altro parlamento di nominati?'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8620833907146037343</id><published>2011-05-24T23:58:00.015+02:00</published><updated>2011-05-25T02:17:44.857+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Un applauso alla violenza, ovvero: perché niente bandiere per la Libia - in risposta a Giuliano Ferrara.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sul Foglio di ieri, Giuliano Ferrara ha pubblicato una roboante “Invettiva contro le anime belle che si sono scordate di Tripoli”... ... Stia zitto Giuliano Ferrara. Le anime belle sono solo perplesse e confuse, perché i tempi sono duri da decifrare. Ma sono tutt’altro che estinte: eccoci qui.&lt;span style="mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;.. ...&amp;nbsp;Noi teniamo la bandiera della pace caparbiamente levata nel vento, aspettando.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato scorso, una giovane donna di Rawa, “associazione rivoluzionaria delle donne afghane”, era a Fiesole per parlare di Afghanistan. Una signora del pubblico le ha chiesto come sperava che un’organizzazione così piccola e inascoltata potesse cambiare il destino del paese. Samia Walid ha risposto che la strada maestra è quella dell’istruzione, di cui tutti gli afghani sono assetati. Dopodiché ha aggiunto che, tuttavia, se “il popolo afghano” decidesse finalmente di levarsi in armi contro i “fondamentalisti”, i “signori della guerra” e le forze di occupazione, allora Rawa sarebbe certamente in armi al suo fianco.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Uno dei presenti ha preso la parola per osservare che, se la prima parte della risposta era ampiamente condivisibile, la seconda lo trovava in radicale dissenso. Sia perché in generale, ha argomentato, l’uso della violenza a fini politici dev’essere condannato senza eccezioni, sia perché in un paese come l’Afghanistan, che è in guerra da più di trent’anni, sarebbe ora di mettere fine alla carneficina. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La giovane donna ha risposto: nobile certamente è il proposito di chi pretende di rinunciare alle armi, ma quando ci si trova in situazioni come quella afghana, come si fa a mantenerlo? E ha fatto l’esempio di un episodio di appena due giorni prima, precisamente di giovedì 18 maggio, quando a Taloqan, nel nord-est del paese, una banda Nato a guida americana ha fatto irruzione nottetempo in una casa uccidendo “senza ragione” quattro persone, fra cui due donne, suscitando una generale indignazione che è esplosa in una manifestazione spontanea sulla quale si è sparato, facendo dodici morti e diverse decine di feriti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(Una&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28530/Afghanistan%2C+repressa+nel+sangue+rivolta+anti-Nato"&gt;foto&lt;/a&gt; di questa manifestazione sembra “Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando si assiste a simili ingiustizie, ha argomentato accoratamente Samia, come si fa a non prendere le armi?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La risposta è stata accolta da un applauso. Non fragoroso, in verità, ma è stato l’unico applauso a scena aperta dell’incontro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quell’applauso alla violenza è stato per me una specie di pugno allo stomaco. Ma come? Non lo sappiamo che tutte le guerre si pretendono giuste? Non lo sappiamo che chiunque prenda le armi è sempre fermamente convinto di dover combattere una tremenda ingiustizia? Non sappiamo che è proprio questo che li spinge a uccidere? Non è “senza ragione” che quella banda è entrata in quella casa, ma perché doveva eliminare dei pericolosi avversari della giustizia e della democrazia, militanti addirittura dell’Islamic Movement of Uzbekistan, una bieca accolita di “fondamentalisti”, sostenuta da qualche “signore della guerra” che da tempo minaccia la pubblica sicurezza nel Takhar…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sicuramente quei soldati si battevano per una causa che credevano giusta. Come sicuramente Rawa si batterebbe per una causa che crede giusta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E in un paese come l’Afghanistan, dove da trent’anni ci si ammazza a smitragliate in nome di cause giuste, noi applaudiano all’intento di aggiungere un’altra giusta causa per cui ammazzare tutti gli altri, “fondamentalisti”, “signori della guerra” e amici delle “forze di occupazione”?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quell’applauso mi ha profondamente addolorato anche perché additava almeno una delle ragioni per cui non si vedono bandiere della pace per condannare la guerra di Libia. Sarà anche perché Napolitano ha appoggiato l’intervento, sarà anche perché la televisione non ne parla più, sarà anche perché c’è una risoluzione ONU, sarà anche perché il PD non s’indigna, ma se non si vedono bandiere per &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt; è soprattutto, forse, perché quella guerra è stata percepita come guerra per una causa giusta: liberare un popolo da un tiranno che minacciava di sterminarlo. E siccome la causa è giusta, guerra sia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non importa se la risoluzione è in conflitto con lo Statuto dell’ONU e col buon senso, non importa se è stata pesantemente violata dalle potenze belligeranti, non importa se nessuno può conoscere la volontà del “popolo libico”, non importa se l’informazione è diventata propaganda, la causa è giusta, è giusto combattere, lo dice Napolitano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sul Foglio di ieri, Giuliano Ferrara ha pubblicato una roboante “Invettiva contro le anime belle che si sono scordate di Tripoli”, domandandosi come mai tutti quei pacifisti che si erano riversati sulle piazze per avversare le giustissime guerre americane in Kossovo, in Afghanistan e in Iraq, adesso, davanti a questa guerra così sporca e ingiustificabile, sono tutti ammutoliti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non essendo né assiduo lettore, né devoto ascoltatore di Ferrara, non mi è tanto chiaro perché questa guerra gli sembri così sporca, dato che non lo spiega nell’articolo. Posso naturalmente immaginarlo. Ma quali che siano le sue ragioni, non è certo un Ferrara che può arrogarsi il diritto di lanciare invettive contro quelle anime belle, dopo aver plaudito a tutte le guerre più brutte degli ultimi vent’anni. Infatti la sua argomentazione zoppica e la sua invettiva non lo porta a nessuna conclusione sulle ragioni di questo silenzio, se non ad una sconclusionata deprecazione della volatilità delle opinioni pubbliche, con annessa evocazione degli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;idola tribus&lt;/i&gt;, degli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;idola fori&lt;/i&gt; e perfino, bontà sua, degli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;idola specus&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qui non c’è da lanciare nessuna invettiva. C’è solo da constatare che il caso della Libia ha attorcigliato il pensiero di molte persone di buona volontà, che non hanno saputo giudicare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una delle ragioni è che queste persone di buona volontà, come quelle che hanno applaudito Samia, non si sono mai decise a riconoscere che, nella nostra epoca, è giunta l’ora di mettere fine per sempre al ricorso alla violenza politica, è giunta l’ora di mettere fine per sempre alle guerre. Male hanno fatto i ribelli di Bengasi a prendere le armi, male&amp;nbsp;aveva fatto Gheddafi a usarle contro di loro, male ha fatto il Consiglio di Sicurezza ad approvare un atto che consente a giustizieri autoeletti di perseguire i propri interessi con la forza aizzando una parte contro l’altra per dividere e imperare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Finché non ci decideremo a dare al mondo un ordinamento radicalmente nuovo, capace davvero di impedire le guerre, ci sarà sempre una causa giusta per cui uccidere e farsi ammazzare. Non si tratta di sognare l’utopia. La strada della pace è un cammino concreto e percorribile. Ciò che occorre è un nuovo Patto fra le Nazioni, che vada oltre quello del ’45 muovendo nella stessa direzione. Sempre di più si sta facendo chiaro che è per questo che ci dobbiamo battere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dunque stia zitto Giuliano Ferrara, la sua anima brutta la metta a tacere. Le anime belle sono solo perplesse e confuse, perché i tempi sono duri da decifrare. Ma sono tutt’altro che estinte: eccoci qui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Noi siamo quell’uomo che si è alzato per dire il suo dissenso da Samia. Noi siamo quelli che non si sono scordati di Tripoli. Noi siamo quelli che mettono sotto accusa tutte le guerre, senza deflettere. Che mettono sotto accusa la violenza, senza demordere. Noi stiamo in piedi davanti ai carrarmati. Noi portiamo una profezia sull’avvenire. Noi teniamo la bandiera della pace caparbiamente levata nel vento, aspettando.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8620833907146037343?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8620833907146037343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/un-applauso-alla-violenza-ovvero-perche.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8620833907146037343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8620833907146037343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/un-applauso-alla-violenza-ovvero-perche.html' title='Un applauso alla violenza, ovvero: perché niente bandiere per la Libia - in risposta a Giuliano Ferrara.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-6497812315149717385</id><published>2011-05-19T23:27:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T23:27:41.758+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Che cos'è che dobbiamo cambiare</title><content type='html'>Ha detto La Russa ieri: "Siamo noi che dobbiamo capire che cos'è che dobbiamo cambiare". &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Qualcuno&amp;nbsp;gli suggeririsca di cambiarsi il cervello, quel cervello strafascista che gli ingombra il cranio. E già che c'è di cambiarsi la faccia, perché non è presentabile al mondo. E magari di cambiarsi la voce, perché è ancora più orrenda delle cose che dice. E di cambiarsi i piedi, quelli&amp;nbsp;che hanno pestato i piedi di Formigli. Ma soprattutto di cambiarsi l'anima,&amp;nbsp;per&amp;nbsp;liberarsi&amp;nbsp;della sua cattiveria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-6497812315149717385?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/6497812315149717385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/che-cose-che-dobbiamo-cambiare.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6497812315149717385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/6497812315149717385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/che-cose-che-dobbiamo-cambiare.html' title='Che cos&apos;è che dobbiamo cambiare'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-8185458386202150104</id><published>2011-05-17T05:58:00.004+02:00</published><updated>2011-05-18T16:23:15.531+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Amministrative del 16 maggio: un calcio in faccia.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Formidabile batosta a Berlusconi. Vendicato il 14 dicembre. Punita la demonizzazione della magistratura. Altolà alla riforma costituzionale. Vendola si sublima e nasce il vendolismo. Il PD non è allo sbando. Bossi non giubila, Fini nemmeno e anche Grillo può servire a qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;16 maggio: è difficile sottrarsi a una certa sensazione di giubilo che si fa strada davanti a questi risultati. C’è il sentore che Berlusconi sia finito.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ inutile aspettare i ballottaggi per giudicare il peso politico di questa consultazione. Qualunque sia l’esito del secondo turno, l’effetto-bomba di questa prima tornata resterà incancellabile. Non ha esagerato Bersani, che è uno che non esagera mai, quando ha detto con aria molto sicura che, da domani, la situazione politica è cambiata e nulla sarà più come prima. Improvvisamente, le elezioni anticipate tornano ad essere una prospettiva possibile. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Veniamo da mesi in cui la spericolata operazione di riconquista della maggioranza parlamentare seguita al 14 dicembre aveva conferito a Berlusconi una posticcia aura di imbattibilità che pesava come una cappa di piombo sul paese, dove quella maggioranza non c’era.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi l’uomo ha compiuto quello che è stato forse lo sbaglio più grosso della sua vita, quando ha messo in gioco tutto se stesso e tutta la sua parte politica nelle elezioni di Milano. Lì la catastrofe non poteva essere peggiore: con circa otto punti di scarto a favore di un Pisapia così prossimo alla maggioranza assoluta, sarebbe davvero un miracolo se &lt;personname productid="la Moratti" w:st="on"&gt;la Moratti&lt;/personname&gt; prevalesse al ballottaggio. E a quel punto, sarebbe comunque un miracolo di poco peso. Di grande peso è invece il risultato personale del candidato consigliere Berlusconi, che è lontano anni luce dalle 53.000 preferenze che incautamente si era dato come obiettivo. Difficilmente potrà ancora ripetere come un disco rotto che gli italiani sono con lui. Gli italiani gli hanno dato un calcio in faccia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché la catastrofe non è soltanto milanese, la disfatta è generale e pesantissima su tutti i fronti. La destra resta arrocata in patetiche ridotte come Treviso, Vercelli, Catanzaro, Campobasso, mentre il centro-sinistra le infligge distacchi siderali nella padanissima metropoli di Torino. Nella critica situazione di Napoli, dove tutto sembrava favorire l’opposizione alla giunta uscente, Lettieri non agguanta il 40% e la somma dei suoi due avversari lo supera di quasi dieci punti. E a Bologna, che sembrava contendibile, la contesa è risolta al primo turno. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per di più una disfatta di questa portata, e questo è un aspetto tutt’altro che secondario, è destinata ad avere un impatto pesante sulla psiche del capo dei capi: il quale ha davvero un temperamento eroico, e tenterà certamente di reagire, ma ha anche un disperato bisogno di sentirsi amato. Finché riesce a illudere se stesso e il mondo di essere oggetto di una generale infatuazione proporzionata ai suoi immensi meriti, la sua commedia può reggere. Ma la verità che queste elezioni testimoniano è che Berlusconi è riuscito a farsi odiare assai più intensamente di quanto sia riuscito a farsi amare. Guardandosi allo specchio la mattina, vedrà la faccia di un uomo detestato. Davanti a questi numeri, il colpo inferto alla sua sconfinata vanità e al suo orgoglio smisurato può diventare difficile da sopportare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque c’è da sperare che il tramonto di questo mito impresentabile sia ormai a portata di mano. Gli altisonanti progetti di riforma costituzionale propugnati al culmine della campagna elettorale milanese sono stati sonoramente bocciati e si può sperare che l’intero capitolo costituzionale si eclissi dall’orizzonte di questa legislatura e finisca nell’armadio degli incubi evaporati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma c’è dell’altro in questa vittoria. I risultati sono altamente positivi anche sul piano della ricomposizione di un’opposizione capace di vincere. Non è stata una vittoria del PD, e questo è positivo, perché è un grosso colpo all’ipotesi bipartitica e dimostra che senza alleanze non si va lontano. Ma è bene che il successo di Fassino compensi la messa in ombra del partito a Napoli e a Milano, perché in questo momento, piaccia o non piaccia, il PD è un punto di riferimento insostituibile. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ molto bene che De Magistris sia passato al ballottaggio a Napoli, perché dimostra che la gente non si è fatta infinocchiare dalla spasmodica demonizzazione del dipietrismo che ha imperato a martello in tutti i media, e soprattutto dalla demonizzazione berluscaniana della magistratura. Questo garantisce all’alleanza una componente significativa che stia a sentinella della legalità. Ed è altamente positivo che vinca a Milano un vendoliano, perché lascia sperare che cresca una componente di sinistra autentica, ma altamente ragionevole e attendibile come forza di governo. Il successo di Pisapia, e forse quello futuro di Cagliari, segnano un passaggio a qualcosa di nuovo anche su questo fronte. Con queste elezioni, in un certo senso, Vendola si sublima e nasce il vendolismo. Che può diventare un modo di pensare che non si esaurisca nell’epifania di un capo, ma, contrapponendosi anche in questo radicalmente al berlusconismo, rifiuti il mito della personalità e metta in primo piano le scelte di indirizzo politico, coinvolgendo una pluralità di soggetti e di leader che si riconoscono in un orientamento deciso, nitido e privo di ambiguità e tentennamenti. Anche una componente così fatta è indispensabile in uno schieramento che vinca.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sull’altro fronte è altrettanto confortante il sostanziale insuccesso della Lega, che sperava di guadagnare dall’eventuale debolezza del capo e vede svanire, almeno per il momento, queste speranze. Il disappunto di Bossi non ci addolora. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non so invece se sia molto positivo il sostanziale insuccesso del Terzo Polo e in particolare di Fini. Si poteva sperare che questa presenza servisse a sottrarre più voti alla destra, consentendo di immaginare un futuro in cui queste forze non estremiste possano diventare calamita per quell’elettorato moderato che, prima o poi, abbandonerà in massa l’estremismo para-fascista di Silvio Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi sento invece di giudicare del tutto positivo il discreto successo dei famigerati grillini, che, al di là delle esasperazoioni e degli strabismi, rappresentano un modo di sentire che deve essere ascoltato e non demonizzato. Perché additano un rischio reale, che è quello di una collusione generale fra élites politiche contrapposte, volta a tutela degli interessi di casta. E’ un rischio che in Italia si è già materializzato in varie forme. Questa presenza, soprattutto se diventerà un po’ più ragionevole e posata, può contribuire a scongiurarlo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Oggi dunque ci sono tutte le ragioni di brindare. Da domani c’è da pensare al futuro. La strada è ancora lunga, e irta di pericoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Vedi anche:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/04/referendum-del-12-giugno-quello-che.html"&gt;&lt;strong&gt;Referendum: quello che conta non è il quorum&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;﻿&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;[tags: elezioni amministrative del 15 e 16 maggio; elezioni del 15/16 maggio; elezioni Milano Torino Napoli Bologna; disfatta di Berlusconi; tracollo di Berlusconi; sconfitta del centro-destra; la destra ha perso; vendolismo]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-8185458386202150104?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/8185458386202150104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/amministrative-del-16-maggio-un-calcio.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8185458386202150104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/8185458386202150104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/amministrative-del-16-maggio-un-calcio.html' title='Amministrative del 16 maggio: un calcio in faccia.'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-3403761571223901660</id><published>2011-05-16T19:32:00.001+02:00</published><updated>2011-05-19T23:31:05.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Una notizia terribile</title><content type='html'>16 maggio, ore 19.17. Mentre le proiezioni sulle amministrative sfornano dati quanto mai incoraggianti su tutti i fronti e si profila una colossale batosta per il berlusconismo, dal Pakistan arriva una notizia terribile. Dopo che, appena tre giorni fa, il parlamento, solennemente riunito in presenza dei vertici militari e dei servizi, aveva espressamente invitato gli Stati Uniti a mettere fine agli attacchi dei droni, e proprio mentre è in visita nel paese l'inviato di Obama John Kerry, un ennesimo attacco ha causato dieci vittime in Waziristan. E' un gratuito atto di arroganza destinato a ipotecare gravemente il futuro dei rapporti fra i due paesi. C'è da attendersi una guerra contro il Pakistan?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-3403761571223901660?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/3403761571223901660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/una-notizia-terribile.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/3403761571223901660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/3403761571223901660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/una-notizia-terribile.html' title='Una notizia terribile'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-2642111205509550359</id><published>2011-05-15T16:06:00.002+02:00</published><updated>2011-05-15T16:08:55.781+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>King can do no Wrong? Sui poteri del capo dello stato e i desideri del capo del governo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;E’ stato martedì scorso, al culmine della campagna elettorale per quelle elezioni amministrative il cui esito si attende in queste ore con un po’ di fiato sospeso, che Berlusconi annunciava il proposito di modificare &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt; anche in materia di poteri del capo dello stato, naturalmente per ridurli a favore del capo del governo. Venerdì 13, alla vigilia del voto, Ernesto Galli della Loggia interveniva sull’argomento con un fondo sul Corriere della Sera. Curiosamente, senza fare alcun riferimento all’annuncio dell’amato cavaliere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;La sua argomentazione è tutta sintetizzata nella titolazione: “La supplenza necessaria – Quirinale, metamorfosi di un ruolo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Galli della Loggia esordisce rilevando un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti: dal ’92 in poi nessun altro potere dello stato ha subito modifiche sostanziali così profonde come quello del capo dello stato. Dal ruolo tipicamente notarile esercitato nella cosiddetta “prima repubblica”, il Quirinale si è oggi trasformato nel “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dominus&lt;/i&gt; effettivo della scena politica italiana”. Difficile negarlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Due spiegazioni propone della Loggia. La prima è l’indeterminatezza dei poteri che &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt; attribuisce alla presidenza della Repubblica. La seconda è il vuoto causato dal “progressivo indebolimento degli antichi partiti e del loro sistema”, sostituito da “un bipolarismo approssimativo e senza regole, causa di continui scontri muro contro muro”, con “coalizioni mutevoli”, “una classe politica incolta e in molta parte inesperta”, eccetera eccetera. Da qui la “necessaria” supplenza della presidenza della repubblica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quest’ultima argomentazione è del tutto fuorviante. Dall’ingresso in politica di Silvio Berlusconi non si è determinato proprio nessun vuoto. Al contrario, il panorama politico si è riempito di un fuoco di fila di iniziative dirette da una parte a realizzare politiche altamente controverse con piglio fortemente conflittuale, dall’altra a stravolgere progressivamente, passo dopo passo, l’assetto costituzionale dello stato, muovendo in direzione di una nuova forma di governo che conferisca all’esecutivo una concentrazione di poteri senza uguali nei sistemi democratici. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quello che ha spinto la presidenza della repubblica ad utilizzare in modo sempre più invasivo e sostanziale quei poteri che in precedenza erano stati interpretati in termini essenzialmente formali, non è stata una sorta di spontanea deriva del sistema politico verso il vuoto e la confusione, ma la natura stessa del disegno politico di Silvio Berlusconi: che lo porta ad adottare continuamente provvedimenti al limite della costituzionalità e a forzare il sistema delle regole nella direzione autoritaria ed autocratica che quel disegno lucidamente si prefigge.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se fino ad oggi, almeno in questo suo ultimo mandato, Berlusconi aveva evitato di mettere apertamente in discussione i poteri del presidente della repubblica, se aveva mostrato verso quell’alta carica una peculiare deferenza così poco consona al suo carattere, ciò si può spiegare in un solo modo: col suo proposito, tutt’altro che occulto, di utilizzare in un prossimo futuro quei poteri a proprio favore, assumendo egli stesso l’alta carica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per questo non è molto avveduto il comportamento di quanti dall’opposizione continuamente premono su Napolitano perché utilizzi nel modo più invasivo i suoi poteri costituzionali: poiché così facendo si costruisce un apparato di precedenti che rischia di consentire ad un eventuale successore malintenzionato di utilizzare quei poteri in modo fortemente autoritario. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Purtroppo, da quando è in giro Berlusconi, il rischio è tutt’altro che ipotetico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E qui veniamo alla seconda “causa” che, secondo Galli della Loggia, spiegherebbe l’interventismo presidenziale: l’indeterminatezza dei poteri costituzionali del capo dello stato. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Premettiamo che questa non è certo una “causa” del fenomeno, dato che è esistita per oltre trent’anni senza in alcun modo determinarlo. E’ tuttavia certamente un suo presupposto necessario.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto è che i costituenti delinearono le prerogative del presidente della repubblica in modo terribilmente approssimativo, come se dessero per scontato che nessun presidente avrebbe mai abusato dei suoi poteri e non ci fosse dunque bisogno di specificarli e delimitarli. “King can do no wrong”, il re non può far male: è noto che il ruolo del presidente fu modellato su quello del re, da cui ha ereditato, insieme alla residenza, molte funzioni, il supremo prestigio, l’irresponsabilità e la nebulosità dei limiti ai poteri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il risultato è che la configurazione costituzionale di quei poteri è tale da consentire a chi li esercita, se volesse abusarne, un autentico stravolgimento dell’ordinamento democratico. Un presidente della repubblica che concepisca il proprio ruolo come capo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;de facto&lt;/i&gt; dell’esecutivo e veicolo del suo indirizzo politico, piuttosto che come arbitro &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;super partes&lt;/i&gt; della dialettica democratica, è tutt’altro che incompatibile con la lettera, sebbene non certo con lo spirito, della nostra Costituzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ha ragione Galli della Loggia ad osservare che i soli poteri di autorizzazione alla presentazione dei disegni di legge, di emanazione dei decreti e di promulgazione delle leggi possono, se esercitati in modo sostanziale anziché formale, condizionare ferreamente l’attività normativa del governo. Anzi, si può aggiungere, dello stesso parlamento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Così come ha ragione a ricordare il potere incondizionato di sciogliere le camere, limitato solo dal parere non vincolante dei loro presidenti, un potere che si presta ad essere usato, sondaggi alla mano, per garantirsi una maggioranza amica. Per non parlare della presidenza del CSM e del Consiglio Supremo di Difesa, della ratifica dei trattati o della nomina dei funzionari dello stato. Un presidente che volesse &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;comandare&lt;/i&gt;, anziché supervisionare, avrebbe tutti i mezzi per farlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che questo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;non&lt;/i&gt; sia conforme allo spirito e al dettato della Costituzione è evidente. Basta pensare all’ art. 90, che sancisce l’“irresponsabilità” del presidente o alla categorica disposizione dell’art. 89 (“Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che se ne assumono la responsabilità”), che tante discussioni ha suscitato fra i giuristi, ma che intende chiaramente attribuire al governo la determinazione dell’indirizzo politico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma il dispositivo costituzionale che concretamente definisce i poteri presidenziali è talmente vago e indeterminato, da prestarsi ad un esercizio che muova in direzione esattamente opposta. Su questo ha ragione Galli della Loggia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ha invece assolutamente torto quando dà per scontato che questi poteri siano “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;necessariamente&lt;/i&gt; indeterminati, suscettibili cioè, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;per loro natura&lt;/i&gt;” (corsivo mio) di interpretazioni opposte. Non c’è proprio nessuna ragione per cui &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt; non debba chiarire, ad esempio, in quali condizioni il presidente sia legittimato a sciogliere le camere. O non debba sanare l’evidente contraddizione fra il carattere solamente sospensivo del veto alle leggi e quello definitivo e insindacabile dell’eventuale veto ai decreti e ai disegni di legge. Queste sono semplicemente lacune che meriterebbero di essere colmate.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ha dunque ragione Silvio Berlusconi quando si ripropone di delimitare e circoscrivere i poteri presidenziali? Peccato che si sia deciso a parlarne solo ora, quando si è evidentemente reso conto che la sua candidatura alla carica non è ormai in alcun modo proponibile. Dopo il suo comportamento negli ultimi mesi, la pretesa di presentarsi come figura &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;super partes&lt;/i&gt; è diventata radicalmente inattendibile: ed è chiaro che l’amato cavaliere ha deciso di riformulare il suo disegno di potere, tornando a puntare sulla presidenza del consiglio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nella logica del berlusconismo, che mira a concentrare tutto il potere in un’unica mano, la figura del presidente della repubblica è del tutto superflua. La deferenza ultimamente ostentata nei confronti della carica è del tutto strumentale. &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;La Costituzione&lt;/personname&gt; conferisce potenzialmente alla presidenza un complesso di poteri formidabili: se si riesce a conquistarla, si presta a diventare lo strumento più potente per stravolgere l’assetto costituzionale. Ma se si corre il rischio di non averla sotto pieno controllo, allora è molto meglio togliere di mezzo l’ostacolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’uscita di Berlusconi sui poteri del presidente è dunque perfettamente in linea con il suo disegno politico di edificazione di un’autocrazia post-moderna, fondata sul controllo dei media e l’onnipotenza dell’esecutivo. Tanto è vero che si è accompagnata alla riaffermazione dell’intento di riformare anche la corte costituzionale, ovviamente nel senso di renderla più allineata al governo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci sarebbe materia di riflessione per quanti continuano a ripetere che l’unico obiettivo di Berlusconi in politica è salvare se stesso e i suoi interessi: il rapporto fra gl’interessi personali di Berlusconi e i suoi progetti di revisione costituzionale è quanto meno incerto. A farsi ossessionare soltanto dai primi, ci si lascia sfuggire l’essenza stessa del berlusconismo che, purtroppo, non è cosa che si esaurisca in Berlusconi. E ancor più c’è materia per quelli che insistono ad accusarlo di non essere in grado di governare, di non provvedere ai famosi “problemi degli italiani”, come se il più grosso problema degli italiani non fosse la minaccia di cadere definivamente sotto questo potere estremista, autoritario, incondizionato e irremovibile, che è l’obiettivo del berlusconismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In conclusione, che fare dunque dei poteri presidenziali? L’ultima cosa da fare è negoziare la loro revisione con Berlusconi stesso o i suoi seguaci. E’ di ieri l’esternazione di Cicchitto che dichiara modificabile anche la prima parte della Costituzione. Non potrebbe essere più evidente che l’obiettivo di questi signori è sovvertire radicalmente il nostro ordinamento costituzionale. Con questa estrema destra affamata di onnipotenza, non si deve scendere ad alcuna trattativa su alcuna parte della Costituzione. L’unico obiettivo dev’essere rimuoverla dal potere. Per poi procedere a renderla definitivamente inoffensiva. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;A quest’ultimo scopo, sarà sicuramente opportuno modificare parecchie parti della Costituzione. Ma in senso esattamente opposto a quello che vuole Berlusconi. Per esempio costituzionalizzando una nuova normativa sui media, e l’emittenza televisiva in particolare, che ne garantisca il pluralismo e l’indipendenza dall’esecutivo con non minor rigore di quello applicato, per nostra fortuna, dalle costituzioni novecentesche alla tutela dell’indipendenza della magistratura. In altre parole, adottando tutte le misure necessarie per impedire il risorgere del berlusconismo, con la stessa determinazione con cui i costituenti ci protessero un tempo contro la potenziale risorgenza del fascismo. Si tratta semplicemente d’impedire il potenziale abuso del potere, sia da parte del governo, che del presidente della repubblica, che di chiunque altro. Nulla di più, ma nulla di mano, che rendere più saldi e inattacabili quei principi democratici, antifascisti e repubblicani che ispirarono i padri costituenti e che tanto spiacciono al berlusconismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-2642111205509550359?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/2642111205509550359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/king-can-do-no-wrong-sui-poteri-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2642111205509550359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/2642111205509550359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/king-can-do-no-wrong-sui-poteri-del.html' title='King can do no Wrong? Sui poteri del capo dello stato e i desideri del capo del governo'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1561591061252815098</id><published>2011-05-04T16:47:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T16:47:01.991+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><title type='text'>Accuse ottuse</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ un po’ ironico che Frattini accusi Gheddafi di aver violato i suoi obblighi di diritto internazionale quando ha lasciato che una folla inferocita mettesse a ferro e fuoco l’ambasciata italiana a Tripoli. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché la prima a violare, e in modo ben più grave,&amp;nbsp;la norma più sacra del diritto internazionale è stata l’Italia, quando ha trasgredito il trattato che la vincolava a non attaccare &lt;personname productid="la Libia" w:st="on"&gt;la Libia&lt;/personname&gt; e a non consentire l’uso del suo territorio per farle guerra. Meglio sarebbe stato accusarlo di aver trasgredito le norme della buona educazione, le uniche che ci potessero obbligare, verso i franco-anglo-americani, a violare i nostri obblighi di diritto internazionale…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1561591061252815098?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1561591061252815098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/accuse-ottuse.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1561591061252815098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1561591061252815098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/accuse-ottuse.html' title='Accuse ottuse'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-1616867897359930690</id><published>2011-05-03T04:05:00.001+02:00</published><updated>2011-05-03T04:19:37.344+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poetry'/><title type='text'>Il generale Charles Bouchard si rende degno della maledizione di Dante Alighieri</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La sera di sabato scorso, una bomba alleata ha colpito una casa di Tripoli nella quale si trovava Gheddafi insieme a molti membri della sua famiglia. Il colonnello è rimasto incolume, ma sono morti il suo sesto figlio Saif al-Arab e tre suoi nipotini, che avevano tutti meno di tre anni: Saif, figlio di Mohammad, il primogenito del Qaid, aveva due anni; Carthage, figlia di Hannibal, aveva due anni anche lei; Mastoura, figlia di Aisha, aveva soltanto quattro mesi.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il generale Charles Bouchard, comandante dell’operazione Unified Protector, che ha il mandato di proteggere i civili, ha avuto la faccia tosta di dichiarare che non intendevano uccidere Gheddafi, cosa che solo un imbecille potrebbe credere, dato che questo è il terzo tentativo di farlo fuori. Ha detto: “Ci rammarichiamo di ogni perdita di vita umana, particolarmente quella di civili innocenti”. Già. E’ stato un errore. Per errore è stata commessa quella che nel diritto italiano si chiamerebbe, nel migliore dei casi, strage colposa. Una strage di bambini appena nati. Il generale si rammarica di aver commesso un atto che gli meriterebbe l’ergastolo. Ma lui lo ha commesso nel nobile intento di salvare civili innocenti. Nel nobile intento di salvare civili innocenti, lui ha ordinato di lanciare una bomba su Gheddafi, sapendo benissimo che la sua bomba intelligentissima, tanto intelligente che ha quasi colpito il segno, rischiava di fare una strage di innocenti. Non è vero che non esistono bombe intelligenti. Sono gli uomini che le comandano che hanno un cuore di ghiaccio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Con l’omicidio di Saif, figlio di Mohammad, di Carthage, figlia di Hannibal, e di Mastoura, figlia di Aisha, che aveva soltanto quattro mesi, il generale Charles Bouchard si rende degno della maledizione di Dante Alighieri:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ahi, Pisa, vituperio delle genti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;del bel paese là dove il sì suona,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;se i tuoi vicini a te punir son lenti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;muovansi &lt;personname productid="la Capraia" w:st="on"&gt;la Capraia&lt;/personname&gt; e &lt;personname productid="la Gorgona" w:st="on"&gt;la Gorgona&lt;/personname&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e faccian siepe ad Arno in su la foce&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sì ch’elli anneghi in te ogni persona!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che se il conte Ugolino aveva voce&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;d’aver tradito te de le castella&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;non dovei tu i figliuoi porre a tal croce!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Innocenti facea l’età novella, &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;novella Tebe, Uguccione e il Brigata&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;e gli altri due che il canto suso appella.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25269676869765293-1616867897359930690?l=albertocacopardo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/feeds/1616867897359930690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/il-generale-charles-bouchard-si-rende.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1616867897359930690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25269676869765293/posts/default/1616867897359930690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/05/il-generale-charles-bouchard-si-rende.html' title='Il generale Charles Bouchard si rende degno della maledizione di Dante Alighieri'/><author><name>Alberto Cacopardo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06155588205110802397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_OWwjURDf9Oc/TJzIu3eob-I/AAAAAAAAAAQ/4KeVeKZ_wfw/S220/IMGA0873-2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25269676869765293.post-4582273690346214411</id><published>2011-05-03T02:35:00.000+02:00</published><updated>2011-05-03T02:35:40.335+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politics'/><title type='text'>Bin Laden è morto e c’è poco da rallegrarsi</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bin Laden è morto. Non era certo un innocente. Dobbiamo scoppiare di gioia, come tutta quella gente che si è riversata per strada in America?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ci ha ammonito che “di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai”. E in effetti non c’è bisogno di essere cristiani per percepire qualcosa di vagamente inumano in tutta quella corale allegria.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma ci sono parecchie altre ragioni per non provare particolare soddisfazione. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è solo il f
